Colombia, cessate il fuoco unilaterale delle FARC

I giorni che hanno preceduto la festività del Natale hanno visto avvenimenti molto significativi in relazione alla guerriglia che da mezzo secolo si svolge tra le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia e il Governo del paese. Mentre a Cuba sono in corso da circa due anni trattative di pace tra delegazioni delle FARC e del Governo, sabato 13 dicembre il paese ha vissuto un giorno particolare. Migliaia di persone hanno marciato in varie città della Colombia contro una possibile amnistia ai guerriglieri delle FARC nell’ambito di un futuro accordo di pace. La protesta era stata organizzata dal partito del  Centro Democratico dell’ex presidente Alvaro Uribe, da tempo contrario alle trattative, con lo slogan: “Pace sì, ma senza impunità”.

Passano pochi giorni e il mercoledì successivo, in un comunicato sulla loro pagina ufficiale su twitter, le FARC annunciano il loro “cessate il fuoco” unilaterale e indefinito dalle ore 5 del GMT di sabato 20 dicembre. Il documento mette la condizione che i suoi uomini non siano attaccati dell’esercito e dalla polizia governative e fa due richieste: la prima che il cessate il fuoco diventi da unilaterale a bilaterale, ovvero che anche il governo cessi le sue operazioni militari, la seconda che la tregua venga monitorata da un organismo internazionale (UNASUR, OSA, CELAC) , o da una ONG per la pace della Colombia.

Nel 2012 e nel 2013 le FARC avevano decretato un cessate il fuoco per le feste di Natale e di fine anno. Fecero lo stesso per alcuni giorni durante le elezioni presidenziali del giugno 2014. Nella mattinata di giovedì, una dichiarazione della Presidenza risponde con chiarezza alle richieste contenute nel documento pubblicato su twitter e fatte anche all’Avana dal capo della delegazione per le trattative di pace Ivan Marques. Il governo valuta positivamente la scelta delle FARC, ma non aderirà al cessate il fuoco, questo ci sarà quando verrà firmato l’accordo di pace tra le parti. Viene anche respinta la richiesta del controllo da parte di qualche organizzazione, colombiana o straniera. Il governo è anche chiaro su un punto, che continuerà il suo dovere istituzionale di garantire la sicurezza dei cittadini. Il governo colombiano dice inoltre che valuterà l’adempimento del cessate il fuoco da parte delle FARC affinché non si ripeta il passato, quando varie tregue dichiarate non furono rispettate.

Il presidente  colombiano Juan Manuel Santos, per favorire il clima di distensione, si è dichiarato disponibile a che, dopo la firma della pace, sia creata una zona speciale dove possano essere concentrate e collocate le forze delle  FARC. Durissimi i commenti degli avversari delle trattative. Per Uribe il cessate il fuoco è “una trappola che vuole paralizzare le forze armate”. Si affianca a Uribe il Procuratore Generale della Repubblica Alejandro Ordonez, da sempre duro avversario delle trattative di pace. Venerdì 19 almeno otto persone, tra soldati e poliziotti, muoiono in attacchi condotti dalla guerriglia nel Cauca e a nord di Santander. Sabato 20 alle 5 ora di Londra le FARC cessano le loro attività militari che in decenni hanno prodotto migliaia di morti e di feriti.

©Futuro Europa®

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