Malumori NCD, ritorno ad Arcore?

Nel Nuovo Centrodestra c’è aria di tempesta ma, per ora, il governo sta in piedi. Otto senatori vorrebbero tornare in Forza Italia, tutti vicini a Renato Schifani. C’è chi vorrebbe lasciare il governo, per poi decidere cosa votare al referendum e chi sarebbe felice di confluire senza troppi problemi nel Pd e sostenere Matteo Renzi, come oggi, ma nello stesso partito.

La solfa va avanti da mesi. Di Nuovo questo Centrodestra ha solo la tendenza ad andare a sinistra e non è mica facile quando un partito la sua collocazione se la porta già nel nome. Un controsenso che si mischia a sentimenti di nostalgia. Il partito del ministro dell’Interno Angelino Alfano è, sostanzialmente, spaccato in due. Da una parte chi spera di diventare una costola del Pd e dall’altra chi pensa di poter ricostruire il centrodestra con Silvio Berlusconi. E proprio l’ex Cav sa benissimo che l’esecutivo non può dormire sonni troppo tranquilli. In settimana la maggioranza ha votato compatta il provvedimento sugli enti locali. Nessun tradimento, a Palazzo Madama: i sì sono stati 184. Non ha perso tempo Alfano per rimarcare l’importanza del suo partito: “Senza di noi non c’è la maggioranza”.

Vero. E’ abbastanza naturale, però, chiedersi per quanto possa durare questo equilibrio precario tra numeri. Il mal di pancia di qualche senatore Ncd potrebbe davvero far saltare tutto. Berlusconi, per ora, non ha interesse nel vedere Renzi gambe all’aria. Il leader forzista è convinto che sarà il referendum a mettere fine all’esperienza di governo. A proposito, gli ultimi sondaggi pubblicati dal Corriere della Sera vedono i favorevoli al 51 per cento, poche settimane fa erano oltre il 57 per cento. Se dovessero vincere i No, comunque, il centrodestra non è pronto ad eventuali elezioni, ammesso che ce ne saranno.

Tra Salvini e Berlusconi non è ancora tornato il sereno. Le posizioni anti euro della Lega, in effetti, sono assolutamente inconciliabili con quelle forziste. Il feeling di un tempo sembra irrimediabilmente perduto. I sondaggi, però, non lasciano dubbi. O il centrodestra corre compatto, oppure è irrilevante.

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