Telco e GIC sfidano le banche

La leadership delle banche sta vacillando di fronte alle continue minacce provenienti dagli operatori di telecomunicazioni (le Telco) e, più in generale, dalle GIC (Global Internet Companies), che rispetto alle istituzioni finanziarie tradizionali possono vantare una struttura snella e meno burocratizzata. Complice la crisi reputazionale che affligge il mondo bancario, questo fenomeno ha avuto terreno fertile fino a conoscere un exploit proprio negli ultimi mesi e c’è già chi parla di una rivoluzione simile a quelle che ha cambiato per sempre l’industria creativa (cinema, musica e fotografia).

Lo Shadow Banking System è per definizione il sistema bancario collaterale, costituito da intermediari finanziari che forniscono servizi simili a quelli delle banche commerciali tradizionali. Sono soggetti esterni, che apparentemente non hanno niente a che vedere con le banche, ma che di fatto entrano prepotentemente nel loro mercato di pertinenza, cavalcando le dinamiche economiche, sociali e culturali in atto nello scenario globale. Una di queste è sicuramente l’aumento, non solo in Africa e nei Paesi emergenti ma anche – e in misura crescente – nelle economie più avanzate, dei cosiddetti unbanked, i soggetti non bancarizzati sprovvisti cioè di conto corrente o di altro prodotto finanziario.

I primi segnali di questo trend sono la diffusione di monete virtuali come Bitcoin, ma anche la comparsa di piattaforme di social lending, in cui domanda e offerta s’incontrano senza alcuna intermediazione bancaria, o ancora le startup come Square, Payleven e l’italiana JUSP che offrono sistemi di Pos e pagamento su smartphone (anche noti come mPos). Il messaggio di fondo è che i consumatori non hanno più bisogno delle banche tradizionali per gestire i loro soldi e investire i loro risparmi. A ciò si aggiunga che, rispetto ai nuovi entranti, le istituzioni finanziarie non sono note per la loro velocità d’azione né tanto meno per la loro vicinanza ai loro clienti finali.

La notizia più significativa è quella di Google, che ha da poco presentato negli USA una carta prepagata con cui è possibile effettuare una serie di operazioni – dai prelievi cash ai pagamenti, sia online che nei punti vendita “fisici”. Ma perché dovrebbe interessarci tanto la carta di Google? Perché non si tratta di una carta, ma della carta, con cui il colosso delle ricerche aspira a diventare un grande player del commercio (non solo digitale) e ad accrescere il suo vasto patrimonio informativo. Sulla falsariga di Big G, ma circoscritta ad un contesto più locale, anche la Telco canadese Rogers Communications ha annunciato la sua prossima mossa: distribuire carte di credito (anche in versione mobile), associate con gli smartphone brandizzati a suo nome. Le “plastiche” saranno presto a disposizione dei clienti della compagnia telefonica, ma anche di tutti coloro che desiderano avere uno strumento di pagamento efficiente quanto pratico. L’ingresso di Rogers segna la fine di un periodo in cui il mercato finanziario locale era dominato da sei banche, in una sorta di oligopolio, in cui a perderci erano solamente i consumatori.

Anche il mercato bancario cinese si sta aprendo a nuovi player. Baidu, il Google orientale, starebbe lanciando in collaborazione con China Asset Management una piattaforma d’investimento chiamata Baifa. Lo stesso dicasi per Alibaba, azienda di e-commerce con un giro d’affari superiore persino a eBay, che sta espandendo il suo core business ai servizi finanziari, proponendo tassi d’interesse più vantaggiosi rispetto a quelli normalmente offerti dalle banche. Infine, Tencent sta lavorando con quattro banche cinesi per creare un prodotto finanziario compatibile con la popolare applicazione d’instant messaging WeChat, da quest’estate disponibile anche in Italia. Secondo i rumours, fra un messaggino e l’altro sarà presto possibile investire i propri risparmi direttamente dal proprio smartphone, senza più doversi recare in filiale.

E in Italia che cosa succederà? Non resta che attendere, la rivoluzione è già cominciata.

©Futuro Europa®

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