Cronache dai Palazzi

La prossima manovra “tutelerà i ceti medi” sia per quanto riguarda le tasse sia sul fronte della sanità. Lo ha affermato il viceministro dell’Economia Antonio Misani confermando inoltre i sette miliardi di euro di entrate che dovrebbero provenire dalla lotta all’evasione. Per gli evasori, in caso di condanna penale per evasione di imposte sui redditi e Iva, il fisco confischerà inoltre beni “per sproporzione”, una misura che scatterà quando il condannato non può giustificare la provenienza dei fondi accumulati. “Il pacchetto finale sarà coerente con la Nota di aggiornamento al Def”, ha spiegato Antonio Misani, “con l’obiettivo di ridurre in misura importante i circa 110 miliardi di euro sottratti ogni anno al fisco dagli evasori”.

L’esecutivo mira inoltre ad evitare l’aumento dell’Iva su tutti i fronti, anche se si è vociferato di modulare l’imposta su consumi per esempio aumentando quella su ristoranti e alberghi e riducendola su bollette e pannolini. Il disegno complessivo del governo prevede inoltre una rimodulazione dell’Irpef e in generale si propone di rendere meno pressante la tassazione per cittadini e imprese. “La pressione fiscale nel 2020 diminuirà non solo rispetto alle previsioni del governo precedente, ma anche rispetto al livello del 2019”, ha spiegato il viceministro dell’Economia.

Il rafforzamento della lotta all’evasione si concentrerà anche su Imu e Tasi che sembrano registrare un tax gap pari a circa 5 miliardi. In questo contesto saranno potenziati gli strumenti della riscossione a livello locale grazie ad una riforma sulla quale sta lavorando la viceministra Laura Castelli.

Al vaglio di Palazzo Chigi vi sono poi varie forme di detrazioni, assegni familiari, bonus bebé, l’aumento degli asili nido e la gratuità degli stessi. Tutto ciò grazie ad un piano di investimenti pubblici che si focalizzerà sulle politiche ambientali e sulle infrastrutture sociali: circa 50 miliardi di risorse nell’arco dei prossimi quindici anni. Anche la sanità beneficerà di un aumento di due miliardi nel 2020 e di un miliardo e mezzo nel 2021. Il governo assicura inoltre che la riforma del ticket, nello specifico, sarà realizzata gradualmente e senza penalizzare i ceti medi. Senza dimenticare il taglio del cuneo fiscale che però sarà avviato a partire dalla seconda metà del 2020.

In sostanza la Camera ha dato il via libera alla Nota di aggiornamento al Def i cui pilastri sono di fatto welfare, famiglia e investimenti insieme alla digitalizzazione e alla lotta all’evasione. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha a sua volta sottolineato che in Italia la web tax entrerà in vigore da gennaio. Tra le novità il prolungamento del congedo di maternità oltre i cinque mesi e il raddoppio di quello di paternità che sarà di dieci giorni.

All’esame del governo vi sono anche le agevolazioni fiscali per la ristrutturazione, la riqualificazione energetica e l’adeguamento sismico delle abitazioni. Provvedimenti che l’esecutivo mira a rendere strutturali e quindi stabili, ribadendo che gli incentivi all’edilizia “possono e devono essere il volano di una nuova stagione di crescita dell’economia”. Ecobonus e bonus edilizio hanno riguardato 16 milioni di abitazioni generando investimenti per 264 miliardi (230 per il recupero edilizio, 34 per l’ecobonus). Mentre il sismabonus non ha dato i risultati sperati.

A proposito di rigenerazione urbana, invece, si prevede “un piano per far rinascere le case e i quartieri delle nostre città” – annunciato con un tweet dal ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli – per “migliorare la qualità dell’abitare, con la rigenerazione degli edifici, il sostegno alle famiglie in affitto, i cantieri nei piccoli comuni”. Il suddetto piano avrà un’estensione pluriennale e prevede il cofinanziamento delle Regioni e la possibilità di usufruire di risorse private come quelle di Depositi e prestiti e i fondi privati destinati all’abitare. Tale piano formerà inoltre un unico pacchetto insieme alle altre misure destinate alla casa, come l’ecobonus e il sismabonus. Nel piano di rigenerazione urbana rientrano anche i 30 milioni di euro, in due anni, per piantare o sostituire alberi nelle città metropolitane.

