Singolarità del femminile

Mercoledì scorso nella Sala Squarzina del Teatro Argentina di Roma si è svolto un interessante dibattito sui problemi delle donne di oggi che ha visto protagonisti Ambra Angiolini e Pippo Baudo, moderati dalla giornalista Emilia Costantini. Il dibattito rientra nel progetto Singolarità del femminile, una serie di incontri dove Emilia Costantini intervista varie figure del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’imprenditoria e della politica su temi legati al mondo femminile e le problematiche che si trovano ad affrontare le donne moderne, ovviamente cercando di far emergere anche le loro idee e convinzioni rispetto a questi argomenti.

In una sala gremita di gente, si è iniziato a discutere partendo dalle recenti notizie di cronaca nera che vedono vittime le donne, ci si è chiesto perché tante, troppe, donne continuino a vivere accanto a persone che le maltrattano sia psicologicamente che fisicamente. Secondo Pippo Baudo tutta questa violenza scaturita dagli uomini è dovuta alla loro odierna condizione di inferiorità nei confronti di donne sempre più presenti e forti in ogni ambito, ciò ovviamente senza giustificare tale violenza, ma a suo dire gli uomini da sempre abituati al comando e alla forza si trovano spiazzati da questo cambiamento. Il pensiero di Ambra Angiolini, sulla falsariga di quello di Baudo, sostiene che questa condizione di potere dell’uomo, decisa a tavolino– dice- non si sa bene da chi, ha influenzato notevolmente il modo di pensare e di agire delle donne. In tutti gli anni in cui – prosegue Ambra- non si poteva votare, non si poteva decidere, non si poteva studiare, non si poteva leggere, il non emanciparci, questo ci ha fatto venire in mente quante cose potevamo andarci a prendere.

Dopo alcuni cenni storici riportati da Baudo, dal voto alle donne alla storia d’amore tra Garibaldi e Anita, si è poi passati alla parità di genere nelle cariche politiche, una decisione che secondo Baudo va contro la meritocrazia in quanto vincola la scelta ad un numero pari tra donne e uomini senza tenere conto della loro intelligenza e di chi sia realmente meritevole di ottenere quell’incarico. Pensiero condiviso da Ambra che sostiene quanto la presenza di numerose leggi e burocrazia, in un paese civile, sottintendano l’incapacità da parte del popolo di poter decidere autonomamente e liberamente chi è meritevole di ricoprire una carica. L’attrice prosegue dicendo che in questo paese c’è ancora bisogno di definire uomini, donne, gay, quasi come se questo avesse più valore dell’onestà della persona che va a ricoprire quella carica piuttosto che un’altra. Ribadendo che una società piena di leggi risulta essere priva di persone che non hanno ben chiaro cosa significhi convivere in maniera civile, Ambra sposta l’argomento sulla mancanza di umiltà da parte degli uomini nel prendersi cura delle donne della loro vita, nel non porsi domande sul percorso fatto finora, su cosa manca e di cosa hanno bisogno le loro compagne, esercitando invece l’insana abitudine di voler ribadirne il possesso. Un esercizio che poi porta alla disperazione e ad azioni estreme come quelle che popolano ultimamente la cronaca nera.

La moderatrice a questo proposito chiede se nel mondo dello spettacolo ci sia parità di genere, secondo Ambra non c’è questa parità, le donne sono ancora costrette a fare molto più del necessario per potere dimostrare il proprio talento rispetto agli uomini. A questo proposito Pippo Baudo riporta alla memoria la storia di Ambra e la sua crescita di carriera da Non è la Rai ad oggi, elogiandone la forte indole e la bravura che ha saputo coltivare e tirare fuori con i necessari sacrifici. Questo ha creato lo spunto per Ambra di raccontarsi lasciando ancora emergere una donna determinata, ma anche molto consapevole delle difficoltà da affrontare per continuare il percorso che ha scelto. Una donna molto elastica, non attaccata possessivamente alla posizione garantita dalla propria carriera, diversamente da alcuni suoi colleghi maschi, spiega, lei è disposta anche a sacrificare i suoi spazi soprattutto per garantirsi del tempo con la propria famiglia, che ama e ha fortemente voluto.

