L’Era della fuffa

Come verrà chiamata tra mille anni questa epoca che stiamo vivendo? Sicuramente con un termine che evocherà appiattimento culturale, mancanza di riferimenti, assenza di pensatori o di figure di spessore.  Forse la chiameranno l’Era della Fuffa, l’Età del Nulla? Eppure, nel passato dell’umanità sono transitate persone come Kant, Aristotele, Sartre, San Tommaso, Cartesio, Plotino, Darwin, Galileo e molti altri grandi pensatori, filosofi, scienziati. Uomini che con le loro idee, con le parole e con le azioni  hanno cambiato la storia.

Ecco, allora facciamo un riscontro con i nostri tempi. È da un pezzo che non si affaccia sulla scena un politico di spessore, uno che trascina le folle, uno che ha davvero a cuore il bene del popolo, della gente. Chi c’è in questo momento? Viene lo sconforto. Grillo? Forse D’Alema ? Forse Bersani? Meloni? Fermo restando che Silvio è fuori gioco e quando non lo era poteva essere di esempio solo a qualche gestore di porno shop, chi c’è?

Un deserto. Un mare di gente senza preparazione, armata solo di arroganza e prosopopea. Gente che dovrebbe al massimo imparare e che invece pretende di insegnare. Se andiamo nel lato pensatori si aprono le cateratte del cielo e vengono giù miliardi di lacrime.

Chi ha un’idea? Quale scuola di pensiero? I talk show sono pieni di urlatori che urlano concetti astratti senza corpo. Tutti sono in grado di dire tutto e tutti hanno la soluzione. E assistiamo alla morte per vecchiaia di gente che ci ha influenzato con il loro pensiero e ci rammarichiamo ben sapendo del vuoto lasciato.

Ci accontentiamo di avere opinion leader che sparano scemenze e accettiamo di avere un programma tivù che fa molta audience dove i ballerini vengono giudicati da commentatori sportivi, attori in disgrazia, stilisti in affanno e giornaliste della polemica. Con il piglio del grande Nureyev e la tracotanza di Carla Fracci.

Questo lo spaccato della nostra società; non ci sono i riferimenti intellettuali, tutti fanno tutto e si improvvisano. E nessuno studia più, nessuno pensa più. Le facoltà intellettuali si atrofizzano.

Noi, nel bene e nel male, abbiamo avuto i nostri idoli; che idoli hanno i giovani d’oggi? I divi del pallone, i motociclisti, qualche attore impomatato.  D’altra parte, se hanno dato il Premio Nobel per la Letteratura a un Cantautore, che ci possiamo aspettare?

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