Chi vince fa peggio di chi perde

Come al solito la sinistra perde il pelo ma non il vizio. Il sindaco Marino, che pur si compiace di essere un esponente atipico del Pd, continua con la tradizione culturale della sinistra che governa solo con atti e strategie d’immagine: pedonalizzazione dei Fori imperiali e del Tridente, affitto di opere d’arte all’estero, bicicletta come mezzo di spostamento, sorrisi e abbracci in stile berlusconiano. E i veri problemi di Roma, come vengono affrontati? Viabilità, qualità dei servizi, manto stradale, opere infrastrutturali, a che punto sono? E la spending review del Campidoglio? Nel frattempo si moltiplicano i dirigenti esterni, nominati con grande disinvoltura, a partire dal probabile nuovo comandante dei Vigili urbani, il tutto con aggravi di spese e mortificazione del personale interno.

E’ mai possibile che in questo Paese chi vince faccia lo stesso, se non peggio, di chi perde? Che fine ha fatto Marchini dopo una campagna elettorale all’insegna del cambiamento in termini anche rivoluzionari? Poi ci si meraviglia che da tempo, a ogni scadenza elettorale, la fascia dell’astensionismo dal voto aumenti precipitosamente! Questa classe dirigente vuol capire o no che la società è cambiata, che gli elettori sono sempre più esigenti nel chiedere atti di governo concreti e immediati?

Continuando così, l’Italia andrà a rotoli e nessuno si salverà, nemmeno quelli che si vantano verbalmente di volere un sostanziale rinnovamento della politica e delle istituzioni. E’ vero che il detto latino afferma: “Errare è umano, perseverare è diabolico”. Così come è vera l’affermazione di Livio, secondo cui “ogni errore umano merita perdono”. Ma io preferisco Cicerone: “E’ cosa comune l’errare; è solo dell’ignoranza perseverare nell’errore”. Ancor più prediligo Sant’Agostino d’Ippona quando afferma: “Cadere nell’errore è stato proprio dell’uomo. Ma è diabolico insistere nell’errore per superbia”. Intelligenti pauca.

[NdR – L’autore dell’articolo – pubblicato su affaritaliani.it – è eurodeputato del PPE e vicepresidente della delegazione Popolari per l’Europa al Parlamento europeo]

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