Questioni di genere, donna

«Si dibatte ancora e per sempre della legge elettorale. Pare non si trovi soluzione o almeno non si trovi accordo tra le parti. Eppure a me sembra facile: io farei una legge tarata sul merito. Visto che ormai siamo pieni di deputati e senatori, farei un’ampia panoramica sugli esistenti. Mi spiego meglio. Deputato Caciocavallo Vincenzino da Sottolafrasca: cosa hai fatto da quando sei al Parlamento? Oltre all’esame di italiano per parlanti con grammatica annessa, una serie di domandine di cultura generale, in modo che non venga scambiata la CONSOB per un nuovo supermercato e l’INPS per una malattia. Pensate che sia banale? Assolutamente no, l’ignoranza regna sovrana e ne abbiamo prove continue.

Però non sarebbe solo questo; chiederei fosse prodotto nei minimi termini tutto il lavoro svolto durante la legislatura: dalle proposte di legge alla partecipazione alle proposte di legge; dalle presenze in aula agli interventi; in sostanza, una sorta di diario dell’attività. Poi, riunita una sorta di Collegio dei Probiviri composto anche da cittadini comuni ma di livello culturale adatto, sottoporrei tutti a un giudizio con valutazione da 1 a 5. Chi non rientra nei parametri dovrà rinunciare a presentarsi. Vi sembra fantascienza? Lo è sicuramente, ma mi piace sognare.

Trovo anche molto avvilente per il genere che si debba pretendere la parità anche in sede elettorale. Mi sembra di rivedere vecchi film dove si mostrano bagni per bianchi e colorati. Ecco noi donne ci ghettizziamo a prescindere. Io credo che non sia la quantità ma la qualità a dover esser presa a modello. Chissenefrega se ci sono solo 10 donne contro 40 uomini; meglio 10 donne in gamba invece che 10 donne in gamba più 10 portatrici sane di push up e 20 uomini. Da sempre parlo del merito che non è necessariamente legato al genere. Sono d’accordo che i salari debbano essere uniformati, ma trovo assurdo decidere a tavolino che ci debbano essere tanti uomini e tante donne. E se non si candidano a sufficienza? Si va in strada a prendere le prime che s’incontrano? Oppure si sfoglia la rubrica e ci si affida ad una qualunque igienista dentale o maestrina d’asilo senza esperienza e titolo?

Insomma, sarebbe ora di fare un passo avanti, di considerare le persone per quello che fanno e per l’impatto della loro vita sulla società, non per il fatto di essere uomini o donne. Ma pare che le cose vadano in modo diverso; al grido di o così o pomi le deputate capeggiate da Boldrini Laura inneggiano alla democrazia e vogliono la parità di genere.

Vedremo cosa farà Renzi Matteo e tutti i suoi; e quindi prepariamoci a riempire le liste, magari avvantaggiamoci guardandoci intorno. Mi viene in mente un amico, ex deputato recentemente trombato alle primarie del suo partito; lui da vero democratico aveva scritto le due preferenze, (un uomo e una donna) e invitato i suoi a farlo. La tipa che si presentava con lui aveva omesso di dire ai suoi di votare tutti e due e non solo lei e il risultato è che lei ora dice la sua alla camera e  pontifica davanti a molti microfoni. Lui sta a casa. Insomma, non per nulla si dice che la donna ne pensa una più del diavolo.

Vinca il migliore, nel senso neutro del termine.»

©Futuro Europa®

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1 Commento per "Questioni di genere, donna"

  1. Eleonora de Feo | 10 Marzo 2014 a 23:34:00 | Rispondi

    “riempiamo le liste” : questo è un ottimo slogan perchè di donne valide, ve ne sono, per grazia di Dio e della Nazione!

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