Lisbona Capitale verde europea 2020

Nell’ambito del percorso del Green Deal europeo, che illustra le strategie per fare dell’Europa il primo continente al mondo ad impatto climatico zero entro il 2050, dando, contemporaneamente impulso all’economia, migliorando la salute e la qualità della vita dei cittadini dei differenti Paesi UE, tutelando la natura e… “senza che nessuno resti escluso da questo processo”, il Premio 2020 dell’European Green Capital Award quest’anno è stato conferito a Lisbona, che ha ridotto del 50% le emissioni di CO2, potenziato la e-mobility e il bike-sharing.

L’European Green Capital Award (Capitale verde europea) è un Premio, ideato a metà degli anni 2000 a Tallin , in Estonia, dall’allora Primo Ministro Estone Juri Ratas e da un gruppo di città europee convenute e  presenti al Vertice che si teneva a Tallin, che siglarono, per l’occasione un Memorandum di istituzione del Premio, assegnato ogni anno dalla Commissione Europea ad una città europea che si è data o è riuscita a realizzare obiettivi ambiziosi nella salvaguardia dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.

Capacità di raggiungere obiettivi considerevoli in fatto di tutela ambientale, aver raggiunto obiettivi permanenti ed ambiziosi per promuovere la cultura della salvaguardia ambientale e dello sviluppo sostenibile, poter essere presa a modello dalle altre città europee che vogliono mettere in atto best practices ambientali: questi i parametri che la città candidata deve soddisfare per vedersi assegnato il Premio.

Gli indicatori di valutazione per le città candidate e che faranno sì che la selezione sia superata e il Premio assegnato sono: attenuazione e adattamento ai cambiamenti climatici; mobilità urbana sostenibile; politiche di gestione sostenibile del suolo, della natura e della biodiversità; qualità dell’aria; livelli idonei di inquinamento acustico; gestione dei rifiuti, gestione della acque, crescita verde, innovazione tecnologica sostenibile, prestazioni energetiche conformi a parametri predeterminati; governace idonea funzionale agli obiettivi di tutela  e salvaguardia del patrimonio ambientale.

Lisbona, nel 2016, fu la prima firmataria del “Patto dei sindaci per i cambiamenti climatici e l’energia” e oggi è riuscita a raggiungere, come dicevamo, la riduzione del 50% delle emissioni di CO2, del 23% nel consumo di energia e del 17% per l’acqua. Ha investito in infrastrutture sostenibili per ridurre il rischio di incorrere nelle conseguenze di eventi climatici imprevedibili, ha investito in progetti di bike-sharing integrando nella rete ciclabili della città anche le più estreme periferie e realizzando una rete ciclabile di oltre 90 Km. A tutto questo si va ad aggiungere una forte implementazione dei mezzi pubblici elettrici e dei nuovi parchi che possono godere di una certificazione di sostenibilità. A tutto questo si va ad aggiungere, a dimostrazione di come la crescita economica possa andari di pari passo con la tutela dell’ambiente, l’intenzione da parte degli amministratori di Lisbona di raggiungere la “carbon-neutrality” entro il 2050.

Ed è appunto questo il punto su cui si sofferma il Commissario Virginijus Sinkevicius nel suo discorso alla cerimonia di apertura di “Lisbona Capitale Verde europea 2020”: “Lisbona ha iniziato la sua strada verso la sostenibilità in un periodo di crisi economica ed è diventata un’ispirazione e un chiaro esempio per molte città d’Europa, dimostrando chiaramente che la sostenibilità e la crescita economica vanno di pari passo. Inoltre Lisbona ha dimostrato un approccio integrato alle infrastrutture verdi e l’impegno per l’eco-innovazione possono aiutare a costruire una città più sana e più adeguata per i suoi residenti” queste le parole di Sinkevicius.

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