Olimpiadi 2024, Roma candidata fragile

Sulla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024, il “Guardian” di Londra ha scelto la strada dell’ironia: “A Roma i cittadini si lamentano per le buche, la spazzatura nelle strade e per lo stato di abbandono delle antiche rovine. Quale posto migliore per ospitare l’evento più grande e costoso al mondo?”. Tempismo notevole, scrive la corrispondente dalla Capitale: “L’Italia non ha ancora superato del tutto la crisi, Roma è invischiata in un clamoroso scandalo di corruzione. La mafia romana, autoctona, è una rarità: per lo più il crimine organizzato affonda le radici a Napoli o in Sicilia”.

L’appuntamento olimpico del 2020 lo avevamo già saltato per espressa volontà dell’allora premier Mario Monti, che riteneva le nostre finanze del tutto inadeguate per sostenere i notevoli costi dell’evento. Difficile poi dimenticare che furono proprio le Olimpiadi di Atene del 2004 a dare il colpo di grazia alle finanze greche.

La probabile nascita di nuove concorrenti tra le candidate e i problemi della città, associati al terremoto di Mafia Capitale, che fa traballare il Sindaco Ignazio Marino, rendono la scadenza più vicina di quanto sembri. La concorrenza aumenterà da qui a poco: oltre alla candidatura di Parigi, già ufficializzata, “sospetto che possa candidarsi la stessa Baku, così come mi dicono Budapest”, dice il presidente del Coni Giovanni Malagò, che aggiunge: “Roma, sotto l’aspetto sportivo e di lobbying, si farà trovare pronta per il 2017, ma stiamo già facendo il massimo del lavoro e siamo ben considerati”. A decidere saranno 90 “grandi elettori”, chiamati in prospettiva a selezionare la città ospitante, ma la crisi che si va avvitando sempre di più in queste ore in Campidoglio sta trasformando l’iter olimpico in un percorso a ostacoli, di cui è difficile prevedere l’esito.

La Roma di Mafia Capitale, di un sindaco “sfiduciato” dal premier, prova a ritrovarsi intorno allo spirito olimpico, alla sfida della candidatura del 2024. Alla vigilia del voto di oggi in comune sulla nostra candidatura per il 2024, Luca Cordero di Montezemolo invita tutti a tenere duro: “Non ci si può arrendere a un’occasione di questo tipo – dice – perché una cosa è la politica, la maggioranza instabile intorno a Marino, un’altra sono le Olimpiadi”.

Sotto gli occhi dei cittadini, però, rimangono le condizioni pietose in cui è ridotta la città. Le forze politiche di opposizione si preparano a dare battaglia, negando il loro appoggio in Comune. I Cinque Stelle voteranno no in Consiglio comunale (4 consiglieri), perché, dicono, “è una follia che con bilanci fuori controllo e servizi non degni di questo nome, Marino pensi alle Olimpiadi”.  Beppe Grillo rincara la dose: “Le Olimpiadi sarebbero una manna per Mafia Capitale. E potremmo fare il tiro al ratto, il salto della buca, il lancio della monnezza, il tiro al bersaglio al Campidoglio”.  Anche la Lega si distacca: “Voteremo no”, annuncia Matteo Salvini, che al Comune ha un consigliere. Altro possibile voto negativo è quello dei Radicali, che al Comune hanno eletto Riccardo Magi.

Al club di coloro che non demonizzano i Giochi, in attesa di conoscere le città rivali, sembrerebbe essersi invece unito Mario Monti, che stroncò sul nascere la candidatura italiana alle Olimpiadi del 2020. L’ex premier, intervenendo sull’argomento al Senato, si è così rivolto a Renzi: “Sono convinto che se lei si fosse trovato nella mia posizione nel febbraio 2012 non avrebbe preso una decisione diversa, preoccupato, pur avendo a cuore il sogno olimpico dell’Italia, di mettere con sua firma a repentaglio la situazione finanziaria precaria degli italiani in un momento di difficoltà. Sono lieto che con l’attività del Governo di allora e di quello successivo si sia creato uno spazio per prendere la decisione che ha preso: oggi c’è uno spazio che non c’era allora”.

A rincuorarci c’è anche il successo delle Olimpiadi invernali di Torino nel 2006, che, come ci ricorda Evelina Christillin, organizzatrice dell’evento, ebbe un effetto positivo permanente per la città. Interrogata sull’opportunità di candidare Roma per il 2024, nonostante i presenti scandali, ha sottolineato i rischi che comporterebbe il tirarsi indietro proprio ora. “Dal letame nascono i fiori”, ha commentato la manager. “Ritirarsi adesso sarebbe quasi un’ammissione di colpa, come dire che noi italiani siamo tutti corrotti”.

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