UE, Comitato delle Regioni

Il Comitato europeo delle Regioni (CdR) è l’organo che rappresenta gli enti locali e regionali dell’Unione europea (UE) consentendo agli stessi (regioni, province, comuni, ecc.) di far arrivare le proprie legittime istanze ed  opinioni direttamente all’interno del quadro istituzionale europeo. Il Comitato delle Regioni è la più giovane delle istituzioni comunitarie essendo stata creata dal Trattato sull’Unione Europea (Maastricht, 1992). La funzione alla base della sua nascita fu In qualità di organo consultivo, accanto al già esistente Comitato Economico e Sociale e la sua prima riunione si è avuta nel 1994. L’attuale Presidente è il finlandese Markku Markkula, che ha come primo vice-presidente il belga Karl-Heinz Lamberz, l’Ufficio di presidenza è l’organo esecutivo del CdR, si compone di 63 membri, con 28 vicepresidenti (uno per Stato membro), i presidenti dei gruppi politici del CdR e 28 altri membri designati dalle delegazioni nazionali. I membri del Comitato sono 350, provengono dai 28 Stati membri dell’Unione europea e  svolgono le  loro funzioni in totale autonomia e nel solo interesse della comunità. L’assemblea si riunisce in sessione plenaria a Bruxelles cinque volte l’anno, per discutere e adottare pareri, rapporti e risoluzioni, mentre l’Ufficio di presidenza si riunisce di norma sette/otto volte l’anno, elabora il programma politico del CdR e incarica l’amministrazione di porre in atto le sue decisioni.

L’istituzione del Comitato è stata voluta per avvicinare il più possibile l’Europa ai cittadini integrando nella struttura politica europea il grado politico più vicino ai cittadini stessi, Il Comitato è stato istituito nel 1994 in considerazione  che circa tre quarti della legislazione dell’UE sono applicati a livello locale o regionale, è parso quindi logico che i livelli più bassi da questo punto di vista avessero voce in capitolo. Il Trattato di Maastricht ha quindi preso atto delle istanze portate da questi enti ed istituito il Comitato europeo delle regioni, e permesso che nel Consiglio dell’UE gli Stati membri fossero rappresentati anche dai loro ministri regionali.

In seguito all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, ratificato da tutti gli Stati membri dell’UE, il CdR acquisito il diritto di adire la Corte di giustizia dell’Unione europea  sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. La Commissione europea deve consultarsi con gli enti locali e regionali e le loro associazioni già a partire dalla fase pre-legislativa. Il CdR, in qualità di portavoce degli enti locali e regionali, è direttamente coinvolto in questa fase. Il lavoro del Comitato è incentrato su tre principi fondamentali: sussidiarietà, per cui le decisioni devono essere prese al livello più vicino ai cittadini; prossimità, tutti i lavoro e le decisioni devono essere portati il più vicino possibile ai cittadini; partenariato, tutti i livelli di governo devono cooperare nella formazione del processo decisionale.

I trattati obbligano la Commissione europea ed il Consiglio dell’Unione europea a consultare il Comitato europeo delle regioni ogni qualvolta vengono avanzate proposte relative a settori che hanno diretto impatto a livello regionale o locale, ossia: coesione economica e sociale; reti trans-europee; sanità pubblica; istruzione; cultura; politica dell’occupazione; politica sociale; ambiente; formazione professionale; trasporti. Oltre queste funzioni obbligatorie, la Commissione, il Consiglio e il Parlamento europeo possono consultare il CdR su determinate questioni ogni qualvolta considerano che una data proposta abbia importanti implicazioni regionali o locali. Il CdR può inoltre formulare pareri di propria iniziativa, ponendo così determinati temi all’ordine del giorno dell’Unione europea. Una volta che la Commissione avrà presentato una proposta legislativa, dovrà consultare di nuovo il CdR se tale proposta incide sulle competenze degli enti locali e regionali.

Vi sono sei commissioni che si occupano di diversi settori politici e preparano i pareri da discutere nelle sessioni plenarie: Commissione Politica di coesione territoriale; Commissione Politica economica e sociale; Commissione Istruzione, gioventù e cultura; Commissione Ambiente, cambiamenti climatici ed energia; Commissione Cittadinanza, governance, affari istituzionali ed esterni; Commissione Risorse naturali. Le commissioni elaborano progetti di parere e organizzano convegni e seminari sulle tematiche di loro competenza. Ogni commissione è composta da un centinaio di membri (ogni membro può far parte di due commissioni) e dispone di una sua segreteria. È anche istituita un Commissione speciale affari finanziari e amministrativi (CAFA) per assistere l’Ufficio di presidenza del Comitato. All’interno del CdR troviamo inoltre 28 delegazioni nazionali. Anche le delegazioni nazionali si riuniscono, prima di ogni sessione plenaria o di altre riunioni, per discutere l’adozione di posizioni comuni.

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