Europa

Europarlamento, indagine formale sul partito sovranista RSN

L’UE avvia una verifica sul partito ESN: valori europei e pluralismo politico alla prova, il Parlamento europeo ha chiesto di verificare il rispetto dei valori fondamentali dell’Unione da parte di Europe of Sovereign Nations, formazione che riunisce forze della destra nazionalista e sovranista continentale. È la prima volta che viene attivata questa procedura, destinata a riaprire il confronto sul rapporto tra pluralismo politico e tutela dei principi fondanti dell’UE.

Per la prima volta nella storia dell’Unione europea viene attivata una procedura formale per verificare il rispetto dei valori fondamentali dell’UE da parte di un partito politico europeo. Il 7 luglio 2026 il Parlamento europeo ha approvato, con 414 voti favorevoli, 224 contrari e 18 astensioni, la richiesta di sottoporre a verifica Europe of Sovereign Nations (ESN). Il voto, espresso a scrutinio segreto, apre un passaggio istituzionale senza precedenti e pone una questione delicata: fino a che punto l’Unione può subordinare il riconoscimento e il finanziamento dei partiti al rispetto dei propri principi fondanti?

La decisione non equivale a una condanna né accerta l’esistenza di violazioni. Si tratta di un passaggio procedurale che consente all’Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee (APPF) di svolgere gli accertamenti previsti dalla normativa. L’esito rimane quindi aperto e dovrà essere determinato sulla base degli elementi raccolti e delle garanzie riconosciute al partito interessato. La procedura prende le mosse da una comunicazione dell’APPF, organismo indipendente responsabile della registrazione, del controllo e delle eventuali sanzioni nei confronti dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee. L’Autorità ha informato il Parlamento UE, il Consiglio e la Commissione europea della presenza di elementi che sollevano dubbi sulla conformità di ESN ai valori dell’Unione. A seguito della comunicazione, le tre istituzioni disponevano di due mesi per decidere se richiedere formalmente una verifica. Il Parlamento ha scelto di procedere, autorizzando così l’avvio del controllo secondo il meccanismo previsto dal regolamento europeo.

Il riferimento fondamentale è l’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea, che individua nella dignità umana, nella libertà, nella democrazia, nell’uguaglianza, nello Stato di diritto e nel rispetto dei diritti umani i principi sui quali si fonda l’ordinamento comunitario. Tra questi rientra anche la tutela dei diritti delle persone appartenenti alle minoranze. Il rispetto di tali principi costituisce una condizione per la registrazione dei partiti politici europei e per l’accesso ai finanziamenti previsti dal bilancio dell’UE. La normativa non riguarda soltanto la regolarità delle risorse impiegate, ma anche i requisiti politici e giuridici necessari per ottenere e conservare lo status di partito europeo. Il quadro è stato aggiornato dal regolamento UE 2025/2445, approvato nell’ottobre 2025, che ha rivisto le disposizioni relative allo statuto e al finanziamento dei partiti e delle fondazioni politiche europee, rafforzando anche le norme in materia di trasparenza, interferenze straniere e tutela dei valori dell’Unione.

ESN si colloca nell’area della destra nazionalista e sovranista europea. Tra le forze politiche che ne fanno parte figurano Alternative für Deutschland (AfD), formazione tedesca che ha assunto un ruolo centrale nell’area della destra radicale del Paese, e Futuro Nazionale, il movimento guidato dall’eurodeputato italiano Roberto Vannacci. La presenza di forze provenienti da diversi Paesi conferisce al partito una dimensione transnazionale, coerente con la funzione dei partiti politici europei: organizzare la cooperazione tra forze nazionali e contribuire alla formazione di una coscienza politica comune a livello continentale. È tuttavia indispensabile distinguere il partito ESN dal gruppo parlamentare omonimo presente al Parlamento europeo. Le due realtà sono giuridicamente separate e rispondono a discipline differenti. La procedura riguarda il partito registrato presso l’APPF, non direttamente il gruppo composto dagli eurodeputati eletti. Un’eventuale cancellazione dal registro europeo inciderebbe sullo status giuridico del partito e sul suo accesso ai finanziamenti collegati, ma non comporterebbe automaticamente la perdita dei seggi o dei diritti parlamentari dei deputati appartenenti al gruppo. La verifica riguarda infatti l’organizzazione politica europea, non la legittimità dell’elezione dei suoi rappresentanti.

I dubbi sulla conformità di ESN ai valori dell’Unione si inseriscono in un contesto di forte polarizzazione politica. Nel dibattito pubblico sono state richiamate dichiarazioni e posizioni attribuite ad alcuni esponenti delle forze che orbitano nell’area del partito, con particolare riferimento alla retorica discriminatoria, alla tutela delle minoranze e, nel caso di alcuni esponenti di AfD, a presunti richiami o atteggiamenti di simpatia verso riferimenti storici legati al nazismo. Si tratta di elementi che devono essere valutati nell’ambito della procedura e non possono essere considerati, da soli, una prova conclusiva di violazione. La responsabilità dell’APPF sarà proprio quella di esaminare i fatti pertinenti, la loro rilevanza ai fini del regolamento e l’eventuale incompatibilità con i requisiti richiesti ai partiti politici europei.

Per i sostenitori della verifica, l’Unione ha il dovere di impedire che il riconoscimento istituzionale e le risorse pubbliche europee vadano a organizzazioni che non rispettano i principi sui quali si fonda il progetto comunitario. In questa prospettiva, la procedura costituisce uno strumento di tutela della democrazia e della credibilità delle istituzioni. Di segno opposto le obiezioni dell’area sovranista, che denuncia il rischio di un utilizzo politico degli strumenti amministrativi per colpire forze critiche verso l’integrazione europea. La preoccupazione riguarda la possibilità che il controllo sui valori fondamentali diventi un mezzo per limitare il pluralismo e la libertà di espressione delle opposizioni. Il confronto tocca quindi un nodo centrale delle democrazie costituzionali: la differenza tra il dissenso politico, anche radicale, nei confronti dell’assetto dell’Unione e la violazione dei principi democratici e dei diritti fondamentali. Essere euroscettici o sostenere una maggiore sovranità nazionale non costituisce, di per sé, una violazione dei valori europei. La verifica dovrà accertare se gli elementi contestati superino questa soglia e assumano rilevanza ai sensi della normativa.

L’esito del procedimento non è scontato. L’APPF dovrà esaminare gli elementi disponibili e garantire al partito interessato la possibilità di presentare le proprie osservazioni, nel rispetto delle procedure applicabili. Qualora venisse accertato il mancato rispetto dei requisiti previsti, potrebbe essere adottata una decisione di cancellazione dal registro dei partiti politici europei, con conseguenze sul riconoscimento e sull’accesso ai finanziamenti dell’Unione. La normativa prevede tuttavia ulteriori garanzie istituzionali: una decisione di cancellazione fondata sul mancato rispetto dei valori dell’UE è soggetta a un meccanismo di controllo che consente al Parlamento europeo o al Consiglio di sollevare obiezioni.

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