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Trivelle: Petraroia, interessati 79 comuni – Trivellazioni per la ricerca di petrolio: sono 79 i Comuni molisani ed altri di Campania e Puglia interessati alle richieste che alcune società petrolifere hanno trasmesso al ministero dello Sviluppo economico. È quanto si evince da una nota del consigliere regionale Michele Petraroia, che invita le amministrazioni interessate ad un incontro in programma il prossimo 8 settembre, alle 11, al Comune di Santa Croce del Sannio (Benevento). “Se non si interviene con tempestività ed efficacia, oltre che con strumenti giuridici adeguati – spiega Petraroia – sussiste il rischio di non avere più alcuna tutela nei confronti delle società petrolifere causando comprensibili penalizzazioni alle comunità molisane coinvolte dalle richieste di trivellazioni. Al fine di prevenire una simile prospettiva – aggiunge – si sollecita ogni utile iniziativa a salvaguardia del nostro territorio, onde impedire ulteriori devastazioni oltre a quelle prodotte dall’installazione di circa 100 pale eoliche”.

Trivelle: Ombrina Mare chiusa, costo 300 mila euro. D’Orsogna, pozzo smontato “grazie a noi, gente normale” – Il pozzo di Ombrina Mare è stato chiuso con successo dalla ditta scozzese Zenith Energy per conto della Rockhopper Exploration con un procedimento di ‘plug and abandonement’ – tappa e abbandona – costato 250 mila sterline, circa 300 mila euro. A renderlo noto è la ricercatrice della California State University, Maria D’Orsogna, da sempre contraria alla petrolizzazione dell’Adriatico e di altri mari, che ha ricordato che il pozzo è stato chiuso “grazie a noi, gente normale”. “A causa dell’attuale crisi nel settore petrolifero – spiega la ricercatrice – il prezzo è considerato estremamente favorevole. Il direttore delle operazioni della Zenith Energy, Chris Collie, ha annunciato che era il loro primo progetto di rimozione di piattaforma ed è stato tutto programmato ed eseguito in cinque mesi”. “Chiudere un pozzo – prosegue la D’Orsogna – non è un gioco facile. È costoso, delicato, ci vuole personale competente. Occorre innanzitutto immettere quantità sufficienti di fanghi pesanti nel sottosuolo in modo che gli idrocarburi ed altro materiale presente nel pozzo non possano tornare in superficie, anche quando le valvole che ne controllano l’erogazione saranno smantellate. Il metodo preferenziale, e quello usato per Ombrina, è il cosiddetto bullhead – a testa di toro. I fanghi di chiusura vengono forzati nel pozzo fino a che gli idrocarburi e altre formazioni (acque di scarto, fluidi di perforazioni precedenti, gas) vengono respinti in profondità, nel giacimento iniziale. Sono stati poi rimossi dei cablaggi detti slickline e wireline e il cosiddetto ‘Christmas Tree’, le valvole di erogazione e manopole di controllo a mo’ di albero di Natele. La Zenith ha infine cementificato il pozzo in modo definitivo, tagliato e rimosso rivestimenti interne delle pareti del pozzo e smontato l’infrastruttura visibile dalla superficie del mare”. Secondo la Zenith, “Ombrina era particolarmente delicata a causa delle alte concentrazioni di idrogeno solforato rimaste nel pozzo e perché durante il bullheading potevano esserci sbalzi di pressione, ma è andato tutto bene”. (ANSA).

Harley-Davidson: multa da 15 mln di dollari per marmitte inquinanti – Il produttore americano di moto Harley-Davidson dovrà pagare una multa di 15 milioni di dollari per aver venduto marmitte inquinanti. Il Dipartimento di Giustizia americano e la US Environmental Protection Agency (EPA) hanno annunciato di aver raggiunto un accordo con Harley-Davidson che di fatto impone all’azienda di smettere di vendere marmitte illegali che aumentano l’inquinamento atmosferico e non rispettano gli standard di emissione Clean Air Act. Harley-Davidson pagherà una sanzione di 12 milione di dollari e spenderà 3 milioni di dollari per ridurre l’inquinamento atmosferico attraverso un progetto di sostituzione delle marmitte inquinanti. Secondo l’Epa Harley-Davidson ha prodotto e venduto circa 340.000 dispositivi illegali, noti come “super tuners”, che di fatto aumentano le emissioni di idrocarburi e ossidi di azoto (NOx) delle moto. (AdnKronos)

©Futuro Europa®

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