Industria 2030

Bologna – Nell’esclusiva cornice del Resort di Palazzo Varignana, fra Bologna e Castel San Pietro Terme, si è tenuto lunedì scorso il primo workshop Industria 2030, frutto del matching tra Nomisma e CRIF. L’occasione di questo seminario che si prefigge di avere cadenza periodica, è di fare il punto sullo stato del settore manifatturiero inquadrato nel sistema Europa 2020. Giova ricordare che il programma Europa 2020 si prefigge di portare l’incidenza del valore aggiunto del settore dal 15% al 20% del PIL comunitario, è bene ricordare che il manifatturiero è al primo posto nel mondo. I lavori sono stati presentati dal Managing Director di Nomisma Andrea Goldestein e dai vertici di Nomisma e CRIF, rispettivamente Piero Gnudi e Carlo Gherardi, e esemplarmente condotti dal direttore del Il Sole 24 Ore Roberto Napoletano e dal vice-direttore de La Stampa, Francesco Manacorda.

Dal rapporto si evince che il settore delle macchine strumentali, focus dello studio, ha un ammontare di ben € 30,3 mld nel 2015 pari al 7,3% del totale delle esportazioni. Senza scendere nel dettaglio delle cifre che chiunque può andare a leggersi nel rapporto pubblicato, il panel di esperti di altissimo livello messo insieme dal Managing Director di Nomisma dott. Andrea Goldstein, ha messo in luce varie diverse viste, criticità e visioni laterali di grande interesse.

Il prof. Patrizio Bianchi, economista di vaglia ed ora anche Assessore alle politiche europee della Regione Emilia-Romagna, analizzando i dati riportati ha posto il focus sulla distinzione tra servizi e produzione ai fini della valutazione della massa globale. Notazione particolarmente interessante, in effetti servizi come i Big Data non sono in realtà da considerarsi nel manifatturiero? Ancora decisamente pregnante il discorso sulla formazione del personale, il fenomeno delle Corporate Academy (che secondo un precedente studio sempre di Nomisma risiedono al 50% del totale nazionale proprio in Emilia-Romagna) , scuole interne alle aziende di alta formazione professionale, sta prendendo decisamente quota.

Il Presidente del Comitato Scientifico di Nomisma, prof. Gian Maria Gros-Pietro, ha introdotto un discorso decisamente importante e che dovrebbe essere più presente nei programmi della politica, sul ‘fare banca’. La valutazione dei rischi nella concessione dei crediti dovrebbe tenere conto non solo della singola realtà, ma del valore completo della filiera, una valutazione di questo tipo sarebbe sicuramente più aderente alla realtà dell’attuale sistema economico.

Il Presidente Romano Prodi ha messo in luce come l’export abbia il fiato corto ed in futuro non sarà più come adesso, intervenendo sul sistema filiera in tempi di crisi su cui si era ampiamente dilungato il Presidente di IMA ed Unindustria dott. Alberto Vacchi (i dettagli nell’articolo dedicato) ha valutato come questa sia una esperienza difficile da ripetere ed estendere in altre realtà. Ha ricordato come l’Italia sia il secondo paese europeo nel settore industriale dietro la Germania, e con un ampio distacco sulla Francia al terzo posto.

Decisamente interessante l’esposizione del Presidente e CEO della Danieli, Giampietro Benedetti, una delle ditte più importanti del nostro paese e con una vocazione all’internazionalizzazione fortemente accentuata, il 98% della produzione va in export. Un totale di 10.700 dipendenti di cui la metà nella UE, 3.500 in Italia, il resto in Europa. Una azienda che con il beneplacito degli azionisti reinveste l’87% degli utili in espansione e ricerca, da rimarcare il fatto che la Danieli ha dovuto fondare e reclutare personale specializzato in altri paesi europei per la mancanza di competenze specifiche, 465 ingegneri sono stati assunti in Croazia.

La scuola è stata un altro dei temi dominanti, nel solco della mancanza di competenze si è inserito il progetto ITS MAKER del Presidente Ampelio Corrado Ventura, una scuola che si pone tra gli istituti superiori e l’Università ed i cui diplomati trovano lavoro prima degli universitari arrivando ad avere anche stipendi superiori.

Interessante l’esposizione del Responsabile Divisione Struttura Economica di Bankitalia, dott. Matteo Bugamelli che ha rilevato come la statistica, per ovvii motivi, arrivi sempre in ritardo rispetto alla realtà. Ma anche come il sistema manifatturiero sia cresciuto mediamente di 1,5% annuo malgrado la crisi, non tantissimo vero, ma comunque una reazione di rilievo tenendo conto della crisi 2008/2010. Forte l’affermazione che più che di evasione si dovrebbe parlare di concorrenza sleale, in quanto l’evasione rafforza un player rispetto agli altri attori del mercato che invece rispettano le regole.

Nel complesso del seminario è venuta alla luce quella che è sempre la prima criticità del sistema Italia, la dimensione delle aziende, questo porta a difficoltà di reperimento di leva finanziaria e margini di manovra adeguati, un problema venuto alla luce in tutte le interviste che ho condotto agli economisti.

Altra notazione che voglio portare è che durante tutto il giorno si è parlato in maniera intensa ed estesa di digitalizzazione e big data, ma non si è mai messo in luce come la Commissione Juncker sia partita in quarta su questi argomenti, il Mercato Unico Digitale è un dato di fatto di cui abbiamo parlato spesso sulle nostre pagine. E’ un programma in piena attuazione e che, secondo la direttiva approvata, deve svolgersi entro il 2016, obiettivo altamente ambizioso, ma perseguito con forza. E nessuno, tantomeno i politici intervenuti che avrebbero avuto invece il dovere, se a conoscenza del fatto, ha messo in luce il fatto che EIDASS entrerà in vigore il 1 luglio, fra pochi giorni, l’Italia è pronta?

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