La giornalista a questo punto chiede se la bellezza di una donna sia ancora così determinate nel mondo dello spettacolo rispetto a quella dell’uomo, a tale proposito Pippo Baudo racconta che anche gli uomini hanno il problema di dover mantenere un aspetto adeguato a quel mondo e  schernendosi un po’ ha anche esposto le sue preoccupazioni, condivise a suo tempo con alcuni colleghi,  su come nascondere i primi capelli bianchi senza sembrare ridicolo.

Successivamente la moderatrice ha toccato l’argomento dei tradimenti online per comprendere il pensiero dei due ospiti, i quali hanno commentato quanto sia triste e indicativa di una coppia sterile e ormai priva di interessi; si tratta di relazioni create sulla base di proiezioni della propria immaginazione lontane dalla realtà e dai problemi della vita quotidiana. Baudo ha introdotto a questo punto le recenti notizie relative a uomini adulti che intrattengono relazioni con minorenni, citando il recente caso della famiglia Mussolini e creando lo spunto per ricollegarsi alla violenza sulle donne. Secondo Ambra determinate scelte che i genitori fanno, per salvaguardare il bene dei figli, danno un esempio sbagliato e li condannano ad una vita infelice. Per Baudo il matrimonio è una sfida da non sottovalutare perché rappresenta l’incontro della coppia, il saper dare l’un l’altro, quando questo motore si spegne ci si può separare, diversamente dagli anni passati quando si temeva il giudizio degli altri. Tanti cambiamenti in tal senso, secondo Baudo, saranno anche portati dal lavoro di Papa Francesco.

Emilia Costantini a tale proposito introduce l’argomento della pedofilia e di come molte vittime abbiano denunciato i maltrattamenti subiti da istituzioni affiliate alla chiesa cattolica, senza che quest’ultima intervenisse. Questo argomento unisce il pensiero sia di Baudo che della Angiolini, una dura condanna verso questo tipo di comportamenti che distruggono la personalità dei bambini. Ambra ci tiene a sottolineare che sono sempre gli uomini a commettere questi atti, riferendosi ad un servizio delle Iene parla anche di famiglie che vendono per soldi le proprie figlie. Si è poi ricordato che anche le donne sono protagoniste di atti di violenza verso i minori, come emerso da recenti indagini nelle scuole materne.

Un altro tema affrontato riguarda la sensibilità e la coscienza civica; la vita odierna che ci impegna molto ci impedisce di vedere la realtà che ci circonda, sostiene Baudo, spesso trascurando i bisogni del prossimo. Ambra sostiene che molto dipende anche dalla costante presenza di trasmissioni che sviscerano al microscopio omicidi irrisolti, trascurando la natura umana dell’uomo, ossia il perché è arrivato a fare quel gesto, in che stato d’animo si trovava. Questo secondo l’attrice ci ha reso impassibili, o all’estremo opposto terrorizzati da chi ci circonda e talvolta ci si blocca per paura che le nostre stesse azioni possano essere giudicate troppo violente.

A chiudere il cerchio, Ambra da testimonial della campagna contro la violenza sulle donne, ha ripreso il tema iniziale spiegando che le organizzazioni nate per sostenere queste donne tendono sempre ad allontanarle dalle famiglie, vengono seguite da psicologi che le aiutano a prendere coscienza dei loro bisogni reali e di come la realtà vissuta fino a quel momento fosse sbagliata. Un percorso molto difficile perché sono state cresciute con la convinzione che quello fosse il meglio per loro e l’unica strada possibile.

Infine Ambra, prima di scappare in aeroporto per tornare dalla sua famiglia, ha promosso il suo ultimo film Ti ricordi di me?; la storia di due persone piene di difetti che, tra comicità e sofferenza, trovandosi insieme riescono a creare qualcosa di meraviglioso.

©Futuro Europa®

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