Internet, strategia UE su Governance on-line

All’indomani della Strategia Internet Governance 2012-2015, Internet continua ad aumentare ogni giorno di più la sua presenza nella vita quotidiana dei cittadini: ed è storia della nostra vita di ogni giorno. Aumenta sempre di più il numero di coloro che utilizzano Internet per ottenere e diffondere informazioni, che lo utilizzano con finalità didattiche, per partecipare alla vita culturale, per motivi di affari, di lavoro.

Questi sono i motivi per cui, cambiando le esigenze di tutela e modificandosi in tutto o in parte l’utilizzo dello strumento “Internet” che ciascuno di noi ne fa, nella propria vita quotidiana, il Consiglio d’Europa, anzi, più precisamente, il Comitato dei Ministri che di questo si occupa, ha sentito l’esigenza di modificare e mettere a punto la Strategia per la Governance di Internet integrandola con le nuove esigenze.

La “Strategia di Governance di Internet per il 2016-2019” è la risposta strategica del Consiglio per concentrare l’azione sulla promozione dei valori fondamentali per gli “utenti on-line”, per contribuire al governo di internet più rispondente alle mutate esigenze dei tempi. Stiamo parlando della Comunicazione “CM (2016) 10-def/30 MARZO 2016/CM – Public” (Governance di Internet – Consiglio di Strategia Europa 2016-2019 – Democrazia, diritti umani e lo stato di diritto nel mondo digitale) il Consiglio d’Europa, precisamente il Comitato dei Ministri, ha adottato la “Strategia di Governance di Internet per il 2016-2019” che intende affrontare e risolvere tutte le sfide attuali in tema di diritti umani, democrazia e Stato di diritto in “ambiente on-line” in mutamento tanto rapido quanto, a volte, radicale, a cui stiamo assistendo, nel contesto sociale dei nostri giorni.

Si tratta di una Strategia con cui, il Consiglio d’Europa, vuole fornire un aiuto efficace ai 47 Stati membri affinché proteggano e rispettino i diritto umani e tutelino lo “stato di diritto on-line”, in modo da consentire ai cittadini di utilizzare ed “esplorare” il potenziale offerto da Internet, avvalendosene, anche, per finalità educative e per la promozione della partecipazione alla vita democratica di ciascuno di noi.

Il Consiglio si mostra, in questo modo, una volta di più, consapevole come Internet sia l’unico “ambiente”/ “mezzo” in cui si disponga di potenziali enormi per “innovare le forme di esercizio dei diritti umani” e, quindi, si è impegnato a standardizzare un “ambiente di lavoro” che sia in grado di affrontare le sfide e i pericoli che i diritti umani possono incontrare nella “dimensione on-line” per garantire la tutela della massima libertà delle persone, ma anche la massima sicurezza, riducendo al minimo i vincoli, lasciando solo quelli più inderogabili.

Proprio per la tutela e salvaguardia di diritti di questo tipo sono state realizzate Linee guida specifiche (Linee Guida ai diritti umani degli Utenti di Internet) in cui si disciplinano  e regolamentano cercando di garantire protezione a temi come “accesso e non discriminazione”, libertà di espressione e d’informazione, libertà di riunione, di associazione e partecipazione, su privacy e protezione dei dati, istruzione ed alfabetizzazione, protezione dei bambini e di giovani e diritto a rimedi efficaci in caso di violazione dei diritti umani.

I dibattiti sulla Governance di Internet, ai quali il Consiglio d’Europa partecipa attivamente, si svolgono sul territorio, in modo da consentire il coinvolgimento dei Governi, del settore privato e della società civile, in ambito nazionale ed internazionale, cercando di ampliare quanto più possibile la visuale e il raggio d’azione per ottimizzare l’azione di tutela delle diverse e specifiche problematiche, nei vari settori e tipologie di azione, in tutte le possibili fattispecie, così da creare una “visione comune” sulle politiche di internet.

Sono definite, con la Strategia, le Linee prioritarie di lavoro in Europa nei prossimi anni: “Internet della cose”, “sorveglianza di massa”, “radicalizzazione violenta”, “abuso on-line” e il “valore del Servizio pubblico di Internet” è assunto come “fattore abilitante” per la partecipazione alla vita pubblica promuovendo ulteriormente la digitalizzazione e il radicamento di una vera e propria “cultura digitale”. E, contemporaneamente, si vogliono realizzare misure concrete per affrontare tutte le problematiche collegate alla “sorveglianza di massa” e l’intercettazione di massa dei dati; standardizzare i canoni di libertà di espressione tenendo in considerazione le migliori buone pratiche in materia di blocco, filtraggio e rimozione dei contenuti Internet; avviare una consultazione sulla formazione europea in materia in vista della realizzazione di un Libro Bianco sui mezzi d’informazione; promuovere la creazione di reti di Istituzioni nazionali che guidino gli utenti in caso di violazione dei propri diritti umani durante l’utilizzo della navigazione on-line, per la richiesta di risarcimenti; ogni triennio riferire sullo stato di protezione dei dati in Internet in Europa; rivisitare e rivedere gli strumenti di salute on line e “sanità elettronica”.

Per la realizzazione della Strategia, il Consiglio collaborerà con altre Organizzazione Internazionali, ricercatori, accademici, Società civile, con Reti e organi di governo di Internet come ad esempio: l’ “Internet Governance Forum” (IGF) o il “Dialogo europeo sulla Governance di Internet” (EuroDIG) o ancora all’ “Internet Corporation for Assigned Names and Numbers” (ICANN).

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