Italia delle Regioni

Il CIPE ha approvato, il 19 febbraio, il progetto definitivo della tratta italiana della sezione transfrontaliera del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione. La sezione transfrontaliera sarà collocata in territorio italiano per circa 17 km, dalla frontiera fino a Bussoleno (Susa), e include il Tunnel di base, il Nodo di Susa, il tunnel dell’interconnessione e l’interconnessione all’entrata della stazione di Bussoleno.  Il costo complessivo della sezione transfrontaliera del Nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione è di circa 8,6 miliardi di euro, a valori 2012, da ripartire tra Francia, Italia e UE ai sensi dell’Accordo del 30 gennaio 2012. Il costo della tratta in territorio italiano è di circa 2,6 miliardi di euro, di cui sono a carico dell’Italia circa 1,6 miliardi di euro in assenza di contributo europeo, che potrebbero scendere fino a 958 milioni di euro nel caso l’UE fornisse il contributo massimo per tali opere, pari al 40 per cento. Il summit bilaterale Italia-Francia del 24 febbraio è propedeutico alla richiesta del contributo europeo.

Il CIPE ha poi approvato il progetto definitivo dei lavori per la Strada Statale n. 260, “Picente”, dorsale stradale interna “Rieti – L’Aquila – Navelli”. lotto 3: da San Pelino a Marana di Montereale, di circa 4,3 km e dal costo di circa 24,6 milioni di euro. Il CIPE ha anche individuato interventi da revocare nel settore trasporti rapidi di massa, (legge 211/92) e assegnazione risorse Città Metropolitana di Milano per intervento relativo alla “Riqualificazione tranvia extraurbana Milano-Limbiate” 1° lotto funzionale: Milano Comasina-Deposito Varedo, consentendo di recuperare all’opera tutti gli stanziamenti delle somme residue finite in perenzione amministrativa.

Per quanto riguarda la ricostruzione post sismica nella Regione Abruzzo il CIPE ha assegnato 1.126,5 milioni di euro per la prosecuzione degli interventi di ricostruzione degli immobili privati distrutti o danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009 nella Regione Abruzzo, in base alle somme stanziate dal decreto legge n. 43/2013, dalla legge di stabilità n. 147/2013, dal decreto legge n. 133/2014, e dalla legge di stabilità n. 190/2014, di cui: circa 802,5 milioni di euro per il Comune di L’Aquila, circa 192,2 milioni di euro per gli altri 56 comuni del cratere, circa 131,7 milioni di euro per i comuni fuori del cratere. Sono stati anche assegnati 6,9 milioni di euro per servizi di natura tecnica e assistenza qualificata sia in favore delle amministrazioni del territorio direttamente coinvolte nelle attività di ricostruzione (gli Uffici speciali), sia in favore della Struttura di missione. Inoltre dopo una ricognizione delle risorse residue sono stati assegnati 86,3 milioni di euro a copertura di anticipazioni garantite dal Commissario delegato per la ricostruzione.

Importanti decisioni hanno riguardato il Fondo Sviluppo e coesione (FSC). Il Comitato ha preso atto delle rimodulazioni degli interventi regionali a valere sul FSC 2007-2013, operate da Regione Siciliana, Campania, Basilicata, Puglia e Sardegna, come richiesto dal punto 2.3 della delibera CIPE 21/2014, oltre che della sostituzione di interventi operata dalla Regione Basilicata a valere sul FSC 2007-2013 e della riprogrammazione del Programma attuativo regionale (PAR) della Liguria, a valere sul FSC 2007-2013, ai sensi del punto 2.1 della delibera CIPE n. 41/2012.

La delibera 21/2014, che ha definanziato numerosi interventi regionali non appaltati, prevede che la riassegnazione alle Regioni – nell’ambito della programmazione 2014-2020 – delle risorse disimpegnate, decurtate del 15%, avvenga a condizione che sia concordato con la Presidenza del Consiglio un dettagliato elenco di progetti cantierabili, per i quali le obbligazioni giuridicamente vincolanti (OGV) siano assunte entro il 31 dicembre 2015.

Il CIPE ha approvato in via definitiva il Piano per il Sulcis – Regione Sardegna, cui vengono destinati complessivamente 127,7 milioni di euro, già assegnati in via programmatica con la delibera CIPE n. 93/2012, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2007-2013. Di questi, 72 milioni di euro sono destinati a infrastrutture puntualmente individuate, mentre 55,7 milioni di euro sono destinati a incentivi, ricerca, opere per la valorizzazione dei luoghi e dotazioni per le competenze, e assistenza tecnica. Gli interventi specifici saranno individuati a conclusione di un invito a presentare proposte.

