La ragazza del lago

Me la ricordo bene la notte del 31 ottobre 2012. Pioveva forte e faceva freddo; i più giovani della casa festeggiavano quella festa pagana d’oltreoceano che li spinge a mascherarsi da mostri, zombie, vampiri; i più vecchi davanti al camino conversavano e si parlava del tempo e del lago e del buio e del freddo. Una serata come tante. Poi la notizia di una ragazza trovata morta il giorno dopo. Proprio sulle rive di quel lago a noi così caro, non lontano da dove si parlava del tempo e del freddo solo poche ora prima. Che sarà successo, che ci faceva in quel posto. Un malore, questa la prima ipotesi; ma che ci faceva da sola in quel posto così isolato? Di sicuro non c’era arrivata a piedi sotto la pioggia battente.

Furono assegnati tre periti che sarebbero dovuti giungere ad una decisione collegiale sulle cause della morte e che sono invece in disaccordo: medico legale e cardiologo parlano di morte causata da miocardite; per lo pneumologo, invece, Federica Mangiapelo è annegata, la miocardite è una concausa. Una ragazza molto carina, con grandi occhi spalancati pieni di curiosità; cosa sognava Federica, cosa voleva dalla vita, chissà quante ipotesi aveva fatto sul suo futuro. Ma lei il futuro non lo ha avuto. Quella notte di Halloween qualcuno glielo ha rubato, tenendole la testa in acqua fino a ucciderla. Perché questo è successo, non è stato un malore a ucciderla ma altro, più crudele più spietato. Pioveva forte, le sue lacrime si sono confuse con la pioggia e acqua di lago, le sue urla sono stata soffocate. E la sua paura, il terrore che deve aver provato le avrà fatto sentire un freddo inimmaginabile.

Povera ragazza. Povera ragazza, trascinata fin dentro il lago e poi morta per annegamento. Questo dice la nuova perizia depositata recentemente al Tribunale di Civitavecchia. A causare la morte di Federica Mangiapelo, non sarebbe stata la miocardite, ma il soffocamento causato dall’acqua E lui il fidanzato è l’assassino. L’accusa per il 23enne è di omicidio volontario aggravato: per il pm è stato lui a tenerle la testa sott’acqua fino a farla morire annegata. La sua testimonianza agli inquirenti era sempre apparsa contraddittoria. Per gelosia. Così dicono. Si sentiva appagato mentre le teneva la testa in acqua fino a ucciderla? La tenacia disperata del padre della ragazza ha fatto sì che l’inchiesta non fosse archiviata dopo il primo risultato delle indagini che sosteneva la tesi del malore.

Ora il ragazzo è stato arrestato. E sulle rive del lago dove la ragazza è morta sono tornati a giocare i bambini, a prendere il sole le mamme. Lei, la ragazza dagli occhi belli è morta. La sua famiglia la piangerà per sempre, i suoi sogni svaniti nella pioggia. Noi abitanti del lago ogni tanto le rivolgiamo un pensiero. E ci piace pensare che il lago glielo porti.

©Futuro Europa®

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