Politici in TV

“Non c’è nessuna trattativa in corso, stiamo parlando e troveremo una sintesi”. Così Graziano Delrio a TgCom24 e TG5, nega un braccio di ferro tra le richieste del Nuovo centrodestra e Matteo Renzi per la formazione della squadra di governo. “Il premier incaricato è molto sereno”, ha aggiunto. “Non ci sono doppie maggioranze, le riforme le facciamo con tutti”, ha concluso l’ex ministro per gli Affari regionali.

Le richieste che NCD fa a Renzi e riprese da TgCom24 sono molte chiare: meno imposte su famiglie, imprese e lavoratori (“A noi interessa mettere a punto un programma chiaro che preveda meno tasse sulle famiglie, sulle imprese, sui lavoratori”, ha chiarito Alfano spiegando il no di Ncd a un ministro dell’Economia “particolarmente affezionato alle tasse”); no a patrimoniale e giustizialismo (“Abbiamo detto alcuni no molto chiari, che riguardano sia il programma sia l’assetto di governo: no alla patrimoniale, no ad un giustizialista alla Giustizia”); no al voto nel 2015 (“Si rassegnino dentro Forza Italia a riconoscere che nella primavera del 2015 non si andrà al voto): infatti per il leader di Ncd la riforma della legge elettorale è applicabile solo dopo quella del Senato e del Titolo V della Costituzione.
“Noi crediamo ad un governo che abbia davvero una straordinaria capacità riformatrice. Perché questa si sprigioni, non si può campare 6, 7, 10 mesi. Questa era la prospettiva del governo precedente”).

Rainews24, invece, pone l’attenzione sul niet del governatore del Piemonte Cota all’invalidazione dell’esito del voto del 2010, confermato dal Consiglio di Stato, che lo ha portato a presiedere la giunta regionale. Il ricorso in Cassazione è stato subito voluto da Cota, che ha criticato duramente fin da subito le motivazioni addotte dall’ex presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso.

“Sono possibili violazioni in sentenza – dice Cota -, abbiamo letto le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato l’annullamento delle elezioni regionali del 2010. Siamo rimasti fortemente perplessi per le possibili violazioni di legge riscontrate, in particolare per quelle relative all’eccesso di potere giurisdizionale, censurabili dalla Cassazione”. Per Cota non ci sarà “nessun effetto sospensivo o dilatorio, ho avviato tutte le pratiche per indire le elezioni regionali in concomitanza con quelle europee. Ovviamente ci auguriamo che la Cassazione ristabilisca la giustizia in tempi rapidi e utili”.

Altro fatto della settimana è il faccia a faccia tra il neopresidente del Consiglio Matteo Renzi e il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo. Battista, Bocchino, Campanella e Orellana del M5S, ai microfoni del TgLa7, criticano apertamente il modo con cui Grillo si è interfacciato con Renzi. “Volevo far capire che c’è anche un’idea diversa all’interno del movimento – dice Orellana – non si doveva fare la figura aggressiva che ha fatto Grillo, doveva frenarsi di più, anche perché i ruoli erano ben definiti, eravamo alle consultazioni non ad un confronto pubblico qualsiasi”.

“Le consultazioni io le ho definito quasi inutili – ha aggiunto Orellana, sen. M5S -, ho chiarito questi pensieri anche con gli altri 3 colleghi e ci siamo decisi a scrivere una nota che non deve essere assolutamente considerata fuoco amico ma, credo, normale dialettica interna in un gruppo parlamentare. Poi ho notato che sul blog di Beppe Grillo il nostro comunicato non è stato riportato per intero. Se qualcuno dei media ha dovuto fare dei tagli è accettabile per esigenze di trasmissione, invece il testo completo del nostro comunicato sul blog di Grillo non c’è stato”. “Se chi è parlamentare del M5S ha importanza per la delega che gli è stata affidata – dice ancora Orellana al TgLa7 – ha diritto di avere la propria testa e le proprie opinioni autonome”.

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