Stavolta difendo Salvini

Poche, pochissime cose di Salvini mi piacciono. Ma l’iniziativa di processarlo per le decisioni prese sulla vicenda della Nave Diciotti è, a mio avviso, sballata. Parlare di sequestro di persona può sembrare normale solo alla mente contorta di un magistrato motivato politamente. La linea seguita dal Ministro dell’Interno corrisponde a una decisione politica. Va, magari deve, essere giudicata in sede politica, non giudiziaria. Così  si alterano i principi costituzionali della separazione dei poteri.

Che potrà inventarsi un giorno un giudice fantasioso di fronte a un provvedimento di natura economica, o di ordine pubblico, o magari di politica estera, che non gli piaccia? Inoltre, così si porta acqua al mulino della Lega e dello stesso Salvini, a cui è facile e comodo oggi atteggiarsi a difensore degli interessi del popolo anche a rischio della propria libertà.

Non so se il Senato voterà l’autorizzazione a procedere, dopo la corretta assunzione di responsabilità collettiva del Premier Conte. Spero che non prevalgano oscuri e malconsigliati interessi di partito in una fetta dei 5Stelle, anche perché le conseguenze sul governo non sarebbero semplici.

Il popolo italiano, nel 2018, ha scelto una maggioranza. Essa ha il diritto-dovere di governare. Se sbaglia, come sta facendo su molti fronti, paghi il giusto prezzo politico. Ma i giudici facciano il loro mestiere, che non è quello di valutare e punire atti decisionali che non appartengono alla loro sfera di competenza.

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