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Ambiente: legge microplastica nei cosmetici al palo – Ferma al Senato da oltre un anno, appello Marevivo e Legambiente per rapida approvazione – “Non è più possibile aspettare, il provvedimento che ha assorbito anche la proposta di legge per vietare l’uso della microplastica nei cosmetici era stato votato all’unanimità dalla Camera nell’ottobre 2016 e poi tutto si è fermato al Senato. Ad opporsi, il ministero dello Sviluppo economico che ha espresso parere negativo”. Così Marevivo e Legambiente che si appellano al Presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni, ai ministri Anna Finocchiaro, Gian Luca Galletti, Beatrice Lorenzin e Carlo Calenda.”Chiediamo al ministro Calenda di spiegarci e giustificarci il blocco di una legge in dirittura di arrivo. L’inquinamento marino non può più aspettare, occorre agire subito”, spiegano le associazioni che chiedono di ottenere il parere favorevole del Governo al passaggio in deliberante delle legge AS 2582 “Disposizioni in materia di composizione dei prodotti cosmetici e disciplina del marchio italiano di qualità ecologica” in modo che sia ratificata prima della fine della legislatura, in particolare per quello che concerne la messa al bando delle microplastiche nei cosmetici. (AdnKronos)

Ambiente: studio Enea, su spiagge italiane oltre 100 mln di cotton fioc – 80% rifiuti raccolti su arenili sono plastiche che minacciano l’ecosistema e la salute dell’uomo – Una ‘valanga’ di cotton fioc sulle spiagge italiane dove oltre l’80% dei rifiuti raccolti è rappresentato da plastiche che minacciano l’ecosistema e la salute dell’uomo. E’ l’allarme che arriva da uno studio dell’Enea che ha messo sotto la lente d’ingrandimento anche le fonti d’inquinamento da microplastiche che per le dimensioni inferiori a 5mm che “non vengono trattenute” dagli impianti di depurazione delle acque reflue. I frammenti, prodotti dalla degradazione delle plastiche, rappresentano il 46% degli ‘oggetti’ rinvenuti lungo le spiagge italiane, dove è stata stimata la presenza di almeno 100 milioni di cotton fioc, segnalano i ricercatori dell’Enea. In alcune località sono stati rinvenuti fino a 18 oggetti di plastica per metro quadro. Secondo i risultati della ricerca che l’Enea ha appena presentato al worskhop ‘Marine litter: da emergenza ambientale a potenziale risorsa’, bisogna puntare sulle attività scientifiche per la caratterizzazione e riutilizzo delle plastiche, l’adeguamento della normativa, i programmi di gestione sostenibile e le iniziative intraprese a livello locale. (AdnKronos)

Mare. Verdi: porre rimedio urgente a invasione plastiche su spiagge – “Non possiamo piú lasciare che le nostre spiagge siano ricoperte da rifiuti di cui piú del 80% costituiti da plastiche e di questi una ulteriore metà dalle microplastiche di tessuti e cosmetici”. Lo scrivono in una nota i coordinatori dei Verdi Angelo Bonelli, Luana Zanella e Gianluca Carrabs che spiegano: “Il mare e le coste sono un bene prezioso, occorre intervenire con politiche ambientali che si basino su recupero, riciclo e riuso dei materiali plastici che, come possiamo osservare sulle nostre spiagge, sono una massa invasiva che non si può piú tollerare e che se non si pone rimedio urgentemente, continuerà ad aumentare velocemente”. Per questo motivo “è necessario lavorare anche in collaborazione con l’Europa, che sta rivedendo le normative in tema di rifiuti proprio in questo periodo- concludono Bonelli, Zanella e Carrabs- E il Ministro Galletti emani rapidamente misure per ridurre quanto piú possibile lo spreco delle plastiche, a partire dagli imballaggi usa e getta e dare così inizio ad una conversione ecologica del Paese”. (Dire)

Dalla Svezia un filtro solare che mangia plastica in oceani Onu, ogni km quadrato contiene 63mila frammenti plastici – Ogni chilometro quadrato di oceano contiene circa 63mila frammenti plastici che, oltre a contaminare l’ambiente, entrano a far parte degli alimenti ingeriti dagli animali. A dirlo sono i dati Onu riportati dal magazine online In a Bottle (www.inabottle.it). Ora, però, dalla Svezia arriva un progetto che prevede la possibilità di eliminare queste microplastiche che inquinano l’acqua con una membrana fotocatalitica, ovvero attivata dalla luce solare. Il sistema, sviluppato al Kth Royal Institute of Technology svedese, punta a sfruttare le radiazioni del sole per aiutare a liberare gli oceani dagli inquinanti plastici. “La luce solare, attraverso un processo lento, può velocizzare il procedimento di smaltimento – spiega In a Bottle – si tratta del fenomeno dell’ossidazione fotocatalitica, che però nella maggior parte dei casi non sembra essere sufficiente. Gli scienziati dell’ateneo svedese hanno cercato un modo per accelerare il tutto: dai loro studi è nata una nuova membrana fotocatalitica da aggiungere ai sistemi filtranti delle acque reflue”. La sua particolarità, aggiunge il magazine, “è quella di essere costituita da nanofili rivestiti in un materiale semiconduttore che può assorbire la luce visibile e utilizzarla per ‘abbattere’ le particelle di plastica”. Nel frattempo, comunque, per massimizzare l’effetto di protezione dell’ambiente “occorre insistere anche sull’educazione alla raccolta differenziata e al riciclo”. (ANSA)

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