Ponte ponente ponte pì

La storia delle popolazioni del nord dell’odierna Europa è interessante e piena di leggende; un po’ dovute al fatto che alcuni di questi popoli rimasero a lungo isolati in zone geografiche inospitali e anche dal fatto che altre popolazioni non usavano la scrittura; insomma, al contrario delle popolazioni del sud del mondo che poterono avere rapporti con Magna Grecia e Impero Romano, i baltici rimasero oscuri per molto tempo.

I cosiddetti finlandesi baltici si sparsero tra le rive del mare, separati dal Golfo di Finlandia, un mare freddo freddo. E adesso invece pare che i fratelli storici, gli Estoni e i Finlandesi potranno finalmente riunirsi con un collegamento diretto tra le due nazioni grazie a un tunnel di 50 miglia che congiungerà le due capitali, Tallin ed Helsinky.

In giornate molto limpide, Helsinky si intravede dalla cima della torre più alta di Tallin, capitale dell’Estonia, un tempo nota come Reval, che è formata da due parti distinte: la città, infatti, si arrocca in parte su un’altura, immediatamente alle spalle della costa, mentre la parte più antica, abitata fin dal medioevo, è adagiata nei pressi del porto. La città è davvero bella; il punto di riferimento principale sono le fortificazioni di Toompea, la città alta. Questo borgo, voluto nel 1219 dal re danese Waldemar II, era circondato in origine da un sistema di fortificazioni, ancora esistente per circa tre quarti. Nel corso dei secoli il borgo, per volere dei vari Signori, si è sviluppato e gradatamente si è esteso al di fuori delle fortificazioni. Circa otto milioni di viaggi in traghetto vengono effettuati ogni anno tra le due nazioni, esiste un pendolarismo settimanale per decine di migliaia di estoni che lavorano a Helsinki.

Il tunnel, se si farà, ospiterà anche una ferrovia e questo consentirà con un viaggio di solo mezz’ora di arrivare da una sponda all’altra del Golfo. Le autorità delle due città sono convinte che il tunnel migliorerà notevolmente l’economia dei due Paesi. Qualche giorno fa i ministri estoni e finlandesi hanno firmato un memorandum d’intesa che promette di migliorare i collegamenti, e tra questi spicca naturalmente il progetto del tunnel.

Sono sicura che presto sentiremo parlare di questo progetto. E mi viene spontaneo pensare al nostro ponte sullo stretto di Messina. Nel 2002 Berlusconi, allora Presidente del Consiglio, tira fuori la vecchia storia. Apriti cielo! Figurati se lo può fare lui! Nel 1971 una legge, la 1158, indicò la possibilità di rendere stabile l’attraversamento dello Stretto fra Calabria e Sicilia. Furono però necessari altri 10 anni perché nel 1981 fosse istituita con legge la SpA ”Stretto di Messina” che era formata da vari Soci, IRI in testa con altre istituzioni. Nel 1985 il ministro dei lavori Pubblici, Claudio Signorile, non esitò a dichiarare: ”Entro la fine di ottobre dovrebbe essere autorizzata la progettazione”. Nel 1988 aggiungerà: “La posa della prima pietra e nel 1996 la fine dei lavori dal costo di cinquemila miliardi”. Nel 1992 viene presentato il progetto preliminare definitivo, migliorato rispetto al precedente del 1986, comprendente le relazioni tecniche, previsioni di spesa, tempi di esecuzione e la valutazione d’impatto ambientale. Tra il 1981 e il 1997, per il progetto, vengono spesi 135 miliardi di lire.

Ma tutto resta fermo. Come siano stati spesi tutti questi miliardi è facile intuirlo; gli italiani non sono in grado di fare opere pubbliche senza mazzette. Ma comunque resta il fatto che i sinistrorsi reputano non importante il ponte, perché il traffico ferroviario è molto diminuito e anche i traghetti . Chissà come mai, mi chiedo. Sono però sicura che se la problematica fosse stata nordica, che so, un ponte tra Piemonte e Valle D’Aosta, l’avremmo già avuto da quarant’anni.

©Futuro Europa®

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