Europarlamento, nuovo partenariato UE-Messico
Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla modernizzazione del partenariato tra Unione europea e Messico, aprendo una nuova fase nelle relazioni economiche e politiche tra le due sponde dell’Atlantico. L’Accordo Globale Aggiornato, approvato con 479 voti favorevoli, 119 contrari e 65 astensioni, sostituirà il quadro in vigore dal 2000, mentre l’Accordo Commerciale Interinale consentirà di anticipare l’applicazione delle disposizioni commerciali di competenza esclusiva dell’UE. L’intesa non riguarda soltanto la riduzione dei dazi. Il nuovo partenariato comprende commercio, investimenti, cooperazione politica, sicurezza, sviluppo sostenibile, transizione digitale, diritti umani e Stato di diritto. È anche uno strumento con cui Bruxelles punta a diversificare le proprie relazioni internazionali in un contesto segnato da crescente protezionismo, tensioni geopolitiche e dalla necessità di rendere più resilienti le catene di approvvigionamento.
Sul fronte economico, l’accordo punta a eliminare gran parte delle barriere tariffarie ancora esistenti, creando nuove opportunità per le imprese europee. Particolarmente importante è il comparto agroalimentare: il nuovo quadro prevede l’eliminazione del 95% degli elevati dazi messicani sui prodotti agroalimentari europei e la protezione in Messico di 568 indicazioni geografiche dell’UE. Nello scenario più favorevole stimato dall’Eurocamera, le esportazioni europee di beni e servizi potrebbero aumentare fino al 75%, mentre le imprese potrebbero risparmiare fino a 100 milioni di euro all’anno in dazi doganali. Si tratta tuttavia di una stima prospettica, non di un risultato già acquisito.
Per l’Italia la partita è particolarmente rilevante. Nel 2024 l’export italiano verso il Messico ha raggiunto 6,6 miliardi di euro, facendo del Paese il primo mercato di destinazione delle esportazioni italiane in America Latina. La struttura dell’interscambio conferma la forte vocazione manifatturiera: il 35,5% dell’export nazionale è costituito da macchinari e apparecchiature industriali, mentre un altro 14,9% riguarda i mezzi di trasporto. L’Italia è inoltre il secondo partner commerciale del Messico tra i Paesi dell’Unione europea, dopo la Germania.
È quindi la meccanica strumentale, insieme all’automotive, uno dei settori che potrebbe guardare con maggiore interesse alla nuova intesa. La riduzione delle barriere commerciali può facilitare l’accesso delle imprese italiane a un mercato manifatturiero già fortemente integrato nelle catene produttive nordamericane. Il Messico è infatti non solo un grande mercato di consumo, ma anche una piattaforma industriale dalla quale le aziende possono guardare all’intero continente. Per il Made in Italy agroalimentare, invece, il punto centrale è la tutela delle indicazioni geografiche. La protezione di 568 denominazioni europee offre uno strumento per contrastare l’uso improprio dei nomi e le imitazioni delle specialità tradizionali, un tema particolarmente sensibile per prodotti italiani come Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Fontina e Chianti.
Le opportunità non si fermano qui. Il nuovo accordo amplia l’accesso delle imprese europee agli appalti pubblici messicani, anche a livello sub-statale, includendo 14 Stati del Paese. Si aprono così prospettive anche per aziende italiane attive nelle infrastrutture, nei trasporti, nell’energia, nella gestione delle risorse idriche e nei servizi tecnologici. La dimensione economica si intreccia con quella strategica. L’UE guarda al Messico anche per diversificare le proprie catene di approvvigionamento e migliorare l’accesso alle materie prime critiche necessarie alla transizione verde e digitale. Parallelamente, l’accordo rafforza la cooperazione su democrazia, Stato di diritto, diritti umani, sicurezza e lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata.
Il voto del Parlamento non conclude ancora l’iter. Il Consiglio potrà procedere alla conclusione dell’Accordo Globale, che dovrà essere ratificato dagli Stati membri e dal Senato messicano per entrare pienamente in vigore. L’Accordo Commerciale Interinale seguirà invece un percorso più rapido e potrà anticipare l’applicazione delle disposizioni commerciali di competenza esclusiva dell’UE. Per l’Italia, dunque, il nuovo partenariato arriva su una relazione economica già significativa e offre la possibilità di consolidare una presenza costruita negli anni. Per l’Europa, il rapporto con il Messico rappresenta qualcosa di più di un nuovo accordo commerciale: è un tassello della strategia con cui l’Unione cerca di trasformare il proprio peso economico in una rete più ampia di relazioni, riducendo le vulnerabilità e rafforzando contemporaneamente la propria proiezione internazionale.
A margine del voto, il relatore della commissione Affari esteri Javi López (S&D, ES) ha dichiarato: «L’America Latina è un partner naturale per l’Europa e il Messico è uno dei nostri alleati più affidabili nella regione. Le sfide che ci attendono sono comuni e l’ordine internazionale è sottoposto a pressioni crescenti. Per questo il rafforzamento del nostro partenariato non è soltanto una scelta economica, ma anche una necessità geopolitica. Esso pone le basi per una cooperazione politica più profonda, fondata su principi condivisi, rispetto reciproco e sviluppo sostenibile. Rafforzando il nostro partenariato con il Messico, investiamo in un futuro più resiliente, costruito su valori condivisi, fiducia reciproca e prosperità comune».
Il relatore della commissione Commercio internazionale Borja Giménez Larraz (PPE, ES) ha aggiunto: «L’accordo UE-Messico è più di un accordo commerciale: è una dichiarazione di fiducia in un mondo aperto e basato sulle regole. Apre nuove opportunità per oltre 45.000 imprese europee, l’80% delle quali sono piccole e medie imprese, rafforza la resilienza delle catene di approvvigionamento e dimostra che il commercio libero e basato sulle regole rimane la più grande forza dell’Europa. Più l’Europa commercia, più l’Unione europea diventa libera».
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