Prossima fermata Lipsia

Berlino, Berlino, sempre Berlino. Eppure la Germania è grande e propone tante diverse possibilità di vita. Siamo stati a Lipsia, che si trova a circa due ore di viaggio da Berlino, scendendo verso Sud.

Siamo andati per visitare due fiere, la fiera degli over 50 e quella del design. Siamo sempre curiosi di capire sociologicamente e antropologicamente l’attitudine tedesca verso gli argomenti che hanno attinenza con il quotidiano esistenziale e ci sembrava in questo modo di prendere “due piccioni con una fava”.

Ma in realtà quello che ci ha sorpreso di più è la bellezza e il dinamismo della città di Lipsia. Abbiamo attraversato le Fiere e constatato nella prima (quella dedicata alla terza età) che la tendenza ormai comune nelle società occidentali e non solo, di ghettizzare i vecchi ad un mondo fatto di naftalina e tovagliette di plastica, di viaggi wellness e salsicce e torte è una triste tendenza che forse rispetto ad altre nazioni qui impera; e nella seconda (quella del design innovativo, fatto di idee giovani e creative) che la Germania ormai gli dedica grandi e meravigliosi spazi, facendoci sentire quasi come se fossimo all´Expo di Parigi del 1889 e facendoci comprendere che qui la creatività ha la sua rilevanza e che soprattutto ai giovani è riconosciuto il ruolo innovativo e propulsivo di una società.

Poi ci siamo dedicati un paio di ore alla città di Lipsia restandone piacevolmente colpite. Lipsia è una piccola città di provincia che oggi conta circa 500.000 abitanti. Alla caduta del muro, nell´autunno dell´89 Lipsia ha contribuito in maniera rilevante con una manifestazione – “Rivoluzione Pacifica” – che vide coinvolte circa 300.000 persone, per cui viene chiamata Città eroina della Repubblica Democratica Tedesca. Ma rispetto a Berlino, questa città ha visto il crollo del numero dei suoi abitanti in questi ultimi 20 anni perdendo circa 300.000 abitanti e a causa di disoccupazione e edifici sfitti ancora oggi la rendono una delle città più economiche d´ Europa.

E sono proprio questi edifici sfitti e abbandonati che hanno maggiormente attirato la nostra attenzione. Edifici che conservano il fascino di stucchi e particolari di epoche migliori in un aspetto complessivamente di degrado e abbandono. Eppure facilmente si può immaginare di ridargli vita e ricreare nelle vuote stanze il calore di esistenze e il passaggio delle vite degli altri.

Daltronde Lipsia può vantare una vita culturale molto florida sin dalla fine del ‘500. Johaness Sebastian Bach è stato tra il 1723 e il 1750 Direttore del Thomanerchor nato appunto nella chiesa di S. Tommaso, uno dei cori di voci bianche più antico del mondo, coro ancora oggi conosciuto in tutto il mondo. L´eredità di Bach viene festeggiata tutti gli anni in un festival musicale intitolato a suo nome. Un piccolo inciso sulla chiesa: non solo siamo rimasti colpiti dall´organo, per la sua magnificenza e ci siamo potuti immaginare come Bach si divertisse a suonarlo, ma abbiamo trovato anche sorprendenti i decori pomposi e allegri con cui la chiesa è stata decorata. Ma Lipsia ha anche dato i suoi natali a Richard Wagner e a Felix Mendelssohn Bartholdy, che nel 1843 fondò proprio qui il primo conservatorio tedesco, ma anche Robert Schumann e Clara Wieck, che affascinarono la città come musicisti e come coppia.

Gli abitanti di Lipsia hanno un altro grande amore, ovvero uno dei Caffè più antichi d’Europa: dal 1711 il Zum Arabischen Coffe Baum è il punto d’incontro preferito di numerosi artisti e altri personaggi di spicco della città. Bach, Schumann, Liszt, Grieg, Wagner e altri erano frequentatori affezionati del caffè. Un’abitudine che li accomuna a Goethe e Lessing, ma anche a Napoleone e Augusto il Forte: un sintomo che Lipsia risulta attraente per persone molto differenti, non solo per musicisti e compositori.

Durante il periodo della DDR, Lipsia aveva un rilevante centro scientifico nucleare, mentre oggi è sede di un importante centro di ricerca e proprio per rilanciarla lo Stato tedesco ne sta facendo un centro rilevante della finanza e della politica. Oggi infatti la città sta in realtà rinascendo e si ha il sentore di questo camminando nel suo centro storico. Eh sì, perché Lipsia a differenza di Berlino conserva ancora un Centro Storico, fatto di vecchi edifici e gallerie che conservano architettura design decó e architettura nordica dell´800, di cui consacra ancora molte testimonianze grazie anche al suo passato di città della DDR.

Ma Lipsia non si distingue solo per questo, sta anche diventando il nuovo posto “dove essere”, sta attirando artisti, punk e personalità tanto che c’è da scommettere che in breve tempo la trasformeranno nella nuova Berlino. E forse la città risulterà essere un esperimento ancora più interessante perché qui il fenomeno vedrà coniugare tradizione e tipicità tedesca con innovazione e internazionalità. Per intenderci, al rigore architettonico Borghese di fine 800 si assocerà il melting pot di questo mondo globalizzato, sperando in una convivenza dai risultati estremamente interessanti. Conviene quindi investire in questa città, dove ancora, come Berlino tempo fa, si trovano interi palazzi da recuperare in vendita a poche centinaia di euro al metro quadrato.

Quello che comunque stupisce sempre di questa Germania è il grande spazio dedicato alla cultura e alla creatività delle nuove generazioni e non solo. Strano che questo non accada anche in Italia, strano perché la cultura in Italia già senza grande attenzione “frutta al Paese il 5,4% della ricchezza prodotta, equivalente a quasi 75,5 miliardi di euro, e dà lavoro a quasi un milione e quattrocentomila persone, ovvero al 5,7% del totale degli occupati del Paese” (Fonte: Fondazione Symbola, Unioncamere in collaborazione con Regione Marche).

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