Bolivia, Morales presidente per la terza volta

Il Sudamerica vive giorni elettorali molto significativi. Il Brasile, dopo il primo turno del 5 di ottobre, vedrà una appassionata discussione se mantenere il modello Lula-Dilma del PT, che ha governato per 12 anni, o cambiare con le proposte di Aecio Neves, appoggiato da Marina Silva.

Chi non ha titubato è stato l’elettore boliviano, che ha dato una ampia maggioranza al presidente uscente Evo Morales. Il 60% dei voti non danno a Morales la possibilità di cambiare la Costituzione che non permette più di due mandati presidenziali. Anche gli osservatori più critici danno atto che, nei suoi 8 anni di governo, la Bolivia ha compiuto passi in avanti per recuperare i suoi ritardi storici. Nel 2008 l’UNESCO ha dichiarato la Bolivia paese esente dall’analfabetismo e, con l’aiuto di medici cubani, si sono eseguiti 650.000 cure ed operazioni gratuite agli occhi. Il PIL è cresciuto dal 4,8% del 2006 al 5% di quest’anno. L’indice di povertà è diminuito dal 63,9% nel 2004 al 36,3% nel 2011.

Certamente i meriti non sono solo della politica economica di Morales che pure è stato accorto nell’investire le ingenti risorse ricavate negli ultimi dieci anni di prezzi altissimi delle commodities, gas e petrolio. Al contrario, non può vantare una crescita della democrazia nel paese, molti suoi avversari sono stati costretti a lasciare il paese sotto vari tipi di minacce. L’opposizione non si stanca di denunciare la nefasta decisione di eleggere i magistrati, infatti sono stati eletti da liste di partito, fatte nel parlamento. In poco tempo i magistrati si sono trasformati in servi dell’esecutivo ed in esempi di corruzione. Morales ha puntato molto sul recupero della dignità e del ruolo politico di quelle popolazioni indiane per secoli sfruttate senza pietà. Lo stato plurinazionale da lui voluto ha anche contraddizioni: tutte le 36 nazioni hanno il diritto di vedere riconosciuto parte del loro sistema legale, ed è proprio basandosi sulle leggi locali che lo permettono, che il deputato Luis Gallego ha minacciato di “sessioni di frustate” chi non andasse al voto domenica 12 ottobre. Il deputato Gallego appartiene al MAS (Movimento al Socialismo), il partito di Morales. Morales è riuscito a penetrare anche in aree sociali e geografiche dove, fino a pochi anni fa, non riusciva nemmeno a fare comizi.

Il problema è il futuro, il PIL nel 2014 è cresciuto del 5%, ma cosa accadrà nel prossimo futuro? L’Argentina avrà una riduzione del PIL dell’1,5%, il Brasile nel 2015 crescerà solo un 1%. Come farà Morales a mantenere tutti i sussidi alle madri singole, ai disoccupati, agli anziani? E tutti quei programmi sociali che gli hanno portato tanti voti?

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