Lo scorrere del tempo in epoca di Covid 19

In questi giorni di chiusura forzata all’interno delle nostre abitazioni, il problema di molti è come passare il tempo. Chissà a quanti è venuto in mente di andare in internet e fare su Google una ricerca inserendo sul portale frasi tipo “come trascorrere il tempo ai domiciliari”, se non addirittura, direttamente, “in carcere”. Forse qualcuno sposato ha cercato direttamente delucidazioni sul regime dell’art. 41bis.

In ogni caso, su alcuni siti medici e psicologi si stanno già prodigando in consigli su come far trascorrere nel modo migliore giornate all’apparenza lunghe ma che, in realtà, sono della stessa durata di quelle che vivevamo prima. Possiamo comunque provare a seguire qualcuno dei più o meno saggi o opportuni consigli che troviamo in rete: non restare troppo a letto fino e fare un programma della giornata; curare l’alimentazione e fare esercizio fisico, cose che in molti non facevamo neppure prima. Si sbizzarriscono poi i consigli sui programmi TV e le serie da seguire mentre in molti raccomandano di stare lontani dall’apparecchio video. La fiera dell’ovvio?

Ma ci siamo mai fermati a capire che cosa è il tempo? Il tempo è denaro; il mio tempo è importante, non perdo tempo a parlare con certe persone. Frasi fatte e di uso comune, ma che dimostrano come il tempo sia un bene prezioso. Le giornate, che prima sembravano brevi, di colpa per molti sono diventate lunghissime e impossibili da trascorrere, mentre altri si rendono conto che non bastano a fare tutto ciò che si voleva. Il Tempo sembra essere diventato un compagno sempre a fianco a noi. Chiamiamolo Chronos, come quel Dio a cui i greci del sesto secolo avanti Cristo davano il compito di temporizzare gli eventi. Immaginiamolo in una delle sue possibili raffigurazioni, con in mano una clessidra, che ci guarda. Osserva le nostre storie o ne sta inventando lui per noi? Da farci vivere?

Anche in filosofia si sono chiesti che cosa sia il tempo; se sia un valore assoluto o soggettivo, al punto di poter sostenere che il tempo non esiste. Ma l’uomo si è sempre sforzato di misurarlo ed è arrivato a creare dei metri di valutazione ormai accettati a livello mondiale: anni, mesi, settimane, giorni, ore, minuti e secondi. E tralasciamo le loro frazioni.

Il tempo forse sappiamo che cosa è quando ne abbiamo troppo poco a disposizione o temiamo non passi mai; ma se ci chiedessero che cosa è, forse dovremmo rispondere come S. Agostino che rispondeva ai suoi discepoli “Se qualcuno non mi chiede cosa sia il tempo, io so cosa è. Ma se qualcuno mi chiede cosa sia, non lo so più”: E lo definì un concetto che sfugge dalle mani dell’uomo.

Oltre duemila anni e i filosofi sono riusciti a dare una definizione del tempo, ma è un concetto che nel suo scorrere non ci lascia da soli e caratterizza le nostre giornate e le nostre epoche: Lo storico Jacques Le Goff ha individuato il Tempo della Chiesa, dominante nell’Alto Medioevo, e Tempo del mercante affermatosi nel Basso Medioevo quando su campanili e torri cittadine fecero la loro comparsa gli orologi. Salvatore Quasimodo in una sua poesia ha parlato allo ”Uomo del mio tempo”: e forse questo è un segnale indicativo di come ogni epoca è caratterizzata più dalle persone che la vivono e la contraddistinguono che non dal semplice scorrere delle lancette di un orologio. La poesia è stata pubblicata in una raccolta del 1946, Il premio Nobel siciliano, parlava all’uomo dell’immediato dopoguerra, che non è diverso da Caino che uccide Abele: dalle fionde alle mitragliatrici. La poesia termina con un messaggio alle nuove generazioni; addirittura dimenticare i padri, per non commettere gli stessi errori.

Oggi, mentre stiamo vivendo un’epoca caratterizzata da un evento forse neppure riuscivamo ad immaginare, neppure rileggendo le pagine dei Promessi Sposi, ci troviamo a vedere lo scorrere del tempo in un’altra maniera. Qualcuno lo lascia andare, e qualcuno forse si sentirà di fare qualcosa per usarlo e, chissà, lasciarci una traccia per essere un uomo di questo tempo. Ma deve essere fatto presto, perché il tempo non si ferma. Lo scopriamo quando a fine giornata ci rendiamo conto di non aver fatto tutto ciò che volevamo fare. Ed è necessario farlo perché, sempre per dirla con Quasimodo, forse parafrasandolo, ed è subito sera.

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Un Commento

  • Guarda caso il tempo è il tema di questa pandemia, il tempo che ci mette un malato ad ammalarsi, guarire, morire, il tempo che va impiegato in quarantena et.. il tempo è la chiave di tutto, è il motivo per cui ci troviamo in questo casino! Qualcuno ci ha obbligati a riflettere su chi siamo veramente ma dall’interno stavolta! Fino ad ora abbiamo impiegato il tempo a vivere la ns vita proiettata sugli eventi esterni quali lavoro ,istruzione, divertimento etc.. e abbiamo tralasciato il principio di interiorità la profonda introspezione in noi stessi che ci guida verso l’autocritica ed il miglioramento continuo… Ecco ora basta qualcuno o qualcosa ci ha bloccato e ci ha messo davanti allo specchio per vivere forzatamente il presente con dignità e maturità cosa che fino ad ora stavamo perdendo… Viviamo il presente con coraggio apprezzando ogni ora ed ogni momento per sentirci fortunati e degni di essere vivi.

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