Il Papa argentino “perdona” la Kirchner

Lunedì scorso Cristina Fernandez de Kirchner è stata ricevuta in udienza privata con relativo pranzo nella residenza di Santa Marta. Si dirà cosa normale che l’argentino Bergoglio riceva il suo Presidente in viaggio per incontrare il Presidente Hollande. Non è così, la giusta ondata di celebrazioni e commemorazioni per il primo anno di papato di Francesco avrebbe dovuto dedicare anche un po’ di spazio ai rapporti tra il Papa della pampa e la famiglia presidenziale argentina, Nestor e Cristina Kirchner.

L’elezione di Papa Francesco fu una mazzata per Cristina e per il gruppo dirigente del peronismo kirchnerista. L’ordine della prudenza non fu da tutti rispettato. Non solo lei aspettò ben un’ora prima di “cinguettare” la sua soddisfazione, D’Elia, il leader dei piqueteros, specie di centri sociali in versione argentina, vicinissimo al governo peronista, non ha nascosto un moto di rabbia. La fidanzata del vicepresidente Boudou ha detto: “La cosa non mi emoziona affatto”. Ma chi, dei seguaci di Cristina, si è espresso con indubbia chiarezza è stato il giornale 12 Ore, da sempre interprete delle idee e dei sentimenti dei Kirchner, il giorno dopo l’elezione di Francesco. Titolo “Dio mio!”, sottotitolo: “L’alto prelato è stato denunciato per complicità con la dittatura militare, ha un conflitto con i governi kirchneristi e fu un tenace oppositore del matrimonio gay e dell’educazione sessuale”. Un falso la complicità con la dittatura militare, il premio Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel lo ha sempre difeso e scagionato, una dimenticanza, Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires e primate della Chiesa argentina, era da anni un super critico dei dati sulla povertà sbandierati dai Kirchner.

I rapporti erano tesi e conflittuali da anni. Nestor Kirchner lo aveva definito “il vero capo dell’opposizione”. Erano anni che nessuno della coppia presidenziale era presente al Tedeum del 25 di maggio nella Cattedrale per la festa nazionale argentina. Papa Francesco non ha nascosto il suo disappunto quando Cristina, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù in Brasile, andò sul palco per salutare il Papa accompagnata dal suo candidato alle elezioni di ottobre. Il giorno dopo Buenos Aires era piena di foto di Papa Francesco che dà la mano al candidato di Cristina. Tutto fino a gennaio, ad ottobre Cristina ha ottenuto la maggioranza nei due rami del Parlamento, ma non i due terzi necessari per cambiare la costituzione per un terzo mandato. Nello stesso periodo Cristina cade e deve subire una delicata operazione. È di questi giorni che comincia quel cambiamento che porterà la “pecora” Cristina dal suo “pastore” Francesco. Varie telefonate intercorrono tra i due, Papa Francesco offre la sua figura protettrice e di moderazione ad una “Presidenta” ormai “anatra zoppa” fino alle prossime elezioni dell’ottobre 2015.

Fonti autorevoli dicono che Francesco è consapevole delle crescenti tensione e pericoli che corre l’Argentina e non perde occasione, nei suoi incontri con argentini, di dire: “aiutate Cristina”. Papa Francesco vuole dare il suo contributo perché la transizione da Cristina al nuovo presidente sia il più possibile tranquilla per l’Argentina che, non dimentichiamolo, è la sua terra, la sua patria. Ecco perché, quando tramite i canali diplomatici Cristina ha chiesto un incontro privato con il Pontefice, ha ricevuto una risposta positiva. Un indubbio appoggio da parte di un argentino che gode nel paese e nel mondo di grande credibilità e simpatia. Il colloquio, dicono le fonti, è durato due ore e mezza, Cristina è arrivata zoppicando, nella notte, in albergo, si è storta una caviglia.

Ecco un po’ di storia dell’incontro di lunedì scorso tra due argentini, una che comanda nel suo paese, l’altro una sorpresa positiva per credenti e non credenti in tutto il mondo. Cristina da mesi ha detto che sarà presente al Tedeum del 25 maggio nella Cattedrale Maggiore celebrato dal successore di Bergoglio, cardinale Poli.

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