Da Lussemburgo, dove ha partecipato alla riunione dell’Ecofin, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri  si è dichiarato “fiducioso” per quanto riguarda il progetto di bilancio per il 2020 che la Commissione europea riceverà entro il 15 ottobre. Gualtieri ha inoltre rimarcato una certa “sintonia” con le posizioni di Valdis Dombrovskis,vicepresidente e leader dei “falchi” nordici nella Commissione europea. In sostanza “sarebbe opportuno garantire un trattamento favorevole agli investimenti, specialmente a quelli legati al tema della sostenibilità e al Green european plan”, sempre alla luce di una più generale revisione delle regole di bilancio. Gualtieri ha ribadito che sarà “un bilancio prudente, orientato alla crescita”, definendo “realistiche” le previsioni per quanto riguarda il recupero dell’evasione fiscale e ribadendo l’esclusione di eventuali “aumenti dell’Iva”.

Ulteriori risorse potrebbero arrivare dall’attività dell’Agenzia delle entrate che conta di recuperare circa 9 miliardi per il 2019. “Ad oggi abbiamo già riscosso 6 miliardi”, ha affermato il presidente dell’Agenzia Antonio Maggiore.

Il Consiglio dei ministri ha inoltre varato il decreto legge sul clima contenente gli incentivi alla rottamazione per auto e scooter Euro 3, e il contributo fino a 5 mila euro per i negozianti che vendono prodotti sfusi o alla spina per i quali non è previsto l’uso di contenitori di plastica, come ad esempio i detersivi che si comprano con i flaconi riutilizzabili. Si tratta di un pacchetto del valore di circa 450 milioni di euro. “È il primo atto del Green New Deal”, ha affermato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Nel frattempo Montecitorio ha approvato quasi all’unanimità il taglio dei parlamentari (553 voti favorevoli, 14 contrari, 34 assenti). Tra i critici il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto: “Con il taglio dei parlamentari è stata commessa una violenza nei confronti della Costituzione ed è necessario il giudizio degli italiani”. In seguito all’approvazione della legge – che riduce i deputati da 630 a 400 e i senatori da 400 a 200 – la Fondazione Einaudi ha istituito un comitato per avviare la raccolta delle firme sia a Palazzo Madama (dove ne servono 64), sia a Montecitorio (dove ne servono 126). In alternativa basterebbero le firme di 500 mila cittadini o il via libera di cinque Consigli regionali.

Il referendum costituzionale si può chiedere qualora un testo non ottenga la maggioranza qualificata nelle ultime letture. In sostanza ciò che si è verificato l’11 luglio 2019 in Senato. Le firme devono essere depositate entro tre mesi in Cassazione. Per il presidente della Fondazione Einaudi “se diminuisce la rappresentanza diminuisce la democrazia”.

In cantiere vi sono poi dei correttivi per realizzare una più ampia riforma costituzionale che comprenda anche la riforma della legge elettorale. Per l’elezione del capo dello Stato, ad esempio, i delegati regionali passano da 58 a 39; per il Senato si potrà votare a 18 anni ed essere eletti a 25 come per la Camera; per tutelare le Regioni più piccole, infine, l’elezione del Senato avverrà anche su base “pluriregionale”.

Per Roberto Fraccaro – intestatario della legge che ha esplicitato il taglio dei parlamentari modificando ben due articoli  della Costituzione (gli articoli 56 e 57) – Il taglio dei parlamentari “non è un atto di democrazia diretta, ma di efficientamento delle istituzioni. Con questa riforma, che ci avvicina alle altre democrazie europee, avremo un Paese più moderno. Faremo riforme più ponderate e con maggiore efficacia”. Fraccaro rimarca che “il risparmio è di 300 mila euro al giorno… soldi che molti italiani non vedono nel loro conto corrente in una vita”. Facendo i conti “con un miliardo in due legislature sono tante le cose buone da realizzare, come bus nuovi e scuole ristrutturate”. Inoltre, “se le istituzioni sono più efficienti saranno anche meno costose”, puntualizza Fraccaro spiegando che il prossimo step è rappresentato dalle modifiche da apportare ai regolamenti di Camera e Senato e ovviamente la legge elettorale, un impegno che il governo si propone di affrontare entro la fine di quest’anno.

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