Schauble contro Tsipras tra haircut e tasse

Il processo che sta portando la Grecia fuori dalle secche del disastro non manca mai di arroventarsi sugli attriti storici tra Grecia e Germania, mosse poco felici da parte della Germania quando lo stato ellenico mise in luce il falso dei suoi bilanci e sprofondò nel rosso di un quasi default evitato per un soffio, si intersecano con vecchie ferite storiche mai del tutto rimarginate.

Ma resta il fatto che la Grecia si è salvata dal default grazie all’intervento della Troika, Commissione UE, FMI e BCE, per quanto odiati e vituperati ed accusati di qualunque malefatta, resta sicuro che nessun altro avrebbe rifinanziato il debito greco se non a fronte di tassi superiori di molto allo strozzinaggio. Il patto tra Troika e governo greco seguiva il solito copione, una sorta di commissariamento con l’imposizione di riforme strutturali e fiscali in cambio di finanziamenti ed haircut del debito pubblico ellenico.

Il resto è storia moderna, alle ultime elezioni vinse Tsipras incarnando la voglia di rivincita del popolo greco, ma la realtà non cambia da oggi a domani, dopo i proclami elettorali, a fronte di una situazione drammatica e l’impossibilità di pagare stipendi e pensioni, con i bancomat serrati, Tsipras si liberò del falco anti-austerity ed anti-Troika Varoufakis, proseguendo una strada virtuosa. Tra lacrime e sangue resta indubbio che i risultati sono arrivati, un consistente taglio del debito, tranche di aiuti stanziati a suo favore, la Grecia di Tsipras fra mille problemi vanta un incremento del Pil del 6,6% (Renzi e Gentiloni gridano alla vittoria con un risicato 1,5%).

Ai problemi sociali, disoccupazione alle stelle e tessuto sociale distrutto dalla crisi sono tuttora uno stato di fatto assieme a stipendi e pensioni miserabili, si è aggiunta la disputa sulla tranche estiva di aiuti ed ulteriore haircut del debito. In questo frangente è esploso il contrato tra il ministro delle finanze tedesco, il falco Schauble ed il premer greco Tsipras, vicenda che, curiosamente, ha visto invertirsi le parti con il tedesco a difendere le fasce deboli e Tsipras l’élite del paese, gli armatori. Schauble ha accusato di Tsipras di avere scaricato tutti i costi sulle fasce deboli e sui lavoratori, aumentando le tasse in maniera abnorme su di loro, ma di avere salvaguardato gli armatori.

Il presidente del’Ugs (l’Unione degli armatori greci) Thodoros Veniamis, ha risposto “ Si tratta di un attacco ingiustificato, contro la Grecia e al vitale settore dei trasporti navali greci, che rappresentava il 50% del settore del comparto europeo, il ministro delle Finanze tedesco non è all’oscuro del regime fiscale estremamente favorevole che governa il settore navale dei trasporti in Germania. In un momento in cui la Ue è chiamata a difendere, ma anche a rafforzare la competitività della sua flotta contro la dura concorrenza internazionale, le critiche di Schäuble sono provocatoriamente senza fondamento. Se l’obiettivo delle affermazioni di Schäuble è quello di danneggiare i legami tra gli armatori greci e il loro paese, dimostra di non voler vedere la Grecia in un cammino di crescita. Vogliamo informare Schäuble che la comunità greca degli armatori ha risposto alla necessità di aumentare le entrate fiscali per la Grecia, avendo deciso quattro anni fa (al tempo del governo conservatore di Antonis Samaras, ndr) su base volontaria di raddoppiare il suo obbligo fiscale anche se questo è storicamente protetto dalla costituzione. Un’iniziativa che in pratica dimostra la sua unità e il suo attaccamento al paese.”.

Gli armatori ovviamente tirano acqua al loro ben fornito mulino, da sempre godono di enormi privilegi nel proprio paese, l’area di evasione era stimata in percentuali altissime e comunque la tassazione era estremamente favorevole agli stessi. Al sorgere dei problemi del paese alcuni trasferirono la sede a Londra, un movimento che adesso, a fronte della brexit, potrebbe imboccare la strada contraria per non perdere lo status comunitario ed i vantaggi che ciò comporta.

Nella sua richiesta alla UE di adempiere alle promesse fatte, Tsipras ha trovato un buon alleato nella Francia, sia nella persona del Commissario Moscovici, che del neo-ministro dell’economia transalpino Bruno Le Maire. Non secondario il desiderio di Parigi di voler togliere la supervisione tedesca alla Grecia dandole la possibilità di finanziarsi sui mercati e quindi uscire dalla gravità della Troika, ove la Germania ha un forte peso decisionale. Per ora la situazione si è sbloccata con un compromesso nella riunione dello scorso 15 giugno, nuova tranche di aiuti per evitare il default, ma niente haircut al debito.

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