L’Italia delle Smart City

Sono Bologna, Parma e Trento le città più smart d’Italia. A rivelarlo è la ricerca I-City rate condotta dal Forum della Pubblica Amministrazione che ha coinvolto 103 capoluoghi italiani ed è stata presentata lo scorso ottobre alla Smart City Exhibition di Bologna.

Il capoluogo emiliano, insieme a Parma e Trento, si è piazzato in testa alla classifica generale, seguito da Firenze, Milano, Ravenna, Genova, Reggio-Emilia, Venezia e Pisa. Un an plain a trazione nordista che fotografa, una volta di più, il quadro di un’Italia che viaggia a doppia velocità.

Bisogna infatti arrivare al 43esimo posto per incontrare la prima città peninsulare, Cagliari, che seguita da Lecce (54) e Matera (58), e dai fanalini Caltanissetta, Crotone ed Enna detta il passo di una “scelta amministrativa” da rifare e un’agenda digitale – forse – da rimettere tra le priorità delle amministrazioni cittadine.

Anche guardando alle dieci città metropolitane italiane la spaccatura è evidente. Bologna, Firenze, Milano, Genova, Venezia e Torino sono tutte tra le prime 15 classificate, Roma segue al 21esimo posto, mentre segnano decisamente il passo le altre tre: Bari (69), Napoli (77) e Reggio Calabria, che si colloca all’87 posto.

La classifica, piuttosto che considerarsi un punto di arrivo, fotografa da vicino lo stato di partenza delle Smart City in Italia, considerando come centrale il processo di avvicinamento – e gli investimenti pubblici sviluppati – per arrivare a un Paese complessivamente più smart e meno “sprecone”.

Per stilare la classifica sono stati utilizzati oltre cento indicatori, riferiti alle dimensioni della governance della città, dell’economia, della mobilità, dell’ambiente, del capitale sociale e della qualità della vita.

Bologna è prima, in particolare, nella valorizzazione del capitale sociale e Trento nella dimensione ambientale, mentre Parma, pur non essendo in testa ad alcuna delle classifiche singole, si piazza ottava per la governance della città, quinta per capitale sociale, sesta per mobilità e decima per la dimensione economica.  A dimostrazione del fatto che una città davvero intelligente non può esserlo adottando soluzioni tecnologiche fini a se stesse, ma solo attraverso una politica a 360 gradi. E infatti anche Bologna, oltre che al primo posto per il capitale sociale, è presente in diverse top ten: terza per mobilità, quinta per la dimensione economica e per la governance, sesta per qualità della vita. Trento, oltre che in testa per la dimensione ambiente, è anche settima per qualità della vita e per capitale sociale.

La ricerca, poi, analizza quali sono le città più smart nei diversi settori, dall’economia all’ambiente alla mobilità. Ne risulta che Pisa e Milano sono le città più avanzate dal punto di vista della Smart economy, cioè per tasso di occupazione; presenza di imprese innovative, giovani e femminili; presenza e qualità di università e istituti di ricerca; infrastrutture e servizi turistici.

Trento e Ravenna sono invece le città più verdi (Smart Environment); in questo caso sono stati presi in esame la qualità dell’aria, la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, la presenza di spazi verdi in città, l’efficienza e la qualità della rete idrica, la presenza di centri di raccolta Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche).

Le pubbliche amministrazioni più smart sono Torino e Padova (Smart Governance), non solo per e-gov, ma anche per l’attenzione all’ambiente (dotazione di auto ecologiche, utilizzo di carta riciclata e raccolta differenziata negli uffici comunali, risparmio energetico, acquisti verdi), l’adozione di politiche per l’assetto e lo sviluppo del territorio (approvazione e adozione del Piano regolatore, del Piano per gli insediamenti produttivi, del Piano delle attività commerciali, e così via), capacità di fare rete con altri Comuni.

Siena e Trieste sono le città in cui si vive meglio (Smart Living), grazie agli investimenti in cultura e welfare e l’offerta di servizi di vario tipo (asili nido, biblioteche comunali, consultori, strutture per anziani, cinema). Pesano, in questa classifica, il numero di persone sotto la soglia di povertà, il tasso di emigrazione ospedaliera, l’inserimento sociale degli immigrati, la criminalità diffusa.

E veniamo alla mobilità (Smart Mobility). Secondo la ricerca ICity rate, Milano e Venezia sono le città in cui spostarsi è più facile, grazie a una rete diffusa ed efficiente di trasporto pubblico e i parcheggi di scambio, la diffusa presenza di automobili poco inquinanti, zone a traffico limitato, piste ciclabili, servizi di bike e car sharing.

Infine, Bologna e Ravenna scommettono sui cittadini (Smart people). Qui sono stati presi in considerazione il livello d’istruzione e l’abbandono scolastico, il numero di donne che lavora e che ricopre cariche all’interno dell’amministrazione, la presenza di studenti stranieri, la partecipazione politica, il coinvolgimento in associazioni di volontariato, ma anche la lettura dei quotidiani e la partecipazione ad eventi culturali.

© Futuro Europa

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