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Clima: appello Dalai Lama, pianeta e Tibet sono in pericolo Da altipiano tibetano dipende salute mondo intero – Il Dalai Lama ha rivolto un accorato appello ai leader del mondo per difendere il pianeta “che è la nostra unica casa” e intervenire contro le devastanti conseguenze del cambiamento climatico. In un video diffuso in occasione del lancio di una campagna del governo tibetano in esilio di Dharamsala (Nord dell’India), il leader buddista sostiene che l’altipiano del Tibet deve essere nell’agenda della Conferenza di Parigi sul clima perché “dopo l’Artico e l’Antartico è il terzo deposito di ghiacciai al mondo”. La temperatura della regione che sorge a un altitudine di circa 4 mila metri, continua, “è cresciuta negli ultimi 50 anni di tre volte rispetto alla media”. “Questo pianeta è la nostra unica casa – sostiene nel video messaggio pre-registrato – e l’altipiano tibetano è il suo tetto. Ha bisogno di essere protetto non solo per il popolo tibetano, ma per la salute e la sostenibilità del mondo intero”. Il Dalai Lama aggiunge poi che il governo tibetano in esilio rivolgerà un appello ai leader mondiali per “prendere misure urgenti sul clima al COP21 di Parigi a partire da un solido accordo” su come contrastare gli effetti negativi del cambiamento climatico. (ANSA).

Ilva: iniziato processo per disastro ambientale, udienza aggiornata al 1 dicembre – Come previsto, è stata aggiornata al 1° dicembre, a causa di un problema di omesse notifiche, l’udienza del processo per il presunto disastro ambientale provocato dallo stabilimento siderurgico dell’Ilva di Taranto che vede imputate 44 persone fisiche e tre società. Il presidente della Corte di Assise Michele Petrangelo, dopo il lungo appello, ha letto un’ordinanza che disciplina la presenza della stampa in aula. La prossima udienza si terrà non più nell’aula ‘Alessandrini’ del Tribunale di via Marche, come accaduto stamattina, ma nella sede dell’Aeronautica Saram (scuola addestramento reclute) in una zona periferica. Oggi il presidente ha guadagnato tempo facendo depositare le nuove costituzioni di parte civile in modo da non doverlo fare nella prossima udienza. Fino a ieri le parti civili costituite erano circa 900. (Labitalia)

Ilva: Bonelli (Verdi), Galletti renda noto stato lavori Aia – “Diffidiamo il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti a rendere subito pubblici i dati sul rispetto delle prescrizioni ambientali del piano ambientale dell’Ilva anche perché, da quello che ci risulta e che abbiamo denunciato lo scorso luglio, si è ben lontani dall’80% del piano ambientale”. Lo sottolinea in una nota il coportavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, oggi a Taranto per il processo ‘Ambiente Svenduto’ nel quale i Verdi sono parte civile. “Il ministro – aggiunge Bonelli – dica pubblicamente a che punto sono i lavori e perchè non sono resi pubblici a distanza di tre mesi oltre il termine previsto questi dati che stabilirebbero se Ilva sta rispettando i decreti salva Ilva: se il ministro Galletti non dovesse farlo presenteremo denuncia per omissione”. (ANSA).

Ilva: ricorso a Cedu contro Stato, violata protezione vita – Un gruppo di residenti di Taranto ha presentato alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) un ricorso collettivo per denunciare la violazione da parte dello Stato italiano degli obblighi di protezione della vita e della salute in relazione all’inquinamento prodotto dall’Ilva. Lo annuncia una nota dello Studio Saccucci Fares di Roma che assiste il gruppo. “Tra le doglianze sollevate di fronte alla CEDU dai ricorrenti – è detto – figurano in particolare la violazione del loro diritto alla vita e all’integrità psico-fisica, in quanto le autorità nazionali e locali hanno omesso di predisporre un quadro normativo ed amministrativo idoneo a prevenire e ridurre gli effetti gravemente pregiudizievoli sulla vita e sulla salute dei residenti derivanti dal grave e persistente inquinamento prodotto dal complesso dell’Ilva”. Si contesta anche “la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare, anche in conseguenza dei ripetuti decreti ‘salva Ilva’ con cui il Governo ha mantenuto in funzione l’impianto sotto la propria gestione a dispetto della normativa europea e delle decisioni della magistratura”. “Trattandosi di un caso di importanza generale in cui è a rischio la vita e la salute dei ricorrenti – è detto ancora – i legali confidano di ottenere dalla Corte di Strasburgo la trattazione urgente del ricorso ed il suo accoglimento nel merito con una sentenza ‘di principio’ che imponga allo Stato italiano di adottare le misure necessarie a rendere la produzione dell’Ilva conforme alle disposizioni ambientali nazionali ed europee”. “E’ inaccettabile che le pubbliche autorità non abbiano ancora adottato le misure idonee a rendere l’impianto rispondente alle prescrizioni ambientali, vanificando ripetutamente gli interventi della magistratura. Così come è inaccettabile – conclude l’avv. Andrea Saccucci – che gli abitanti di Taranto continuino ad ammalarsi ed a morire a causa dell’inerzia dello Stato”. (ANSA).

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