Grillo vs Media: anatemi, editti e censure

Che a Grillo non piacesse la stampa lo si era percepito anche in tempi non sospetti, quando il comico ligure, faceva appunto il comico e non il politico. Ora la sua sofferenza verso i media ha raggiunto livelli quasi ossessivi, facendo traballare anche la democrazia 2.0 da lui inventata. Sì, perché la censura grillina ha subito, nell’arco di pochi mesi, una dimensione dittatoriale di non poco conto.

Se in principio la comunicazione pubblica avveniva solo attraverso il blog, unico organo ufficialmente riconosciuto, l’elezione di numerosi rappresentanti grillini ha posto un nuovo problema di gestione comunicativa. La paura che la stampa riuscisse a demolire i suoi parlamentari, ha costretto Grillo ad imporre un totale e tassativo silenzio stampa per ogni singolo eletto del Movimento. La legge marziale imposta su questa rigidissima regola ha fatto saltare non poche teste all’interno del movimento. Però nel tempo Grillo si è reso conto dell’impossibilità di silenziare i suoi concedendo così la possibilità, a pochi, di rilasciare qualche dichiarazione.

La sua ossessione però non si è fermata qui. Grillo ha cominciato a mostrare grande sofferenza verso qualsiasi forma di libero contradditorio. Dal blog sono cominciati a sparire i commenti di critica, così come  dai social network. Ogni forma di contestazione, che non aggradi  Grillo, viene immediatamente fatta sparire. Il culmine dell’ossessione del comico si è però raggiunta negli ultimi mesi. Non contento di ciò che la stampa scrive su di lui e sul movimento, ha iniziato una campagna di boicottaggio di giornali e giornalisti. L’ordine è perentorio, e la pena è sempre la stessa.

Insomma, Grillo  nel suo concetto fascista di democrazia 2.0 pare non contemplare la libertà di stampa. In Italia è pur vero che a volte vi sia ingerenza politica sulla stampa, ma la sua indisposizione a qualsiasi forma di pensiero difforme dal suo lo rende estremamente irritabile. Le continue grida contro tutti coloro che la pensano diversamente da lui, la forte struttura verticistica del movimento, la forte mancanza di democrazia interna, hanno fatto storcere il naso a molti militanti. L’ossessività di Grillo continua ogni giorno a prendere dimensioni sempre più allarmanti conducendo il movimento verso una forma di fascismo intransigente che sul lungo periodo non porterà altro che grossi problemi.

©Futuro Europa®

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