Ora dialoghiamo con Alfano

Comunque vada, Berlusconi è ormai marginale. Gruppi parlamentari separati tra falchi e colombe? Perfetto. Pdl riunificato sotto la guida di Alfano, smarcatosi dalla gestione padronale del Cavaliere? Benissimo. La cosa importante è che in questa nuova situazione il dialogo con Alfano va consolidato per arrivare all’individuazione di un unico percorso nel PPE.

L’Italia, specialmente con la presidenza del Consiglio europeo prevista nel 2014, ha assoluta necessità di una forte e autorevole presenza di italiani nel PPE a tutela dei suoi interessi legittimi per poter essere il motore di riforme istituzionali, di revisione di trattati necessari al rilancio politico ed economico dell’Ue. L’Udc e Scelta Civica hanno dato la loro piena disponibilità a una esaltante prospettiva del genere. Sottovalutare il ruolo ormai assunto da una nuova classe dirigente, da una nuova generazione anagrafica e politica sarebbe un errore madornale.

Una nuova generazione che alcuni, con livore, giudicano di stampo democristiano. A costoro è facile chiedere perché si siano sin qui accettati i post-comunisti, i post-fascisti e non si possano accettare i post-Dc. Forse perché nella gran parte dell’opinione pubblica sono ritenuti migliori di altri e quindi pericolosi? Stiano tranquilli: nessuno di noi immagina di ricostruire una Democrazia Cristiana fuori tempo. Il PPE è qualcosa di più ampio e moderno. Sentiamo tutti, e non da oggi, la necessità di un cambiamento che non può essere solo frutto di una “rottamazione”.

Rendere compatibili esperienze consolidate negli anni e nuove autorevolezze è la ricetta giusta per ridare credibilità alla politica, per riscoprire entusiasmo nell’attiva partecipazione alla cosa pubblica. Rispolverare vecchie sigle come Forza Italia e Alleanza Nazionale, ossequiare metodi antichi, non serve a nulla. Il Paese ha bisogno di novità, sotto ogni profilo. Agevoliamo con il nostro impegno questo desiderio.

©Futuro Europa®

[NdR – L’autore dell’articolo è eurodeputato del PPE e vicepresidente della delegazione Popolari per l’Europa al Parlamento europeo]

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