I cittadini siano i veri protagonisti per restituire autorevolezza alla politica

Fiumi di inchiostro sono stati spesi, da anni, sull’esigenza, non più eludibile, di una ripresa della autorevolezza della Politica. Ma siamo in grado di poter affermare che ci sono attualmente le condizioni perché questo possa avvenire?

Il problema, peraltro, è diventato di dimensione internazionale. Qualcuno di noi avrebbe potuto mai immaginare che l’America di Nixon, di Kennedy, per citarne solo alcuni, poteva oggi trovarsi ad affrontare, come possibile Presidente di quella Nazione, un fenomeno da “baraccone” quale è Trump? Ed in Europa chi mai avrebbe pensato di vivere in una epoca, quale quella attuale, con Capi di Stato dell’UE incapaci di trovare soluzioni razionali ed appropriate per una politica di crescita e non solo di rigore, per un intervento ragionevole sul fenomeno epocale dell’immigrazione?

Per non parlare poi della nostra Italia nella quale viviamo la stagione di uno scenario politico assolutamente incomprensibile. Assistiamo, infatti, attoniti ad un PD dilaniato da una “guerra civile” interna volta a spodestare l’usurpatore-tiranno Renzi che quotidianamente agisce per distruggere la storia, la cultura di un autentico Partito di sinistra senza alcuna alternativa identitaria. Per non parlare, poi, del Movimento 5 Stelle sempre più assimilabile ad una Tribù antropofaga, guidata da due “sciamanni”, Grillo e Casaleggio, pronta a “cannibalizzare” i propri abitanti pur di mantenere una guida indiscussa del potere.

In verità, noi del Centrodestra, non siamo messi meglio. Viviamo una stagione precaria nella quale ciò che appare è solo una lotta continua fra “Generali” senza esercito per conquistare il grado di “Capo di Stato Maggiore” incuranti dei reali problemi del Paese. Un discorso questo caratteristico soprattutto delle formazioni piccole che occupano tale spazio politico.

Cosa fare dunque? Individualmente o impegnati in piccole realtà, poco o niente. C’è, invece, la necessità che il popolo italiano smetta di rifugiarsi in un comprensibile ma non condivisibile astensionismo e sappia avere un sussulto di orgoglio, riproponendosi protagonista della società e non suddito. Noi faremo di tutto perché questo avvenga nell’interesse soprattutto delle nuove generazioni.

©Futuro Europa®

[NdR – L’autore dell’articolo è Vicepresidente nazionale dei Popolari per l’Italia e Membro Political Assembly PPE Bruxelles]

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