Agricoltura, annata in rosso

Il 2014 è stato, per quanto riguarda il settore agricolo, un anno disastroso: la produzione degli alimenti made in Italy ha avuto un calo di 2,5 miliardi e i prodotti che sono alla base della dieta mediterranea hanno subito una diminuzione del 35% per l’olio d’oliva, del 17% per il vino e del 4% per il grano duro destinato alla pasta, ma è diminuito anche il raccolto dell’ortofrutta per gli effetti del maltempo. La produzione del vino made in Italy potrebbe scendere fino a 41 milioni di ettolitri, mentre la produzione italiana dell’olio d’oliva è scesa a 300mila tonnellate.

Il calo produttivo italiano influenza, naturalmente, i risultati a livello internazionale; infatti la produzione mondiale di vino del 2014 si dovrebbe attestare intorno a 271 milioni di ettolitri con un calo del 6% e con il sorpasso della Francia che, con 44 milioni di ettolitri, torna ad essere il primo produttore mondiale davanti all’Italia. Più grave la situazione per l’olio d’oliva, con il Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) che ha stimato un calo produttivo mondiale del 19% su 2,56 milioni di tonnellate, per il dimezzamento dei raccolti sia in Spagna che in Italia.

Risulta essere in difficoltà, anche, la produzione italiana di pasta a causa dell’eccessiva dipendenza dell’industria nazionale sull’acquisto di grano duro all’estero, perché negli anni passati non si ha avuto l’accortezza di investire sull’agricoltura nazionale. Nel nostro Paese, in effetti, si è avuta una leggera flessione del 4%, ma in Europa il calo è stato del 10% e in Canada, principale fornitore dell’Italia, del 27%. Secondo l’International Grains Council la produzione mondiale dovrebbe raggiungere i 34 milioni di tonnellate con un calo del 15%.

Brutte notizie per l’ortofrutta, nonostante per alcune varietà la raccolta sia ancora da completare o addirittura da incominciare, si stima una produzione complessiva inferiore allo scorso anno. Gli effetti del crollo produttivo si fanno sentire sulla tavola degli italiani che, in Europa e nel mondo, sono maggiori consumatori di pasta ed sono tra i primi anche nel consumo del vino e dell’olio d’oliva.

«Per garantirsi una adeguata disponibilità di cibo nel tempo, l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile dalla cementificazione nelle città e dall’abbandono nelle aree marginali con un adeguato riconoscimento dell’attività agricola» ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare che «un modello di sviluppo sbagliato ha tagliato del 15% le campagne e fatto perdere, negli ultimi venti anni, 2,15 milioni di ettari di terra coltivata».

È importante, quindi, tutelare ed investire ulteriormente nelle produzioni base della dieta mediterranea, perché solo la buona alimentazione, fatta di pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e un bicchiere di vino ai pasti – tradizioni, queste, che la popolazione italiana si è tramandata nel tempo – ha fatto sì che gli italiani siano considerati tra i popoli più longevi al mondo.

©Futuro Europa®

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