Il Congresso dell’Aia

Parlando all’Università di Zurigo il 19 settembre 1946, Sir Winston Churchill lanciò un appello per “Gli Stati Uniti d’Europa”, fino a quel momento non si era mai distinto, da buon inglese, per essere uno statista particolarmente portato all’europeismo, ma ebbe la lungimiranza di capire che tra due grandi come gli Stati Uniti e la Russia una Europa frammentata non avrebbe avuto la forza sufficiente a contare come meritava. La successiva suddivisione del continente europeo in due distinte aree di influenza con ben poca decisionale autonoma, soprattutto nella parte orientale, gli dette poi ragione.

Il Congresso dell’Aia, vero primo momento federale europeo, si tenne nella capitale olandese dal 7 all’11 maggio 1948. Vi parteciparono 750 delegati da tutta Europa, oltre ad osservatori da Stati Uniti e Canada. Organizzato dal “Comitato internazionale dei movimenti per l’Unione europea” e presieduto da Winston Churchill, il Congresso mise assieme i rappresentanti delle varie anime politiche europee, unionisti e federalisti, fornendo loro l’opportunità di discutere riguardo la struttura di cui dotare la comunità. Importanti figure politiche come Konrad Adenauer, Winston Churchill, Walter Hallstein, Harold Macmillan, François Mitterrand, Paul-Henri Spaak, Albert Coppé e Altiero Spinelli, ebbero un ruolo fondamentale nel gettare le basi della Comunità Europea. Proprio perchè questa conferenza gettò i semi di una idea comune di Europa nei governi e nell’opinione pubblica, portò a definire questi attori “padri fondatori dell’Europa”.

Come già detto si agitavano due diverse anime in seno all’Europa, i Federalisti guidati dalla Francia che miravano ad una Assemblea eletta direttamente dai cittadini e dotata di poteri costituenti, e gli Unionisti, facenti capo alla Gran Bretagna, per cui i membri dell’Assemblea avrebbero dovuto essere emanazione dei Parlamenti nazionali. Da questo scontro politico prese comunque vita il 5 maggio del ’49, l’Assemblea europea con la denominazione di Consiglio d’Europa. Ne facevano parte 10 Paesi (Belgio, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda e Svezia), fu esclusa ovviamente la Germania.

Al Consiglio vennero assegnati i compiti di discutere questioni di comune interesse e concludere accordi nei settori economico, sociale, culturale e scientifico. Era escluso il settore della Difesa nazionale. Il Consiglio d’Europa era composto da un’Assemblea consultiva ed un Comitato dei Ministri, incaricato di elaborare le misure atte a realizzare gli scopi del Consiglio. Il Comitato non era tenuto a rispettare le indicazione del Consiglio, svuotandone in effetti l’utilità, i Federalisti insistevano quindi per far rientrare nei poteri assegnati anche la difesa portando alla rinuncia di parte della sovranità da parte degli stati. Di contro gli unionisti reclamano il pieno diritto ad una unanimità, che in effetti portò poi alla scarsa efficienza che ha pervaso la governance europea fino alle ultime modifiche che hanno, finalmente, introdotto le decisioni a maggioranza.

A margine delle decisioni adottate, uscirono altre due importanti proposte, la fondazione del Collegio d’Europa, dove  i laureati universitari di diverse nazioni avrebbero potuto studiare e vivere assieme. Il Congresso decise anche di procedere alla stesura di una Carta europea dei diritti umani e la creazione di una Corte Europea dei diritti dell’uomo.

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