Italia delle Regioni

I sindaci dei Piccoli Comuni italiani: “Siamo il 54% del territorio nazionale. Siano ascoltate le nostre richieste”. “Ancora una volta l’Anci ha voluto organizzare questo importante incontro dedicato ai piccoli Comuni. L’Assemblea nazionale rappresenta un momento per dibattere e confrontarci sulle nostre richieste e sulle nostre istanze. Nel corso di quest’anno sono stati tanti i risultati e gli obiettivi raggiunti in un dialogo costante con il governo: dalla contabilità economico – patrimoniale alle risorse per le opere pubbliche e per il risparmio energetico senza dimenticare il grande lavoro avviato con Poste italiane”. E’ quanto ha posto in evidenza  il vice presidente vicario di Anci e sindaco di Valdengo, Roberto Pella  in occasione dell’Assemblea nazionale dei piccoli Comuni svoltasi  il 5 e 6 luglio a Gornate Olona (Varese).

“Nel corso dell’assemblea i piccoli comuni si sono confrontati con  il governo per affrontare le problematiche dei piccoli Comuni ed avanzare specifiche richieste. Un’assemblea che ci deve vedere protagonisti, in primo luogo perché siamo il 54% del territorio nazionale e soprattutto perché rappresentiamo il 75% dei Comuni italiani. L’Italia è sicuramente bella perché è piccola e noi facciamo grande questo paese”.

Il messaggio ai Piccoli Comuni del Presidente Sergio Mattarella: “I Piccoli Comuni meritano attenzione da parte di tutte le istituzioni”. “La vita dei piccoli Comuni, delle popolazioni che in essi risiedono, sono parte essenziale del progredire della Repubblica, e le attese da queste realtà meritano particolare attenzione e ascolto da parte delle istituzioni, a tutti i livelli”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un telegramma di augurio inviato in occasione della XIX Conferenza Nazionale Anci Piccoli Comuni. “La popolazione che vive fuori dai grandi centri urbani – sottolinea ancora il Capo dello Stato – non può essere sottoposta a disagi sul piano dei servizi e della mobilità che giungono, talvolta, a comprimere gli stessi diritti di cittadinanza, favorendo così l’ulteriore spopolamento di paesi e borghi, con il manifestarsi di fragilità sociali e ambientali destinate a impoverire l’intero Paese”. “La bellezza, la ricchezza, la qualità del nostro Paese sono espresse – prosegue Mattarella – oltre che dai nostri luoghi, dai valori civili delle sue comunità, dalle molteplici originali storie che hanno costruito identità e sedimentato cultura”.

La ricchezza e la varietà dei territori e delle comunità indicati dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio faranno da filo conduttore ai lavori dell’Assemblea che si stanno aprendo in questi minuti. Il dibattito (leggi l’Atlante dedicato ai piccoli Comuni) si svilupperà attorno a tre tavole rotonde: la prima dedicata all’Agenda Controesodo, azioni per contrastare lo spopolamento dei territori periferici; al centro della seconda tavola rotonda vi sarà un tema chiave per i piccoli Comuni, quello delle gestioni associate, con i sindaci protagonisti dei nuovi assetti del territorio; mentre l’ultima sarà dedicata alle Tipicità ed alle economie locali.

Il dibattito è stato animato dai  numerosi  interventi di sindaci ed amministratori di piccoli centri: fra gli altri, il vice presidente vicario di Anci Roberto Pella, il coordinatore nazionale Anci dei piccoli Comuni Massimo Castelli. Di particolare interesse  gli interventi del ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro e del sottosegretario all’Interno Stefano Candiani, la sintesi finale dei lavori è stata svolta dal presidente dell’Anci Antonio Decaro.

In ambito Conferenza delle Regioni  si sono  svolte  due audizioni di una delegazione della Conferenza delle Regioni presso la Commissione Agricoltura della Camera. La prima si è tenuta nell’ambito di un’indagine conoscitiva sul fenomeno del cosiddetto “caporalato” in agricoltura. La seconda ha invece riguardato le proposte di Regolamento del Paramento europeo e del Consiglio di riforma della politica agricola comune (PAC) per il periodo 2021-2027. Alle audizioni hanno partecipato gli assessori all’agricoltura Leonardo Di Gioia (Puglia), Enrica Onorati (Lazio) Simona Caselli (Emilia-Romagna), Gabriella Murgia (Sardegna) e l’assessore al lavoro, Claudio Di Berardino (Lazio).

“Nell’audizione in commissione agricoltura sul tema del caporalato – ha spiegato Leonardo Di Gioia, coordinatore della Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni – abbiamo evidenziato che la legge che c’è funziona, ma che sono necessari alcuni correttivi”.

“In particolare – sottolinea Di Gioia – occorre semplificare l’accesso alla rete di qualità per le aziende e contemporaneamente garantire forme di finanziamento che possano supportare iniziative anche su base locale per l’accoglienza, per i trasporti e quindi per quell’assistenza in termini anche di intermediazione linguistica. Interventi che possono consentire ai lavoratori e alle aziende una più efficacie interazione, contribuendo a debellare il fenomeno del caporalato che purtroppo affligge ancora molti nostri territori”.

Concetti ribaditi, a margine dell’audizione anche da Claudio Di Berardino, coordinatore vicario della Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni. “La lotta al caporalato può essere fatta – partendo dall’attuazione della legge n. 199/2016 – in modo più efficace affrontando con maggiore determinazione alcune tematiche: penso ai trasporti, e ai mediatori culturali che consentono la possibilità di intercettare le persone parlando la loro lingua e, infine, alle questioni relative alle politiche dei servizi e abitative. Peraltro su questi temi le Regioni si sono mosse attuando protocolli significativi con le associazioni datoriali, con le organizzazioni sindacali. Protocolli che vanno monitorati rispetto allo scopo è quello dell’emersione del lavoro nero in agricoltura. Anche il servizio di trasporto può essere dato gratuitamente alle persone che ne fanno richiesta purché dimostrino di avere un contratto di lavoro, sia pure un contratto di lavoro stagionale. C’è poi il tema dei possibili incentivi per le aziende che possono avere un interesse imprenditoriale ad una registrazione. Sotto questo profilo il ruolo dei centri per l’impiego diventa centrale, non solo per la discussione attuale sul loro potenziamento, ma perché effettivamente rappresentano il luogo ideale in cui si possono incrociare domanda e offerta di lavoro.

Per quanto riguarda invece la nuova Politica Agricola Comune, oggetto della seconda audizione, “va detto – ha spiegato Leonardo Di Gioia – che si tratta di un tema centrale nelle dinamiche di programmazione delle nostre Regioni. Stiamo concludendo la vecchia programmazione, ma abbiamo bisogno di regole chiare per il futuro, in base alle quali le regioni continuino ad avere un ruolo centrale, mantenendo nel nuovo Regolamento le autorità di gestione a livello regionale, e a poter avere un’interlocuzione diretta con Bruxelles per la risoluzione delle varie problematiche. E la nuova PAC – ha proseguito Di Gioia – dovrà garantire ovviamente un livello di finanziamento quantomeno equivalente a quello della precedente attività. Tutti temi che abbiamo rappresentato oggi in Audizione alla Commissione Agricoltura, incontrando grande condivisione da parte dei parlamentari. Ed è anche vero – ha concluso Di Gioia – che questi stessi argomenti sono stati oggetto di appoggio e supporto da parte dello stesso Ministro delle politiche Agricole, Gianmarco Centinaio”.

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