UE Model Torino

Il processo legislativo europeo non discosta molto da quello dei singoli stati, e quindi potremmo aggiungere non è immediato come pare ad un primo esame. Per far comprendere meglio alle nuove generazioni come si svolge, è stato organizzato da EU MODEL TORINO, una simulazione di 4 giorni a marzo scorso, presso il Campus Luigi Einaudi dell’Università di Torino. L’organizzazione è stata messa in atto dal Movimento Studentesco per l’Organizzazione Internazionale, sezione di Torino (M.S.O.I. Torino) e ricalca a grandi linee le analoghe simulazione poste in essere dall’ONU.

Ai partecipanti vengono assegnati ruoli specifici, quindi membri del Parlamento Europeo piuttosto che del Consiglio o della Commissione, e dopo una serie di seminari e conferenze didattiche, si passa alla fase di simulazione vera e propria. Vengono riprodotte tutte le trattative, i processi, i compromessi, che sono alla base formativa dei processi istituzionali tra più parti.

La Direttiva proposta dalla Commissione al Parlamento aveva un oggetto di stretta attualità, la lotta al terrorismo, ed iniziava con questo tema: “Gli atti di terrorismo costituiscono una delle più gravi violazioni dei valori universali di dignità umana, libertà, uguaglianza e solidarietà […] su cui l’Unione Europea è fondata”. Queste parole, poche e semplici, ma incredibilmente potenti, introducono la Proposta di Direttiva che la Commissione ha sottoposto al vaglio delle due maggiori istituzioni politiche europee: il Parlamento ed il Consiglio dell’UE.”.

L’evento ha permesso anche di far comprendere a tutti i partecipanti come l’Europa sia una entità estremamente importante e non possa essere vista solo come una elefantiaca burocrazia. Gli studenti diventanti improvvisamente attori diretti dell’elite europea, si sono dovuti studiare trattati e fonti del diritto e scendere nei dettagli tecnici della formazione del processo legislativo.

Il risultato è stato di far avere ai 60 partecipanti una esatta e pratica presa di coscienza di cosa significa passare dai testi all’arte della politica con tutti i suo strutturato di mediazioni, il risultato? Una modifica al tanto contestato Regolamento Dublino III con l’introduzione di un sistema di quote a carico di tutti i membri UE sulla base delle richieste di asilo arrivate ad un paese soggetto a pressione migratoria, il tutto in base a criteri economici, sociali e umanitari di volta in volta verificati dalla Commissione. Un esempio che forse dovrebbe essere preso in esame dai ‘veri’ politici.

©Futuro Europa®

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