Dio li fa poi li accoppia (Film, 1982)

Dio li fa e poi li accoppia è un film che non ci fa certo conoscere il miglior Steno, quanto l’autore della decadenza anni Ottanta, degli ultimi anni di attività artistica. Resta comunque un lavoro interessante per alcuni temi affrontati e per certe caratterizzazioni inconsuete che vengono realizzate. Sceneggiatura del figlio del regista, Enrico Vanzina, insieme a Bernardino Zapponi, che adattano il soggetto di una commedia scritta dal secondo al linguaggio cinematografico. Colonna sonora originale del grande Cesare Bovio. Ricordiamo tra i motivi di fondo il polemico Dio c’è, con testo di Pallavicini, cantato da Dorelli nella parte conclusiva del film e sui titoli di coda.

In breve la trama. Siamo a Brisignano, paesino immaginario delle Marche, in realtà Fiano Romano per quasi tutte le sequenze girate in esterni. Don Celeste (Dorelli), viene violentato durante una festa di Carnevale da Paola (Suma), una ragazza mascherata da diavolo. La donna resta incinta, vorrebbe abortire, ma il prete – per evitare che venga commesso un delitto – denuncia la violenza subita e produce uno scandalo in paese. Il caso si risolve con il riconoscimento del figlio, ma solo parziale, perché il prete non ottiene la dispensa e non può sposare la ragazza. Lino Banfi è il salumiere Dario, innamorato del nerboruto Marco, amico del prete, che caratterizza una figura da omosessuale non certo stereotipata, ma trattata dagli sceneggiatori con attenzione. Vediamo un’insolita simpatia (per un film comico) nei confronti del gay e viene messo in primo piano il diritto degli omosessuali ad avere gli stessi diritti degli etero. Il prete finisce per convincere Paola a sposare un bravo ragazzo mentre lui si ritaglia un ruolo da zio, perché ha sposato Dio e non può ripudiarlo. Temi importanti, che ricordano la commedia Aggiungi un posto a tavola (1973), ponendo l’accento sul celibato dei preti.

Film girato non solo a Fiano Romano, ma anche a Roma, Trevignano Romano e nei Paesi Bassi, a Volendam e Edam. Possiamo definirlo commedia sexy molto leggera, non certo commedia sofisticata. Molti i doppi sensi e gli equivoci tipici della pochade. Lino Banfi interpreta un gustoso commerciante gay, Johnny Dorelli è bravo nei panni del prete, il fascino mediterraneo di Marina Suma è al massimo dello splendore. Il film si concede un momento olandese, diventa persino una commedia on the road, risulta abbastanza divertente, ma la psicologia dei personaggi resta superficiale e le battute sono di grana grossa, da commedia bassa. Da recuperare.

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Regia: Steno. Soggetto: Bernardino Zapponi. Sceneggiatura: Bernardino Zapponi, Enrico Vanzina. Fotografia: Sandro D’Eva. Montaggio: Raimondo Crociani. Effetti Speciali: Studio Sound Coop. Musiche: Cesare Bovio. Scenografie: Giuseppe Mangano. Costumi: Silvio Laurenzi. Trucco: Giulio Mastrantonio. Produttore: Pio Angeletti, Adriano De Micheli. Casa di Produzione: International Dean Film srl. Distribuzione: Medusa Film, Panarecord. Genere: Commedia. Durata: 96’. Interpreti: Johnny Dorelli, Marina Suma, Lino Banfi, Venantino Venantini, Giuliana Calandra, Graziella Polinesanti, Max Turilli, Stefano Altieri, Loris Zanchi, Annabella Schiavone, Renzo Rinaldi, Franco Bracardi, Enio Drovandi, Guerrino Crivello, Franco Caracciolo, Geoffrey Copleston, Adriana Giuffrè, Dino Cassio, Mimmo Poli, Valentino Simeoni, Carlo Demi.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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