Italiani a Berlino

Berlino – Si sveglia cinque giorni a settimana alle 6.20 per portare sua figlia alla scuola italiana tedesca  Finow, le pubbliche relazioni il suo lavoro, ha lasciato l´Italia per una relazione, quella col padre di sua figlia. E´ arrivata a Berlino, la relazione privata si è frantumata, il freddo e la neve non hanno creato l´ambiente ideale per riscaldare i cuori. Ha scelto di rimanere, sicura che in fondo quello era il posto dove stare ora, adesso.

Dopo un paio di anni di confusione si è risvegliata. Si accorge che nel mondo della comunicazione c’è una grande lacuna e decide di appropriarsene per fare un business. Oggi, insieme a Piera Ghisu racconta l´Italia, la spiega in tedesco e in inglese. Ma non racconta tutta l´Italia, racconta solo quella fatta dalle eccellenze, dalla qualità, dalla cultura. Quell’Italia che più piace all´estero, che tutti ci invidiano e che spera non vada venduta a saldo.

Berlino è una città che comincia a piacerle, ci ha messo quattro anni per apprezzarla, quattro anni abbastanza faticosi, perché la parola integrazione per lei è stato un processo lungo e ancora non terminato. All’inizio l´ostacolo della lingua, per cui per mesi ha attraversato la città sentendosi cieca, perché non capiva una parola di quello che la circondava, e muta, perché non aveva parole nella sua bocca. Poi andando di nuovo a scuola, tutti i giorni per cinque giorni allla settimana dalle 9.00 alle 13.00 per almeno 12 mesi ha raggiunto un livello che lei definisce “maccheronico”, quando parla le sembra di essere Alberto Sordi in un Americano a Roma.

A questo punto l’illuminazione, promuovere l´Italia all´estero. Un anno di duro lavoro, che ancora continua, e si cominciano ad avere i primi risultati; un anno fatto di sacrifici e poche soddisfazioni. Quando ci pensa, si rende conto che effettivamente è una emigrata, certo non si paragona agli emigrati italiani del passato, ma di certo si è ritrovata a fare un percorso tutto in salita in un paese straniero, con una lingua ostica, in una città di certo molto viva ma anche terribilmente dura, diversa e solitaria.

Berlino però regala anche tante emozioni, la prima fra tutte quella di non essere nessuno, di non appartenere a fazioni politiche, a famiglie e ad amicizie. A Berlino si è e basta e si ha quindi l´opportunità di cambiare. Berlino è anche il posto dove succede di tutto, dove vedi di tutto, dove la gente si sente libera di vestirsi come vuole. Berlino è musica per strada, musica nei posti più improbabili, teatro da per tutto, mostre, musei e soprattutto un melting pot di culture e pensieri che oggi di rado in Europa si trova. Dunque, nella vita non si può avere tutto e una risorsa del genere va conquistata con calma e fiducia perché ogni giorno promette il meglio.

E a Berlino ci si reinventa, ci si rimette in gioco, a volte ripartendo da zero a volte ripartendo da parte di quello che si è. Ora, un ufficio a Charlottemburg, un loft lungo e bianco in condivisione con altri è il luogo dove l´Italia sostenibile viene trovata, selezionata e raccontata. Una start up con solide basi derivate da 20 anni di lavoro in Italia e non solo in questo campo.  Marketing, comunicazione ma soprattutto creatività sono alla base di questa azienda fatta da italiane a Berlino.

Tra una vita lavorativa e una vita di mamma, in qualche modo riesce a ritagliare del tempo per sé. E allora gode di quei regali che la città dona ai suoi abitanti tutti, ricchi e poveri senza distinzione di portafoglio. Perché Berlino è una città democratica. La piscina comunale, un luogo incredibile, provvisto anche di vasca di acqua salata calda. Il teatro, le sale concerti, i bar nei luoghi più nascosti, le piste ciclabili, i parchi, i suoi ristoranti o i suoi mercati che la sera diventano luoghi di lunghi aperitivi, i bar anni ´40, le super gallerie d´arte, le cene dagli amici.

Berlino val bene lo sforzo quindi di rimettersi in gioco, di perdersi all´inizio per poi creare qualcosa di nuovo; ma val bene se dietro si lascia poco, perché in fondo l´Italia è un luogo meraviglioso. Provate solo ad accorgervene.

©Futuro Europa®

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