Accordo di Le Touquet a rischio?

Con l’accordo siglato nella cittadina di Le Touquet nel 2003 tra Gran Bretagna e Francia, Parigi accettò che la polizia britannica potesse svolgere la sua attività di controllo sulla sponda francese del Canale. Era ministro degli Interni Nicolas Sarkozy, che doveva gestire il problema del campo profughi di Sangatte, aperto a suo tempo dal primo ministro Lionel Jospin e ridotto in quel momento in condizione disumane. Con l’accordo Londra accettava, nel contempo, di accogliere un migliaio di richiedenti asilo curdi, inoltre il Regno Unito si impegnava invece a fornire un contributo economico per fronteggiare i costi di recinzione per un totale di 15 milioni di euro, a cui se ne aggiunsero altri 10 nel 2015. Costi giustificati dal fatto di portare il confine inglese sul territorio francese.

Ci si proponeva di evitare che i migranti giunti a Calais rischiassero la vita attraversando di nascosto la Manica, ma a distanza di tredici anni, le rive e le campagne attorno a Calais vedono nascere le nuove bidonville, le ‘jungles’ come funghi. Con i primi sentori della Brexit si sono levate le proteste da parte francese, accusando la Gran Bretagna di attingere all’Europa, in questo caso specifico alla Francia, molto più di quando versi. A marzo, il ministro francese dell’economia Emmanuel Macron dichiarò senza mezzi termini al Financial Times che “la Francia non avrebbe più ospitato i migranti a Calais” se il Regno Unito avesse deciso di lasciare l’UE. Dopo il voto al referendum sulla brexit, Xavier Bertrandt, presidente della Regione Nord-Passo di Calais-Piccardia, ha twittato “Gli inglesi hanno voluto riprendersi la propria libertà, ora devono riprendersi anche il proprio confine.“. E se Macron cercava di smorzare i toni parlando genericamente di una Francia più esigente verso il Regno Unito, Bertrando ha rincarato la dose dichiarando “Ho amato la posizione presa dal Ministro agli inizi di marzo […] quando ha detto, ‘Se lasciano [l’UE], i campi dei migranti saranno in Inghilterra“.

Teoricamente ci sarebbe la possibilità di denunciare il Trattato, esiste una clausola in tal senso, ma appare improbabile che per ora possa venire applicata. Il ministro degli Esteri transalpino, Jean-Marc Ayrault, ha assicurato che “il confine rimarrà sulla sponda francese”. In pratica si è in attesa di capire esattamente tempi e modi dell’uscita del Regno Unita dalla UE per mettere in atto ulteriori passi in questa direzione. Anche François Hollande si è pronunciato in tal senso, assicurando che l’accordo di Le Touquet, non subirà conseguenze dalla Brexit perché trattato bilaterale. “Metterlo in dubbio perché il Regno Unito lascerà la Ue non ha senso“.

L’estate scorsa, a Calais, il ministro dell’interno francese, Bernard Cazeneuve, assieme all’allora collega britannica, Theresa May, hanno annunciato la nascita del “Centro operativo di controllo comune” per “lottare contro i passeurs“. Finanziato dalla UE con 35 milioni di euro in due anni, in realtà si tratta di un accordo di cooperazione per incrementare la presenza della polizia alle frontiere, questo avverrà da entrambe le parti togliendo il ruolo di ‘concessionario’ finora rivestito dalla Francia. La differenza? Che fino al 2014 la Francia non aveva mai ricevuto una sola sterlina, ora arriverà una cascata di euro.

©Futuro Europa®

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