Politici in TV

“Governo battuto al Senato su un emendamento dell’opposizione durante la discussione del ddl riforme. L’Aula con 154 voti a favore, 147 contrari e 2 astenuti ha approvato a scrutinio segreto l’emendamento 1.1979 sulle competenze del Senato “su materie eticamente sensibili” sul quale governo e maggioranza avevano espresso parere negativo”. A parlare è un servizio di TgCom24, che analizza l’avanzamento dei voti sugli emendamenti dell’opposizione sul ddl Riforme. La situazione è nota: Renzi avrebbe voluto approvarlo entro l’8 agosto, ma i tempi e le circostanze lo hanno impedito.

“Respinto nuovo emendamento Candiani a voto palese. Bocciato al Senato l’emendamento 1.0.22 a firma di Stefano Candiani della Lega Nord sul quale il governo ha posto parere negativo. L’Aula lo ha respinto a scrutinio palese con 194 voti contrari, 72 favorevoli e tre astenuti. L’opposizione aveva richiesto il voto segreto, sperando di battere nuovamente l’esecutivo che era andato ko proprio su un precedente emendamento di Candiani votato a scrutinio segreto”.

L’esito del voto che ha visto il governo andare sotto provoca varie reazioni politiche. “E’ giunto il momento di accantonare l’ostruzionismo del governo, che ha impedito di poter discutere del seguente tema: quanto potere hanno i cittadini nel discutere della riforma costituzionale necessaria?”. Lo afferma il leader di Sel Nichi Vendola commentando il voto in cui il governo è stato battuto su un emendamento al ddl riforme.

“Nuovo duro attacco del capogruppo del Pd Zanda – continua il servizio di TgCom24 –  nei confronti di Pietro Grasso sui voti in Aula: “Presidente lei sta aprendo un dibattito che non dovrebbe aprire! Abbiamo il diritto che si voti sulla separazione dei voti, abbiamo il diritto di votare a voto palese quel che la Costituzione chiede si voti in modo palese, nulla di più”.”La norma votata dal Senato non intacca la riforma, ma crea danno alle battaglie per i diritti civili, costrette al pantano bicameralista”. Lo scrive su Twitter il sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto, commentando l’approvazione dell’emendamento Candiani che estende le competenze del Senato sui temi etici.

“Il lavoro continua, non devo segnalare nulla”. A parlare è il Commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, come nota il Tg2, che chiarisce sulle voci circolate sulla stampa, che vorrebbero Cottarelli pronto alle dimissioni. La questione era nata per un post su facebook dello stesso Cottarelli, che avrebbe criticato l’impossibilità di tagliare le tasse per “nuove spese non coperte”.

Il Tg2 approfondisce il tema chiarendo che anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha dribblato le domande sulle presunte critiche inerenti i criteri di spesa, fatte da Cottarelli. Una situazione comunque difficile quella sulla spending review, che sta creando non pochi problemi all’interno della compagine di governo.

In settimana tutti i tg nazionali e le trasmissioni di approfondimento hanno parlato dell’arresto dell’ex ministro di Forza Italia Giancarlo Galan. “Si tratta del settimo parlamentare cui il parlamento ha dato l’ok per gli arresti – ha spiegato il Tg di La7 – Galan ha avuto il voto in suo favore di Forza Italia NDC, Maie (Movimento associativo italiani all’estero) e Psi”. Un arresto, quello di Galan, che segue quelli di Dell’Utri e Scajola, sempre di Forza Italia.

Il Tg di La7 parla di voto compatto del governo e delle forze di centrosinistra ad eccezione di NCD e socialisti, con i Cinque Stelle tra i più convinti del voto favorevole all’arresto. Appena saputo dei fatti, Galan – come ha ricordato anche il Tg di La7 – si è definito “contrariato” (per usare un eufemismo) e, questo, ha sollevato, nei giorni successivi alla notizia, reazioni contrapposte.

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