Porgi l’altra guancia

«Una bufera sul nazista morto a 100 anni. Non ho voglia di scrivere il suo nome: è qualcuno che dovrebbe essere cancellato come nell’antichità cancellavano le città radendole al suolo in modo che ci fosse forse memoria ma forse anche no. Intanto l’unico dato certo è che è morto. Insieme all’altro parametro non meno strabiliante: ha vissuto gli ultimi anni a Roma, una città fortemente segnata dalla sua crudeltà. Ma sembra che nessuno se ne curasse.

Ora certa stampa riporta titoli di questa portata: negati i funerali solenni. Intanto, ma di quali funerali solenni si parla? Ma chi l’ha mai detto. Hanno costretto Marino Ignazio a fare un corso accelerato di storia contemporanea spiegandogli a modello bignami di chi si parlasse.

Smentita colossale. Intanto la Chiesa tirata in ballo, ha fatto il suo bel muro di gomma. Rispondendo a domanda mai fatta. Ma loro, come possono dire di no a un’anima cristiana praticante che richiede anzi esige l’ultimo gesto? Possono forse dire a noi di accettare la negazione del funerale di quest’essere dopo averci intimato nemmeno tanto carinamente di porgere l’altra guancia, perdonare i nemici, aiutare i vecchi, non proprio in quest’ordine?

Chi può dire: no, lui no; lui non si è pentito, ha dato la morte e distrutto tante famiglie, ha contribuito all’orrore degli anni bui di Roma. Chi può dirlo?

E allora se proprio quest’essere vuole le esequie, che le facciano alle 3 del mattino. Non credo ci sarà molta gente. Magari stando attenti che non lo sappiano quei diversamente maledetti appassionati di nazismo, quella gente che predica il ritorno di Hitler, lo sterminio dei non ariani e tante belle cosette così. Un po’ di attenzione e qualche furbizia.

Ma la ribalta è la ribalta. E la cosa più deprimente è che in questi giorni si è rimestata la memoria del dolore e ha scatenato la rabbia.

Perché noi siamo umani: e la guancia proprio no, non la possiamo porgere a quest’essere.»

©Futuro Europa®

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