Grillo, urla al vento

Sembrava dovesse essere il guru della politica post-berlusconiana e la risposta concreta ai problemi dell’Italia, ma alla fine è crollata la maschera che ha coperto il suo movimento per parecchio tempo.

Beppe Grillo si è reso conto che la politica di palazzo non è certo quella dei salotti televisivi. La, le relazioni si fanno tese e i condizionamenti sono più forti delle singole volontà. Le prime avvisaglie di difficoltà sono arrivate dalle defezioni di onorevoli e senatori grillini ormai stanchi dei metodi del loro monarca che, nonostante profonda democrazia, obbliga i “cittadini” ad un vincolo feudale tra loro e il reggente.

Stufi del solito jingle e annoiati dalle solite dichiarazioni, oggi i mass media non offrono più al movimento quell’interessamento mostrato nei mesi scorsi, il continuo ritornello di insulti istituzionali ha già sgonfiato l’attenzione che per molto tempo gli era stata riservata. A sottolineare questa discesa verso l’inconsistenza politica, ci  hanno pensano i sondaggi elettorali (-5/6% rispetto a febbraio) e il malessere dell’elettorato. L’entusiasmo della novità nell’immaginario collettivo è stato ormai sostituito dal dubbio e dall’incertezza di una gestione parlamentare del movimento poco limpida.

Insomma, le ultime manifestazioni (occupazione del tetto della Camera) e le ultime dichiarazioni (attacco alla Presidente Boldrini) sembrano sempre più isolare Grillo nella sua lotta contro i mulini a vento. Le sue continue urla non riescono più ad animare quella parte di italiani che hanno creduto in un vero cambiamento nel modo di fare politica.

Ad aver buttato ulteriore benzina sul fuoco c’è stata anche la recente partecipazione di Casaleggio a Cernobbio (consueto appuntamento degli industriali italiani). Molti non hanno visto di buon occhio la presenza dell’ideologo del movimento nella tana di quelli che molti grillini considerano le lobby del potere.

Sostanzialmente l’opposizione grillina non piace. Le poche proposte e le lotte ideologiche stanno allontanando il movimento dalle idee che lo hanno fatto nascere portando l’elettorato a disaffezionarsi in maniera consistente.

L’effetto Grillo sembra sgonfiarsi e le sue sortite sembrano avere sempre meno effetto e se 5stelle continuerà a mostrare le stesse difficoltà, alimentate dall’insofferenza di parte dei parlamentari, ci saranno buone probabilità che il comico genovese smetta di fare politica e torni a fare il suo mestiere.

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