Grillo Giuseppe, detto Beppe

Nove mesi di reclusione. Questa è la pena richiesta per Beppe Grillo al termine di un processo legato a una delle dimostrazioni dei No Tav in Val di Susa. Il reato contestato è la violazione di sigilli per un episodio legato alla costruzione di una baita-presidio dei No Tav in Val di Susa.

Oltre a questo,  giungono a Genova, luogo di residenza del comico, da diverse procure d’Italia (Roma, Bergamo e Teramo), richieste di istruttoria per “istigazione a militari a disobbedire alle leggi”. Quest’ultimo episodio risale al 10 dicembre, durante le manifestazioni dei Forconi, durante le quali, in una lettera aperta alle forze dell’ordine, Grillo le invitava a non “proteggere più questa classe politica che ha portato l’Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare”. Tale reato, prevedrebbe pene da 2 a 5 anni che nell’eventualità si dovrebbero sommare ai nove mesi già richiesti per l’altro reato.

A mettere una mano sulla spalla del comico genovese ci ha pensato Feltri dalle pagine de Il Giornale con un editoriale inaspettato. L’ex direttore di Libero annovera Grillo tra i perseguitati dalla magistratura. Il titolo dell’articolo infatti “Chi disturba il PD finisce in Galera” era un chiaro riferimento a quella parte della magistratura definita “Toghe Rosse” che storicamente il centrodestra definisce il ”braccio armato” della sinistra nei confronti dei loro oppositori politici.

Sta di fatto però che in tutta questa storia, al di là delle opinioni giurisprudenziali, è innegabile che Grillo e il suo movimento stiano portando il paese al di fuori della dialettica politica che si converrebbe ad un paese considerato tra le prime potenze mondiali. L’istigazione alla rivolta violenta, sia fuori che dentro le aule parlamentare riconducono il grillismo ad un movimento di disordine sociale, non opportuno ad una democrazia ne tanto meno ad un movimento politico.

Le indagini su Grillo sono il segno forse non tanto di una magistratura politicizzata, ma il sintomo di una deriva anarchica che certamente preoccupa non solo la magistratura, ma il paese intero.

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