Agroalimentare italiano all’estero con il web per l’Expo

La tipicità dei prodotti agroalimentari italiani ha il suo segreto nella biodiversità, della quale è al contempo il miglior strumento di valorizzazione e la più efficace garanzia di tutela: è questo non solo un ingrediente qualitativo ma anche il valore aggiunto dell’agroalimentare italiano, che fa dei nostri prodotti tradizionali un modello di eccellenza non solo sulle tavole e sui banchi del mercato ma anche per il futuro delle produzioni di cibo nel mondo. Perché, sia detto per inciso, fra i valori tutelati dalla conservazione della biodiversità a livello mondiale c’è il diritto di ogni popolo del mondo al proprio auto sostentamento. A fare grande un comparto come l’agroalimentare italiano, che vale 260 miliardi di euro, non sono state le produzioni di massa, ma la tipicità, appunto. La tipicità però ha il suo punto debole nella commercializzazione dei prodotti, che si evidenzia nel momento in cui le imprese del ‘tipico’, quasi sempre di piccole e medie dimensioni, si trovano a competere con le aziende di livello industriale. Un problema che si manifesta in particolare quando le imprese provano a rivolgersi al mondo attraverso le modalità del commercio internazionale. Per dare una risposta a questo problema e offrire una nuova opportunità alle imprese dell’agroalimentare di qualità,Unioncamere insieme alle Camere di Commercio, alla Fondazione Symbola e Rai ha messo in campo Italian Quality Experience, una piattaforma web che porterà al mondo l’Italia dell’agroalimentare di eccellenza in occasione di Expo.

Italian Quality Esperience (italianqualityexperience.it e iqex.it), presentato a Roma nella sede di Unioncamere alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, non è un altro portale di settore ma in primo luogo una garanzia di qualità per i clienti esteri in cerca di prodotti italiani. Una utilità non da poco in un mondo come l’e-commerce, dove la scelta ‘a distanza’ dei prodotti è a volte difficile, in particolar modo di quelli alimentari. Naturalmente la seconda utilità è quella per i produttori, soprattutto i tantissimi non in grado di sostenere i costi delle campagne di comunicazione. La piattaforma verrà pubblicizzata nel mondo attraverso la rete delle 105 Camere di Commercio italiane e le 81 Camere all’estero, anche attraverso i 1700 ristoranti italiani presenti in 55 paesi del mondo, che consentiranno di raggiungere gli oltre 70 milioni di loro clienti annui. Un contributo particolare verrà da Rai, che anche grazie ai suoi straordinari archivi ha realizzato alcune clip, fra le quali quella per la promozione dei ristoranti italiani nel mondo.

Ma ecco qualche numero: 700 mila aziende ‘estratte’ dal registro delle imprese e visualizzabili sul portale, delle quali 47.847 di olio d’oliva, 1.292 di oli di semi, 185.593 di ortaggi e frutta, 14.948 di fiori, miele, spezie e condimenti, 82.416 di vini, spumanti e distillati, 2.782 di cacao, cioccolati e pasticceria, 1.905 di caffè, tè, succhi e acque minerali, 46.057 di latte e formaggi, 177.179 di cereali, pane, pasta e dolci, 612 di riso, 12.988 di produzione ittica, 109.565 di allevamento, carni e loro lavorazione, 409 di birre, 889 di chimica per l’agricoltura e 6.892 di macchine per la produzione agroalimentare. Ogni azienda può aggiungere e aggiornare le informazioni sulla propria attività ai dati anagrafici pubblici estratti dal Registro Imprese presenti nella piattaforma, in modo da aumentare la propria visibilità  Importante: il sistema premierà le imprese con più informazioni certificate, che verranno riconosciute come più qualificate e, quindi, saranno anche quelle maggiormente visibili. Ad oggi sono oltre 2.300 le imprese già registrate.

“Con Expo ci giochiamo una partita straordinaria con il nostro agroalimentare, che possiamo e dobbiamo sfruttare in tutto il suo potenziale”, ha commentato l’istituzione di Italian Quality Experience il Ministro Martina, che ha apprezzato il progetto “non solo per le iniziative sul territorio, ma anche per aver messo in evidenza il ruolo di quei ristoranti italiani nel mondo che, utilizzando materie prime certificate, contribuiscono in modo determinante alla crescita e conoscenza del Made in Italy; l’importante è che questa formidabile iniziativa non si fermi con Expo e che costituisca un modello a cui dare continuità e su cui continuare a lavorare”. Il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, ideatore fra l’altro della rete dei ristoranti italiani nel mondo, ha detto che “i prodotti agroalimentari italiani sono famosi in tutto il mondo mentre è meno noto l’universo delle tante imprese che hanno reso e rendono possibile questo miracolo ogni giorno”.  Italian Quality Experience “accende la luce sull’universo delle tante imprese che ogni giorno rendono possibile il ‘miracolo’ dei prodotti agroalimentari italiani diffusi e famosi in tutto il mondo”. “Finalmente c’è uno strumento gratuito a disposizione di tutte le aziende per potersi promuovere in occasione di Expo, dove non vince solo chi può spendere di più” ha affermato il presidente di Cna alimentare, Mirco Della Vecchia.  Per Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, “la nostra agricoltura è un settore che è cresciuto nel segno della qualità, che da un contributo importante all’attrattività del Made in Italy nel mondo e che continua a svilupparsi scegliendo la via dell’eccellenza grazie a 269 tra Dop, Igp e Stg.”.“L’Italia è forte quando fa l’Italia, quando incrocia innovazione e conoscenza con qualità, bellezza, legame con i territori e con le comunità”, ha ricordato Realacci. Più che una constatazione, un programma.

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