Fassina chi?

Le dimissioni di Fassina, ovvero di un Ministro (anche se vice), avrebbero dovuto porre una serie di interrogativi che però nessuno si è posto. O forse sì, ma nelle segrete stanze. Invero, sarebbe interessante capire perché, in un governo presieduto da un dirigente del Pd, un ministro del Pd si dimetta perché “offeso” da una battuta del segretario del Pd, a sua volta partito di maggioranza della coalizione che sostiene lo stesso governo.

Gli scenari possibili sono diversi, ma ne vogliamo indicare giusto un paio. Il primo vedrebbe il Presidente del Consiglio, il Segretario del primo partito di maggioranza ed un Ministro della Repubblica, cadere tutti quanti nella più colossale bufala mediatica degli ultimi anni, per la quale tutti sanno tutto, nessuno dice niente, chi c’era non ha sentito e chi non c’era ha capito benissimo.

Secondo scenario. Che Renzi e Fassina non abbiamo mai usato mezzi termini per confrontarsi non è un segreto. Oltretutto esistono precedenti anche recenti di botte e risposte sarcastiche tra i due. Oggi sarebbe riduttivo definire Il neo segretario Pd “ingenuamente arrogante” e il Vice Ministro ” banalmente permaloso”. Se nelle parole di Renzi, comunque le si voglia interpretare, si legge chiaramente l’ennesimo colpo ad un partito che sente resistergli a scapito di un consistente mandato popolare (in ambito Pd), nel gesto di Fassina il destinatario è meno evidente. Opportunisticamente, il Vice Ministro ha colto la palla al balzo per rilanciare la propria immagine che nell’azione di questo esecutivo innegabilmente è andata sbiadendo. Inoltre si è ritrovato a sostenere prima nel Pd e poi nel governo posizioni risultate deboli, rischiando di trovarsi di fronte a decisioni difficili da difendere. Non si è trattato di una scelta “uterina” bensì di un calcolo politico, i cui esiti convergono tutti sulla parabola personale dello stesso Fassina.

L’Onorevole torna a sedersi in Parlamento e al Presidente del Consiglio lascia un laconico “non smetterò di dare il mio contributo al rinnovamento di cui abbiamo bisogno”. Il Governo tutto ne è uscito, diciamo così, confortato.

©Futuro Europa®

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