Covid, riaprono le scuole in Europa

La questione della Scuola è una priorità per i Governi di tutti i Paesi europei e non solo. Per la Società, i valori condivi dall’uomo nei contesti in cui svolge e concretizza la sua attività, nelle realtà produttive, nei contesti sociali organizzati, nella collettività la Scuola è, è sempre stata e sempre di più dovrà esserlo in futuro un “obiettivo primario”, in quanto veicolo di educazione, formazione, cultura, condivisione delle conoscenze e delle informazioni.

La Scuola, che da settimane e mesi è agli onori delle cronache di tutti i giornali, all’attenzione di quelli che l’informazione la creano e la costruiscono, coinvolge e chiama in causa le stesse fondamenta su cui poggia la costruzione di qualsiasi tipo di Società: “è in gioco il futuro, un futuro che richiede determinazione” come ha tenuto a sottolineare il nostro Presidente della Repubblica Mattarella non molto tempo fa, e prosegue: “i ragazzi hanno patito un anno di disagio. Il sistema Italia non può permettersi di dissipare altre energie in questo campo. Lo sviluppo della nostra Società subirebbe un danno incalcolabile. L’apertura regolare delle scuole è un obiettivo primario. L’Italia deve raccogliere la sfida e deve essere fatto ogni sforzo”.

È evidente che per il Covid questo non potrà essere un anno come tutti gli altri e quelli appena trascorsi sono state giornate intense, piene di problemi da risolvere e soluzioni da escogitare, per arginare una possibile espansione dell’epidemia che proprio nella Scuola potrebbe trovare terreno fertile per l’amplificazione della trasmissione del contagio da Covid 19.

Si sono susseguiti numerosi scenari e possibili proposte di soluzione pe il contenimento dell’emergenza epidemiologica: didattica a distanza, didattica in presenza, passando per la riduzione delle unità didattiche, l’accorpamento delle discipline, la riduzione dei programmi curriculari e i doppi turni, per gli studenti di tutte le classi e le Scuole di ogni ordine e grado.

Le misure prese? Quelle che sentiamo ripetere da mesi: sanificazione dei banchi, degli ambienti, degli strumenti da utilizzare (computer e non solo); mascherine, distanziamento di almeno un metro, lavaggio delle mani, igienizzanti, evitare contatti tra persone – studenti e professori – non necessari, rilevamento febbre a cura della famiglia dello studente, percorsi di entrata e uscita dalle strutture scolastiche e nelle strutture scolastiche e negli spostamenti interni la struttura segnati da appositi segnali con tragitti obbligati e predefiniti.

Il Cts – Comitato Tecnico Scientifico – creato per arginare la diffusione del Covid e di cui sentiamo parlare da mesi, ha approntato un apposito “Vademecum” in cui si legge: “evitare di urlare e anche di cantare durante le ore di Musica. Per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale la mascherina potrà essere rimossa solo in condizioni di staticità e con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione. Sconsigliati i giochi di squadra e di gruppo, privilegiando quelli individuali, che permettano ai ragazzi di mantenersi lontani. Lo sport, quando possibile, deve essere praticato all’aperto, in palestra il distanziamento dovrà essere di almeno due metri. Non ci saranno in quest’anno scolastico, compagni di banco. Finirà la “Classica interazione” tra studenti nella Scuola. Non si potrà più andare a pranzo tutti insieme, ma in turni. Se non fosse possibile utilizzare le mense scolastiche tradizionali gli studenti avranno un “lunch box” da consumare al proprio banco in classe. Non sarà più possibile fare l’intervallo tutti insieme in giardino o in spazi comuni. Ci si dovrà dividere in turni, occupando zone differenti. Non si potranno ripartire gli studenti in classi diverse dalla propria in caso di assenza per malattia del docente. Non sarà possibile entrare a scuola tutti insieme: gli ingressi saranno scaglionati. Non ci si potrà muovere senza mascherina negli spazi comuni (ingressi, uscite, corridoi, bagni, etc). La mascherina potrà essere tolta soltanto se seduti al proprio banco”.

La data ufficiale di ripresa delle lezioni in Italia è quella di lunedì prossimo 14 settembre, ma non per tutte le Regioni: nella Provincia di Bolzano e in Alto Adige le lezioni sono riprese lo scorso 7 settembre così come le scuole di Vò Euganeo – unica eccezione in Veneto – che il prossimo 14 settembre riceveranno la vista del Presidente Mattarella, il 2 settembre in Trentino, le scuole del Comune di Valdengo nel Biellese che, unica eccezione in Piemonte hanno voluto riaprire il 7 settembre. Le scuole materne nella Provincia di Trento hanno voluto riaprire il 3 settembre, mentre in altre Regioni, tra cui la Lombardia sono rientrati il 7 settembre. A Roma gli Asili Nido riapriranno il 9 settembre, mentre per le Scuole dell’Infanzia si dovrà aspettare il 14.

Uguali misure di contenimento del contagio e prevenzione della diffusione dell’epidemia sono state prese anche da altri Paesi Europei, come Francia, Spagna e Regno Unito: mascherine obbligatorie, misurazione della temperatura, distanziamento, riduzione delle attività di socializzazione e contatti tra gli studenti, Protocolli sanitari precisi per l’eventuale chiusura in caso di contagi che sarà decisa in coordinamento con le prefetture, dirigenti scolastici e autorità sanitarie.

La Francia, anche se è il Paese colpito più degli altri da Covid, hanno comunque riaperto tutte le Scuole, dopo mesi di rientri parziali e lezioni a distanza. In Germania dopo una recrudescenza del contagio epidemiologico da Covid è stata già decisa una nuova chiusura delle scuole dopo che avevano riaperto da poco. La Danimarca ha riaperto già da maggio e ugualmente hanno riaperto gradualmente anche in Olanda, nel Regno Unito il Ministro dell’Istruzione Britannico, Gavin Williamson ha esortato i genitori “a non tenere a casa i propri figli che rischiano di perdere molto di più di qualche mese di apprendimento: potrebbero essere intaccate enormemente le loro future opportunità di successo”. Ugualmente la Spagna, che malgrado sia il quinto Paese al mondo per contagio giornaliero ha deciso di riaprire lo scorso 7 settembre convinti del fatto che “i benefici della scuola superano di gran lunga i rischi”, come ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione Isabel Celaà. Riapertura anche per il Belgio, che con il tasso di mortalità pro capite più alto al mondo ha deciso che tutti gli studenti dai 12 anni in su e gli insegnati debbano indossare sempre le mascherine.

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