Il CIPE, a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione 2014 – 2020, ha assegnato in materia di dissesto idrogeologico, 550 milioni di euro, di cui: 450 milioni di euro per un Piano di interventi individuati come prioritari per livello di rischio e tempestivamente cantierabili, relativi alle aree metropolitane e le aree urbane con un alto livello di popolazione esposta; 100 milioni per finanziarie la progettazione e destinati a tal fine al Ministero dell’Ambiente.

Infine il CIPE ha approvato il regolamento del Fondo di garanzia – di cui all’articolo 27 della nuova legge sulla cooperazione internazionale (legge n. 125/2014) – a copertura dei finanziamenti agevolati concessi alle imprese italiane che istituiscono imprese miste nei Paesi partner in via di sviluppo (paesi poveri ad alto debito, paesi meno avanzati, paesi ritenuti strategici nella Cooperazione allo sviluppo dell’Italia) con particolare riferimento alle piccole e medie imprese. Infine il comitato ha assegnato 10 milioni di euro a tre progetti di ricerca a valere sul Fondo integrativo speciale per la ricerca (FISR), così distribuiti : Progetto “PHD Cibo e sviluppo”, 6 milioni di euro, attuato dalla CRUI (Conferenza Rettori Università Italiane) per accompagnare lo svolgimento di dottorati di ricerca in imprese agricole affiliate alla Coldiretti; Progetto “Cluster tecnologici nazionali: completamento della copertura delle aree di interesse strategico”, 3 milioni di euro, per finanziare progetti di ricerca nei settori Energia, Economia del Mare, Patrimonio culturale, Made in Italy; Progetto “Social Impact Finance – Una rete per la ricerca”, 1 milione di euro, per finanziare un progetto di ricerca per sviluppare modelli di innovazione finanziaria.

Piero Fassino a ANCI-Giovani: “Serve il Vostro entusiamo e la Vostra competenza”. “Questa platea gremita è la conferma di una crescita in atto di nuove generazioni di amministratori comunali e il fatto che si sia prodotta questa forte innovazione generazionale è un dato particolarmente positivo. L’Associazione dei Comuni Italiani è al fianco dei giovani amministratori e sosterrà tutte le iniziative possibili per metterli in condizione di esprimere al meglio le loro capacità”.   Lo ha detto il presidente Anci e sindaco di Torino parlando a circa 400 tra sindaci e giovani amministratori intervenuti all’Auditorium Gaber di Milano per la VI assemblea annuale di Anci Giovani. “Anci Giovani – ha inoltre dichiarato Fassino – ha ruolo fondamentale perché le tante riforme che ci troviamo ad affrontare devono camminare su gambe formate, innovative e competenti che sono proprie di una classe dirigente fatta di giovani. “I Comuni – ha detto poi il presidente Anci – vivono ormai da anni in una tenaglia che li stringe tra aspettative, sempre più crescenti, e la riduzione delle risorse e degli strumenti a disposizione per potervi rispondere”. “Non c’è problema – ha continuato – che non investa le responsabilità di un’amministrazione comunale. Siamo i naturali destinatari di ogni aspettativa e ansia: da una crisi aziendale ai problemi di chi ha in casa anziani non autosufficienti, da chi ha problemi con asili e scuole a chi pretende a buon diritto una migliore qualità della vita e dell’ambiente”. Per Fassino però “la centralità fondamentale dei Comuni non è così scontata nel Paese e non c’è un pieno riconoscimento di ruolo nell’opinione pubblica. Siamo stati caricati di un onere e un peso maggiori rispetto ad altri livelli istituzionali. Dal 2010 al 2015 – ha ricordato Fassino – ai Comuni è stato chiesto per il risanamento dello Stato qualcosa come 17 miliardi di euro. Poi, fatta cento la spesa nazionale, quella dei Comuni è solo del 7,6% e sul debito incidiamo per il 2,5%. E’ evidente che il problema non siamo noi”.

Da parte sua coordinatore nazionale Anci Giovani, Nicola Chionetti, chiudendo i lavori dell’Assemblea, aveva auspicato l’avvio di “una fase di ulteriore rafforzamento della nostra Associazione e tocca a voi Anci giovani riprendere e rafforzare il cammino iniziato a Bologna nel 2012. Un cammino rivolto all’avvicinamento alle realtà locali e al contempo al compimento del nostro statuto”.

©Futuro Europa®

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