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Trivelle, attivisti denunciati dopo visita Renzi, caso in Parlamento L’Aquila, ad agosto tensioni con polizia. Interrogazioni Si e M5s – Due interrogazioni parlamentari, una già presentata dal deputato abruzzese Gianni Melilla (Si-Sel) e l’altra che verrá presentata domani dal deputato Gianluca Vacca (M5s), per chiedere chiarezza sulla vicenda delle persone denunciate per la manifestazione che si era svolta all’Aquila, il 25 agosto 2015, in occasione della visita di Matteo Renzi in città. A protestare, in particolare prima dell’arrivo in Abruzzo del premier, con striscioni e cori contro il capo del Governo, erano stati, tra gli altri, i comitati contro le trivelle, quelli contro la realizzazione del metanodotto e il comitato ‘3e32’, sorto dopo il terremoto. Non erano mancati momenti di tensione tra polizia e manifestanti; una poliziotta era rimasta ferita dopo una caduta. “Apprendiamo a mezzo stampa – scrive Melilla nell’interrogazione al presidente del Consiglio – che ‘resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata’ sarebbero le accuse rivolte a dieci manifestanti, a nove mesi dalla protesta, segnalati dalla Digos del capoluogo abruzzese all’autorità giudiziaria. I denunciati sarebbero tra gli attivisti e le attiviste del comitato 3e32 dell’Aquila e di quelli che si oppongono alle piattaforme petrolifere”. Sottolineando che “è evidente la limitazione anticostituzionale del diritto di manifestare liberamente e pacificamente il proprio pensiero”, il deputato di Si-Sel chiede al presidente del Consiglio dei ministri se “non intenda intervenire e chiarire una situazione gravissima che rischia di colpire senza motivi attivisti che esercitavano la libertà costituzionale di manifestare le proprie opinioni”. “Siamo sempre per il rispetto della legge e per le forme di protesta pacifiche e democratiche, e crediamo che qualsiasi abuso debba essere sanzionato – afferma invece Vacca – ma dalle testimonianze degli eventi di quella giornata sembrerebbe che tutto si sia svolto regolarmente e senza nessun comportamento violento o aggressivo. Non vorremmo che si arrivasse al punto in cui l’atto stesso della protesta al presidente del Consiglio diventi un comportamento di per sè da censurare; domani – annuncia il parlamentare – depositeremo un’interrogazione per chiedere chiarimenti alla presidenza del Consiglio e al ministero dell’Interno”. (ANSA)

Trivelle: Comitato, proroga concessioni illegittima – Le associazioni del Comitato per il sì al referendum sulle trivelle presenteranno un ricorso al Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere il blocco immediato delle cinque concessioni estrattive entro le 12 miglia. Secondo Enzo Di Salvatore, estensore dei quesiti referendari, “le concessioni sono scadute da anni. La norma prevede che siano prorogati i titoli vigenti, non quelli scaduti. Di conseguenza le aziende petrolifere stanno continuando ad estrarre senza autorizzazione”. (ANSA)

Referendum: Ferrero (Prc-Se), Genova sperimenta modello Renzi – Il torrente Polcevera a Genova, invaso dal petrolio, “esperimenta il modello Renzi ed evidenzia i rischi di inquinamento che le trivelle in mare ci fanno correre ogni giorno”. Così Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. “La macchia oleosa del Polcevera è il vero commento alle frasi demagogiche pronunciate da Renzi in queste ore” aggiunge. “Noi -ricorda Ferrero- abbiamo fatto 13 e i 13 milioni di persone che hanno votato Sì nel referendum sono il nostro punto di forza per rovesciare il modello di sviluppo inquinante di Renzi e per costruire un soggetto politico che rappresenti l’alternativa a queste politiche neoliberiste. Renzi riparte dal Polcevera inquinato, noi ripartiamo dal 13”. (AdnKronos)

Veneto. M5s: trivelle a Ccollalto e Nervesa come bombe innescate “Zaia ambientalista ma sa che ci sono trivelle nel Trevigiano?”. – Il consigliere regionale 5 stelle Jacopo Berti ha il dubbio che il governatore del Veneto Luca Zaia abbia sfruttato il referendum trivelle per avere visibilitá politica, “guadagnando pagine di giornale”. Berti solleva il tema in una conferenza stampa, in cui chiede a Zaia se “vuole dire qualcosa sulle trivelle in Veneto, a Collalto e a Nervesa”. Gli impianti, sostiene Berti, sono pericolosi in quanto si trovano in zone a rischio sismico e il timore di scosse sembra essere aumentato proprio dalla presenza degli impianti di trivellazione. “Sono bombe che aspettano di essere innescate perché gli stravolgimenti sotterranei portati da stoccaggi ed estrazioni certo non migliorano un territorio di per sé sismico”, dichiara Berti, che conclude “Zaia si è scoperto ambientalista, ma io gli vorrei chiedere: ma lei ci crede davvero o fa finta?”. (Dire)

©Futuro Europa®

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