L’Europa 25 anni dopo quel Muro

Il 9 novembre 1989 ha rappresentato un momento di cambiamento radicale per la storia d’Europa e di tutto il mondo: il Muro di Berlino, che separò in due la città per ben ventotto anni a simboleggiare fisicamente la cortina di ferro della Guerra fredda, crollava all’improvviso tra le urla festanti del popolo tedesco riunito. Da quel momento in poi, le tensioni politiche e militari tra il blocco sovietico e statunitense assunsero un assetto diverso che si è evoluto fino a oggi, ma dando il via in ogni caso a una nuova libertà per i cittadini della rinata Germania.

Si è appena celebrato il venticinquesimo anniversario di quella notte, quando si diffuse la notizia dell’apertura delle frontiere verso Berlino Ovest per i cittadini dell’Est da parte del funzionario del Partito socialista Günter Schabowski; sulle strade si riversarono in poche ore migliaia di persone, che riuscirono a riabbracciare fratelli e amici oltre il Muro. Nei racconti dei presenti viene descritta un’atmosfera festosa, con la gente a sorridere insieme per quella nuova indipendenza.

I ragazzi di vent’anni, forzatamente cresciuti nella rigidità della Repubblica democratica tedesca, cominciarono a viaggiare per l’Europa. «Abbiamo percorso migliaia di chilometri facendo autostop, perché non avevamo i soldi per pagare i biglietti. Ai nostri occhi si spalancò un mondo nuovo e diverso dal nostro […] che non ci ha fatto mai rimpiangere nulla di quegli anni trascorsi a Berlino Est», così racconta Franziska Achterberg, che nel 1989 aveva diciotto anni. Oggi vive e lavora a Bruxelles in un’organizzazione internazionale: «È solo grazie al crollo del muro se adesso mi trovo qui. Se quella barriera fosse ancora in piedi, l’Europa sarebbe per me molto lontana, e non avrei modo di vivere la libertà che ho adesso».

Le testimonianze dei giovani berlinesi fuoriusciti dalle oppressioni del regime sovietico ci mostrano quanto l’Europa sia cambiata da quella notte in poi. Sin dai primi anni novanta, l’Unione europea ha consolidato una serie di riforme che consentono oggi alle persone di circolare liberamente nei propri territori, con la possibilità di costruirsi un futuro professionale in un paese diverso da quello di origine. La gioventù in Europa tende sempre più a celebrare il proprio senso di appartenenza e di fratellanza tra nazioni, anche grazie all’operato di associazioni e movimenti internazionali che favoriscono il processo di integrazione europea.

Di certo si è ancora lontani dall’aver raggiunto un senso di identità europea condivisa da tutti, ma l’abbattimento di quel muro ha indicato la strada verso una nuova Europa più tollerante e democratica.

©Futuro Europa®

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