Valera (Ashoka It.): imprenditoria sociale per il cambiamento

Alessandro Valera è il Direttore di Ashoka Italia. E’ italiano ma ama definirsi un cittadino del mondo, appassionato di movimenti sociali e internazionali. Dopo aver studiato in Italia, Canada e Regno Unito, si è specializzato in Politica e Comunicazione alla London School of Economics. Nel 2014 è stato scelto da Ashoka per far nascere Ashoka Italia che nel 2015 è partita a tutti gli effetti , con la selezione dei primi fellow e la creazione di una squadra di lavoro. Negli ultimi anni, Ashoka si è evoluta e Alessandro sta guidando questa trasformazione in Italia. Dalla più grande rete al mondo di imprenditori sociali Ashoka sta diventando un movimento per il cambiamento sociale che punta a coinvolgere non solo i più innovativi imprenditori sociali, ma ogni persona che vuole cambiare il mondo in qualsiasi ambito in qualsiasi angolo del pianeta. Lo abbiamo intervistato in occasione del TedX Bologna 2016 di cui era uno degli speaker.

Cosa si intende esattamente come imprenditoria sociale?

Sono direttore di Ashoka Italia, che è una grande rete globale per l’imprenditoria sociale, intesa come cambiamento sociale. Spesso quando si parla di imprenditoria sociale c’è un grande fraintendimento, quello che ho voluto comunicare oggi è proprio questo. Non si tratta di fare gli imprenditori e poi a latere fare qualcosa per la società, spesso si portano ad esempio i Ferrero e gli Olivetti, per noi sono imprenditori con un grande impatto, ma non sono imprenditori sociali dal nostro punto di vista. Gli imprenditori sociali per noi sono uomini e donne che, indipendentemente dal modello di business che scelgono, individuano le causa profonde di un problema sociale, e fanno causa della loro vita il risolverlo. Per questo noi selezioniamo le persone in base a creatività, spirito imprenditoriale ed  etica. Perché in un mondo così rapidamente in espansione in continuo cambiamento, le soluzioni ad un problema sociale dovranno cambiare continuamente, le soluzioni che funzionano oggi potrebbero non funzionare tra tre anni. Quindi gli imprenditori non devono rimanere attaccati ad un feticcio nella canalizzazione della loro energia, ma restare attaccati a questa idea, ed in caso di necessità essere aperti ad ogni eventualità, anche alleandosi con un’altra impresa od il governo.

Ha molto colpito la statistica che hai portato per cui il cambiamento si innesca in modo virale quando la percentuale delle persone arriva al 16%.

Esatto, nei comportamenti umani è stato notato una soglia circa del 16% in cui il comportamento della minoranza diventa il comportamento della maggioranza, come se fosse solamente necessario capire quali sono i trend positivi del momento e buttarsi avanti scardinando con un nuovo paradigma quello vecchio. Questo nella storia lo abbiamo visto varie volte con l’abolizione della schiavitù, il suffragio universale, la conquista dei diritti, ogni volta ci vuole molto meno, quando una volta ci volevano millenni, ora si arriva alla soglia necessaria anche in pochi anni.

Con un luogo comune si dice “siamo in pochi per cambiare le cose”, invece avete dimostrato che basta iniziare ed arrivare alla soglia critica per innescare il cambiamento.

Esatto, sono quelli che vengono chiamati i changemaker, i portatori di cambiamento, la nostra organizzazione è passata quindi, dai primi 30 anni in cui si è occupata di imprenditori sociali, non solo ad essere leader nell’innovazione, ma anche dare una spinta forte in qualunque settore ci veniamo a trovare. Posso essere un insegnante e fare tanto quanto un imprenditore sociale se porto la mia classe, poi il mio distretto, e si cambia la scuola, così nelle carceri, negli ospedali, in qualunque ambiente sociale.

Ci puoi mostrare esempi pratici?

Quando si parla di innovazione si pensa alla tecnologia, ma ritengo ad esempio che il nostro approccio all’anti-mafia sia molto innovativo. Siamo gli unici ad avere capito che il modo di combatterla non è solo quello della polizia, ma quello di ogni cittadino, tutte le comunità come Libera, sono esempi innovativi che affrontano in modo sociale ed etico la mafia. Noi ne abbiamo scelti due, uno calabrese  che è il Consorzio Sociale Goel, ed uno in Sicilia, Addiopizzo Travel, un’agenzia di viaggi che permette di visitare la Sicilia senza dare neanche un centesimo alla mafia, quindi diventando attori del cambiamento.

©Futuro Europa®

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