Sciogliere la Polizia?

Tra le tragiche conseguenze del barbaro omicidio negli USA di George Floyd da parte della Polizia di Minneapolis, accanto a proteste anche violente ma comprensibili (fatta naturalmente da parte  l’intrusione di agitatori professionali sempre pronti a profittare di ogni circostanze per saccheggiare e distruggere), ne è spuntata fuori una proposta francamente assurda, che ha adottato lo slogan “defund the Police” (cioè, definanziare la Polizia).

Che occorra, specie in grandi aree del sud degli USA, una profonda e incisiva riforma dei metodi della Polizia e un cambio radicale dell’atteggiamento razzista di una parte di essa, va da sé. Non so se sarà facile riuscirci, perché si sta lottando contro pregiudizi incancreniti ormai da secoli e perché una parte della popolazione bianca li condivide e approva l’azione di certi poliziotti “duri”, ma l’operazione va tentata, se si vuole in qualche modo spegnere l’incendio. Ma togliere alla Polizia i mezzi per esistere e agire, se non addirittura abolirla, come propongono confusamente alcuni scervellati, parlando di “un nuovo tipo di sicurezza”, è una aberrazione. La polizia è talvolta razzista e corrotta, ma svolge comunque, nella sua maggioranza, una funzione insostituibile per la protezione dei  cittadini e dei loro beni. Abolirla, o limitarne la capacità di agire legandole le mani sarebbe una follia pericolosa.

Sull’onda dell’emozione elettorale, e in un periodo ormai elettorale, tutto può accadere. C’è solo da augurarsi che il buon senso prevalga nel Congresso e nei  singoli Stati e Amministrazioni locali da cui la Polizia dipende. O sarà davvero un caos peggiore dell’attuale.

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